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Buono, ma non eccezionale il nuovo album degli Highlord Buono, ma non eccezionale il nuovo album degli Highlord Hot

Buono, ma non eccezionale il nuovo album degli Highlord

recensioni

gruppo
titolo
“The warning after”
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

 

TRACK LIST

1) Tonightmare

2) The goggle mirror

3) Brothers to the end

4) Inside the vacuity circle

5) Standing in the rain

6) No more heroes

7) Of tears and rhymes

8) The warning after

9) In this wicked world

10) Arcade warriors

 

LINE UP

Andy - Voce

Sted - Chitarre

Mr. Triton - Tastiere

Dani – Basso

Luca T-1000 - Batteria

opinioni autore

 
Buono, ma non eccezionale il nuovo album degli Highlord 2013-03-23 13:21:04 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Marzo, 2013
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Seguo i piemontesi Highlord sin dai loro esordi dell’ormai lontano “Heir of power” e da allora sono passati ben 14 anni, diversi cambi di line-up e ben 6 albums uno più bello dell’altro. Questo “The warning after” è quindi il settimo della carriera degli Highlord, il primo uscito per la Punishment 18 Records. Parlavamo di cambi di formazione, purtroppo quasi una consuetudine per questa band e questa volta c’è da registrare l’abbandono dello storico bassista Diego De Vita, sostituito da Dani, nonché il reclutamento di un nuovo tastierista fisso nella persona di Mr. Triton (nel precedente disco c’era un ospite). Sono passati 4 anni da “The death of the artists” che già lasciava presagire un cambiamento nel sound degli Highlord e questo lasso di tempo in silenzio ha permesso alla band di continuare le modifiche del proprio stile, con un notevole ammorbidimento e conseguente aumento della componente melodica; del power veloce e frizzante dei bei tempi rimane ben poco, così come sparisce quasi del tutto la componente più allegra che ha lasciato il posto ad una disillusione imperante, figlia di questi tempi duri che stiamo vivendo, che si sente in atmosfere più cupe, tristi ed introspettive. La voce di Andy (al secolo Andrea Marchisio) è sempre splendidamente espressiva e ci accompagna in queste musiche quasi decadenti (se mai questo termine può essere accostabile al power metal); ecco quindi brani come la title-track “The warning after”, “Brothers to the end” o “The goggle mirror” che ben rappresentano il momento poco allegro che stiamo vivendo in Italia. C’è comunque qualche speranza ed in tal senso è possibile segnalare brani come “Arcade warriors” (in cui c’è la presenza di Ralph Scheepers come ospite), “In this wicked world” o “No more heroes”, con il loro riallacciarsi al passato più happy-power della band quando, per capirci, metallizzavano sigle dei cartoons giapponesi, come le splendide “Pegasus Fantasy” o “Tough boy”. Doveroso evidenziare che queste mie impressioni sono dettate esclusivamente dalle musiche che ho avuto modo di ascoltare, non avendo avuto a disposizione (come purtroppo da troppo tempo succede nella quasi totalità delle recensioni) i testi dell’album; ignoro quindi le tematiche trattate dagli Highlord in questo lavoro. Da segnalare infine la copertina piacevole realizzata dal maestro Felipe Machado Franco. Per i fans degli Highlord, come il sottoscritto, questo “The warning after” lascerà un po’ di amaro in bocca, dato che obiettivamente non è il miglior album della lunga carriera della band capitanata dal talentuoso chitarrista Sted (al secolo Stefano Droetto); resta comunque un buon esempio di come in Italia siamo maestri del power melodico.

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