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Con "Heart Like a Grave" gli Insomnium ritrovano tutte le soluzioni che han fatto le fortune di "Shadows of the Dying Sun" Con "Heart Like a Grave" gli Insomnium ritrovano tutte le soluzioni che han fatto le fortune di "Shadows of the Dying Sun" Hot

Con "Heart Like a Grave" gli Insomnium ritrovano tutte le soluzioni che han fatto le fortune di "Shadows of the Dying Sun"

recensioni

gruppo
titolo
Heart Like a Grave
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Finlandia 

GENERE: Melodic Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Dark Tranquillity, Omnium Gatherum, Be'lakor, Amorphis, Wolfheart 

LINE UP: 
Niilo Sevänen - vocals, bass 
Ville Friman - guitars, clean vocals 
Markus Vanhala - guitars 
Jani Liimatainen - guitars, clean vocals 
Markus Hirvonen - drums 

TRACKLIST: 
1. Wail of the North [03:05] 
2. Valediction [05:05] =VIDEO= 
3. Neverlast [04:46] 
4. Pale Morning Star [08:58] =ASCOLTA= 
5. And Bells They Toll [06:01] 
6. The Offering [04:59] 
7. Mute is My Sorrow [06:02] 
8. Twilight Trails [07:06] 
9. Heart Like a Grave [07:05] =VIDEO= 
10. Karelia [07:49] 

Running time: 1:00:56 

opinioni autore

 
Con "Heart Like a Grave" gli Insomnium ritrovano tutte le soluzioni che han fatto le fortune di "Shadows of the Dying Sun" 2019-10-02 18:38:57 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    02 Ottobre, 2019
Ultimo aggiornamento: 02 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' sempre cosa difficile quando ti capita di dover recensire quello che è uno dei tuoi gruppi preferiti in assoluto, vuoi soprattutto per il cercare di restare obiettivo senza lasciarsi andare a facili(ssimi) entusiasmi; e questo a me succede quando mi ritrovo ad aver a che fare con gli Insomnium: la melodeath band finnica guidata da Niilo Sevänen torna a tre anni di distanza da "Winter's Gate" con "Heart Like a Grave", ottavo album nella prolifica carriera del quintetto finlandese. Qui c'è la grossa novità, visto che gli insomnium si presentano ai nastri di partenza con una formazione rinnovata che annovera adesso ben tre chitarristi dopo l'entrata in pianta stabile dell'ex-Sonata Arctica Jani Liimatainen, cosa che porta gli Insomnium ad aver delle ritmiche di chitarra più compatte e quadrate.
"Heart Like a Winter" è stato presentato da band e label, al momento dell'annuncio, come "l'album più tragico e decadente della loro carriera", cosa che a conti fatti non è proprio del tutto vera. Si può dir questo probabilmente per quanto riguarda le liriche, che sembrano aver subito un processo di ulteriore 'sentecedizzazione' - passatemi il neologismo -, mentre un discorso diverso va fatto per quanto riguardo il lato prettamente musicale. Se con "Winter's Gate" gli Insomnium sembravano guardare stilisticamente verso altre direzioni, vuoi anche per il concept alla base del lavoro, con "Heart Like a Grave" Niilo e soci tornano allo stile che li ha resi quello che sono oggi e li ha fatti amare alla follia da miglia e migliaia di fans, riportandosi dunque allo stile di "One for Sorrow" e, soprattutto, del fortunatissimo "Shadows of the Dying Sun", con quel mix di brani più diretti ed immediati come "Valediction" e "Neverlast", ed altro più complessi e ragionati come l'ultimo singolo "Pale Morning Star" - su cui torneremo tra poco -, senza che una sola volta venga stravolta quella che è la natura insita ormai nel DNA della band finlandese, con quell'aurea malinconica che pervade ogni nota prodotta dai nostri, con quelle aperture acustiche che da un lato danno un maggiore imprinting atmosferico, mentre dall'altro donano una certa ariosità. Non mancano nemmeno, poi, gli ormai classici intrecci vocali growl/scream, che hanno il loro personale zenit in quello che è il brano più pesante, per certi versi, dell'album: "And Bells They Toll".
I fans di vecchia data - e qui alzo anch'io la mano - ameranno alla follia anche questo nuovo lavoro degli Insomnium, lasciandosi trascinare per tutta l'ora di ascolto dalla corrente: come un fiume, infatti, la musica degli Insomnium è fatto di quieto fluire e 'pericolose' rapide, ma alla fine basta semplicemente lasciar "fare a loro". Come detto, in "Heart Like a Grave" è possibile ritrovare tutte le soluzioni che hanno reso "Shadows of the Dying Sun" il successo che è stato, arrivando quasi ad autoplagiarsi in alcuni punti, con il più clamoroso che riguarda proprio la citata "Pale Morning Star", la cui parte centrale - fino all'intreccio acustico - non può non ricordare molto da vicino "Black Heart Rebellion". Ma pure fosse - e dicamolo, è -, gli Insomnium sono uno di quei gruppi al cui fascino è impossibile resistere. E che difficilmente possono mai sbagliar qualcosa.

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