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Brutale, ferale, ammaliante. Novae Militiae ed il loro nuovo maleficio. Brutale, ferale, ammaliante. Novae Militiae ed il loro nuovo maleficio. Hot

Brutale, ferale, ammaliante. Novae Militiae ed il loro nuovo maleficio.

recensioni

titolo
Gash'khalah
etichetta
Goathorned Productions
Anno

Tracklist:

1. The Chasm of the Cross

2. Daemon Est Deus Inversus

3. Orders of the Most-High

4. Koakh Harsani

5. Annunciation

6. Black Temple Consecration

7. Fall of the Idols

8. Seven Cups of Divine Outrage

 

Lineup:

sconosciuta

opinioni autore

Voto medio dell'autore: 2 user(s)

voto 
 
3.8  (2)

 
Brutale, ferale, ammaliante. Novae Militiae ed il loro nuovo maleficio. 2018-07-01 17:19:31 Anthony Weird
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Anthony Weird    01 Luglio, 2018
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La Francia è sempre stata all’avanguardia per quanto riguarda il metal estremo, ed in particolare il Black Metal, ha sempre trovato terreno sconsacrato fertile dai nostri cugini d’oltralpe, basti citare le indimenticate (ed indimenticabili) “Les Legiones Noirs”, oppure band come i Peste Noir. Oggi arriva alla lunga distanza questa band francese chiamata “Novae Militiae” che, dopo un Ep nel 2011, ci propongono oggi il primo Full, intitolato “Gash'khalah”, che trasuda esoterismo e malignità già dalla copertina. Otto brani di antireligiosità espressa in vocals infernali, che si muovono vorticose attraverso riffing pesanti e batterie secche ed il tutto risulta così pieno e pomposo, da non lasciare un attimo di respiro, ma divenire addirittura afoso. Il massimo poi, arriva come un tritacarne, quando il cambio di tempo rende le chitarre delle lame da attraversare e la batteria si trasforma in un martello pneumatico. L’album è caratterizzato da una miscela del tipico stile francese di black metal, duro, claustrofobico, con rari momenti di pace che vanno a donare del misticismo e del mistero al lavoro dei Novae Militiae. In particolare, trovo degna di nota la seconda parte di “Daemon Est Deus Inversus”, dove è possibile apprezzare il grandioso drumming e quella nota clean di chitarra, messa sempre al punto giusto per solleticare i timpani, favoloso. Salta subito all’orecchio, il caos controllato di “Koakh Harsani” ed il suo blast beat chirurgico.
Di contro però, devo dire che le vocals sono quasi sempre troppo simili da un brano all’altro e spesso passano in secondo piano, confondendosi con il resto e l’effetto “bloom”, che permea quasi tutto il disco, creando delle composizioni pompose al limite del Synphonic, anche senza l’uso di tastiere o synth ed alla lunga, la confusione e la quasi impossibilità di godersi una chitarra o un groove ben definito, un po’ annoia.
“Fall Of The Idols” e “Seven Cups Of Divine Outrage”, chiudono questo album nel migliore dei modi. Nel primo, accanto a note più evanescenti ed atmosferiche, trovano spazio anche riffs vorticosi e piatti sferraglianti a creare inquietudine, per un brano che si presenta veramente spaventoso e che riesce a creare l’aura di misticismo maligno, molto più di quanto fatto nei pezzi precedenti e “Seven Cups Of Divine Outrage”, nei suoi nove minuti e dieci, non accetta compromessi, si racchiudono qui tutti i minuti di running precedenti e non c’è spazio per nessun respiro : “Lasciate ogni speranza, o voi che entrate” !
P.S. : Il disco in questione è stato ri-stampato in vinile nel 2018 dalla Argento Records
Anthony

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Brutale, ferale, ammaliante. Novae Militiae ed il loro nuovo maleficio. 2017-12-29 13:50:38 Rob M
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Rob M    29 Dicembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un certo alone di mistero ha sempre mascherato l'entità chiamata Novae Militiae. Un progetto che non è nuovo per gli amanti della scena francese e che, come tanti altri nomi che arrivano dall'oltralpe, non fornisce nessun dettaglio per quanto riguarda formazione, origini e background. Una cosa è sicura, i nostri non suonano come innovativi e neanche ci provano. Tuttavia, nel loro sound è facilmente intravedibile un'aura mistica che già in passato ha caratterizzato altre realtà sempre francesi, che facevano campo alla defunta Flamme Noire Productions. Qui parliamo di alcuni nomi più o meno underground che oltre un decennio fa riuscirono per breve tempo a caratterizzare una certa vena black, influenzata in parte dal movimento industrial nella scena e da sonorità proprie dei lercissimi Mutiilation nella loro seconda venuta e con i lavori che han susseguito "Majestas Leprosus".
Novae Militiae si spingono con "Gash'khalah" verso lidi oscuri e spenti! Come veleno che pian piano atrofizza e porta la cancrena. Evocazioni mistiche recitate da una voce ruvida e rituale (il brano "Black Temple Consecration" è forse l'apice di questa impronta stilistica), imponente e capace di ergersi al di sopra di un mare di suoni, caratterizzati da un drumming primordiale e massivamente ridondante, chitarre taglienti e linee di basso che creano un vero e proprio muro di suono, tra il riverbero della drum machine ed il riffing quasi psichedelico nel suo incedere. Chitarre capaci di cambiare toni ed accenti e scandire spaccati di puro orrore, come in "Orders of the Most-High" o la lenta ed "introduttiva" traccia "The Chasm of the Cross". Il lato "negativo" di questo lavoro è rappresentato dal fatto che "Gash'khalah", seppur immenso, è un lavoro intenso che si spinge nel cervello come un granitico blocco unico. E' difficilmente gestibile in termini di "orecchiabilità", se non per momenti brevi, eppur intelligenti, che sono rappresentati da spaccati più o meno veloci e intermezzi che suonano come echi nell'abisso (vedi, per esempio, l'introduzione di "Annunciation" ed il suo mood allucinato, o la penultima "Fall of the Idols"), quando amalgamati a sfuriate di pura rabbia in un mix sulfureo. Il fatto che Novae Militiae abbia fatto della brutalità del proprio sound il punto di forza di tutto il lavoro, in parte danneggia l'accessibilità della propria opera, che risulta alla lunga pesantissima ed impenetrabile. Nei momenti in cui il tutto si sposta su istanti sinistri e momenti lugubri, il disco prende toni che arricchiscono l'offerta della band con maestria e superbia.
Nella sua totalità e densità, "Gash'khalah" mostra un progetto con un potenziale enorme e pronto a divenire un nome importante per la scena nazionale. Solo il tempo saprà dar risposte....

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