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I russi Sunwalter e lo "Sci-fi metal" I russi Sunwalter e lo "Sci-fi metal" Hot

I russi Sunwalter e lo "Sci-fi metal"

recensioni

gruppo
titolo
“Alien hazard”
etichetta
Sliptrick Records
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Intro

2.      Green’n’grey

3.      Birth machine

4.      Drilling the ice of Europa

5.      Forbidden sun

6.      Message from nowhere

7.      Planetary protector

8.      Red shit

9.      Fermi paradox

10.  Nibiru (techno-version)

 

 

 

LINE-UP:

Alexio - extreme vox, synth

Sol - clean vox

Myutel – guitars

St.Odium – bass

Miran - drums

opinioni autore

 
I russi Sunwalter e lo "Sci-fi metal" 2017-12-24 17:50:33 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Dicembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ecco il lato positivo di impegnare il proprio tempo libero collaborando con una webzine come allaroundmetal.com: si scoprono bands che altrimenti non si sarebbe mai avuto occasione nemmeno di sentir nominare! Tempo fa è arrivata in redazione una e-mail con una serie di uscite discografiche della Sliptrick Records, fra le quali ebbi modo di notare i russi Sunwalter che proponevano il loro “Sci-fi metal”... “ma cosa diavolo sarà mai lo sci-fi metal?” mi chiesi... mettiamoci all’ascolto! Ecco che ascoltando i 10 pezzi di “Alien hazard” ho scoperto qualcosa che mi ha da subito gasato, una mazzata di energia incredibile, un sound originale tra electro, melodic death metal e qualcosa del female fronted melodic metal, ma non so nemmeno se sono riuscito a rendere l’idea di cosa ho ascoltato.... ecco forse è meglio che lo facciate anche voi per dare la vostra personale definizione del sound dei Sunwalter che, a mio parere, sarebbe una specie di incrocio tra i Machinae Supremacy con i Dark Tranquillity degli anni ’90, a cui bisogna aggiungere una voce femminile. Come detto, energia a profusione grazie all’ottimo batterista Miran che spesso e volentieri si lascia andare ad un furioso blast-beat (sentitelo in “Fermi paradox”!); parti di synthesizer del leader Alexio che recitano da protagonista, dando un tocco a volte anche esotico, la voce dell’affascinante Sol che non è la classica soprano fredda o, peggio, soporifera, ma è sempre molto espressiva e coinvolgente e non si perde in inutili liricismi. A contrastare tutto ciò, assieme alle sfuriate del batterista, la brutalità del growl di Alexio che mi ha ricordato a tratti il grande Mikael Stanne (10 minuti di vergogna per chi non conosce questo mostro sacro del metal mondiale!) e che non è mai esagerata, ma sempre perfettamente inserita nel contesto. Se qualcuno mi dovesse chiedere quanti dischi originali ho ascoltato nel 2017, nella mia risposta tra i pochissimi metterei sicuramente “Alien hazard”, secondo album della carriera dei russi Sunwalter. Non lasciatevelo scappare!

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