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Rock atmosferico tendente al post-metal in questo ep dei Jointstereo. Rock atmosferico tendente al post-metal in questo ep dei Jointstereo. Hot

Rock atmosferico tendente al post-metal in questo ep dei Jointstereo.

recensioni

titolo
Circles. EP
etichetta
Another Side Records
Anno

Line up:

Arthur Shakhbazian – vocals, programming

Yuri Khartiunov – guitars, backing vocals, programming

 

Tracklist:

 

  1. Circles, Pt.1
  2. Ouroboros
  3. Fractal Universe
  4. Circles, Pt.2

opinioni autore

 
Rock atmosferico tendente al post-metal in questo ep dei Jointstereo. 2017-02-08 19:50:54 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    08 Febbraio, 2017
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“Circles” è un ep pubblicato dai russi Jointstereo: il sottotitolo al disco, alquanto significativamente è: “The unbegun and unfinished story told by Jointstereo”. In effetti, la storia raccontata da questo “Circles” probabilmente non è stata finita ma non è neppure davvero iniziata. Precisiamo come i Jointstereo si formarono nel 2008 e all’attivo avevano già alcuni demo e single, più un album del 2012. Quando però, con il secondo album, sembra finalmente arrivare l’occasione per farsi conoscere maggiormente all’estero, ecco che praticamente la band si disgrega: durante le registrazioni, quasi tutti, per motivi di cui ignoriamo i dettagli, abbandonano, lasciando solo il duo composto da Arthur Shakhbazian (voce) e Yuri Khartiunov (chitarra), i quali, accantonando l’idea di completare l’album, decidono di realizzare almeno quest’ep. Il disco in questione è composto da quattro tracce, benché la prima sarebbe poi in realtà una sorta di intro alla title-track, posta in coda alla tracklist. Diciamo che, per l’idea che ci siamo fatti, il lavoro è alquanto interessante: parliamo di un rock atmosferico, che riesce a creare un certo mood e che di tanto in tanto indurisce i suoni tendendo al post-metal, ma con ulteriori influenze mutuate ad esempio, tra gli altri, da Anathema e The Ocean e Opeth. La voce calda di Shakhbazian è ben coadiuvata dagli arpeggi e dai riff di Khartiunov, mentre si nota talvolta (soprattutto in un pezzo come “Ouroboros”), l’assenza di un’autentica sezione ritmica, specie nelle parti più dure. Difficile dire dove sarebbero potuti arrivare i Jointstereo con una line-up al completo o con un full-length, né è chiaro come intenda muoversi la band per il prosieguo: in ogni caso, “Circles” riesce ad essere davvero intrigante e affascinante, per cui vale senz’altro la pena cominciare a conoscere i Jointstereo attraverso questo disco.

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