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Witchunter: Recensione di "Crystal Demons" (2010) Witchunter: Recensione di "Crystal Demons" (2010) Hot

Witchunter: Recensione di "Crystal Demons" (2010)

recensioni

titolo
“Crystal Demons”
etichetta
My Graveyard Productions
Anno

 

1. Shadow of the Night

02:15

2. Crystal Demons

04:35

3. Over the Lightning

05:28

4. Speed Killer

04:07

5. Road Master

03:56

6. Ready Tonight

03:36

7. Princess of Hell

03:32

8. The Breath of Satan

07:54

9. Witchunter

04:45

10. Hellbound

03:40

opinioni autore

 
Witchunter: Recensione di "Crystal Demons" (2010) 2016-09-11 10:38:13 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    11 Settembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 01 Gennaio, 2021
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Qualcuno si starà domandando che bisogno c’è di recensire il C.D. “Crystal Demons” degli abruzzesi Witchunter uscito nel 2010, visto che il diciassette settembre 2016 verrà pubblicato il nuovo “Back On The Hunt”. Ecco la risposta: mesi fa sono andato a un concerto dove si esibivano i Witchunter assieme ad altri gruppi e il loro set improntato su un Heavy Metal – Speed di matrice ottantiana mi ha convinto. Avvicinatomi al banco del merchandising ho parlato con il vocalist Steve Di Leo, autore di un’ottima performance, e gli ho esternato il mio entusiasmo nonché la voglia di recensire un C.D della band. Mi sono così ritrovato tra le mani il suddetto “Crystal Demons”. I Witchunter sono nati nel 2007 ed hanno all’attivo, oltre a questo full lenght, un demo, uno split e un live E.P. poi, come detto, arriverà il nuovo C.D. completo. Tanto il gruppo mi è sembrato coeso e maturo in sede live, quanto questo lavoro paga il classico scotto di chi, arrivato a un meritato traguardo, butta dentro tutta la foga della gioventù e la voglia di fare vedere quanto vale. Mi spiego meglio: la voce d Steve Di Leo, capace di precise rasoiate dal vivo, appare molto spesso al limite dello “spompato”. Sono esclusi gli acuti nei quali il nostro se la cava egregiamente. L’innesto del chitarrista ritmico Silvio Verdecchia, poi, ha alleggerito le doppie parti svolte sul C.D. da Federico “Ace” Iustini (incallito KISS-omane N.d.A.) parti che, in fase di mixaggio/mastering non sono esenti da sbavature. Dopo queste parole che potrebbero suonare come una bocciatura vi chiedrete in realtà come sono i 10 brani (nove originali + la cover di “Hellbound” dei Tygers Of Pan Tang). Saltando il primo brano, poco più di una intro, pezzi come la title track o “Over The Lightning” sprigionano una buona energia con dei cambi godibili nonostante gli errori “tecnici” dei quali vi ho fatto cenno. Se volete un solo di chitarra ben giocato e in linea con il ritmo ascoltate la velocissima “Speed Killer”. La voglia e il sapore dei primi anni ottanta sono le componenti portanti di “Road Master”. In “Ready Tonight” si fa sentire in maniera prepotente l’influenza della N.W.O.B.H.M. prima che venga lasciato spazio alla velocità condita con un ritornello/anthem. “Princess Of Hell” ritrova il piglio marcato dello Speedo Metal ed è a,mio avviso uno dei migliori pezzi dell’intero lavoro. “The Breath Of Satan” è granitica e marziale come i migliori brani dei Black Sabbath o di Dio e ci porta in un mondo che, almeno all’inizio e nella fase pre solo, sa fortemente di Oriente. Peccato per la voce che offre una prestazione poco felice. Di nuovo Heavy Metal stile anni affine a quello di Accept e Judas Priest, quello che si ascolta in “Witchunter”. La chitarra corrobora il tutto sfogandosi con un lungo solo. In chiusura arriva “Hellbound” che, stranamente, ha il riff “grato” rispetto all’originale e possiede un lieve deficit nella grinta espressa per non parlare del rientro dopo il solo dove si sente palesemente lo stacco lasciato dal banco di regia. Credo che con la formazione a cinque i Witchunter abbiano trovato una loro stabilità. Basta poco, oramai, per sapere se ciò ha influito in maniera positiva sulle nuove composizioni. Io penso di sì.

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