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Scythia, piacevoli parti strumentali non bastano Scythia, piacevoli parti strumentali non bastano Hot

Scythia, piacevoli parti strumentali non bastano

recensioni

gruppo
titolo
"Lineage"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Eternal oath

2.      Laugh of the tsar

3.      Barbarian

4.      Soldier's lament

5.      Loremaster pt. I

6.      Loremaster pt. II

7.      The sacrifice

8.      Lineage

 

 

MEMBERS:

Dave Khan – Guitars, Vocals

Terry Savage – Bass Guitar, Growls

AJ Bergin – Guitars, Growls/Vocals

Celine Derval – Drums, Vocals

opinioni autore

 
Scythia, piacevoli parti strumentali non bastano 2016-08-08 11:13:29 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Agosto, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non conoscevo i canadesi Scythia, autori fino ad oggi di ben tre full-lenghts ed un EP; così quando ci è stata proposta la recensione del loro quarto lavoro, intitolato “Lineage” e dotato di una copertina che richiama la pietà michelangiolesca riportata nel mondo medievale di crociati e cavalieri, ho pensato di dedicarmi alla scoperta di questo gruppo che per me era una novità. Presentata come band influenzata dal folk metal (anche le foto dei componenti farebbero propendere per questo genere musicale), mi aspettavo di trovare strumenti tradizionali come le imprescindibili cornamuse, invece ho trovato la classica formazione a quattro con due chitarre, basso e batteria. Ma, soprattutto, non ho trovato granché che possa far pensare al folk metal, se non dei lontanissimi richiami ai primissimi Elvenking nelle parti di chitarra di “Eternal oath” e nell’attacco di “Loremaster pt. I” (forse il pezzo migliore del disco!); quello che ho avuto modo di ascoltare in questi 8 brani è un power metal roccioso, con contaminazioni di melodic death metal, sia per le invadenti backing vocals in growling, ma anche per alcuni ritmi serrati della batterista che mi hanno fatto venire in mente il grande Anders Jivarp. Perchè ho definito “invadente” il growling? Semplicemente per il fatto che ne viene fatto un uso esagerato; in quei passaggi più duri posso anche accettarlo (calza bene quando si va vicini al melodic death), ma ritengo sia alquanto fuori posto quando i ritmi sono più tipicamente power. Capisco il voler sembrare “cattivi”, concepisco il voler seguire le mode imperanti, comprendo il fatto che agli Scythia può anche piacere così, fatto sta che canzoni come “Laugh of the tsar” (dotata di parti strumentali molto belle), ad esempio, avrebbero secondo il mio punto di vista una riuscita molto migliore senza l’abuso dello specifico stile canoro. A questa maniera si rischia di scontentare sia i fans del power metal (come il sottoscritto) che mal digeriscono simile violenza canora, ma anche coloro che seguono il melodic death metal dato che obiettivamente il sound della band canadese non è poi così duro ed arrabbiato. Insomma abbiamo quella pericolosa via di mezzo, che rischia di non essere né carne e né pesce, senza convincere del tutto nessuno. Alla luce di quanto sopra, pur essendo conscio di avere davanti un buon prodotto a livello prettamente strumentale, anche ben registrato (pur essendo una autoproduzione), non riesco ad accordare una sufficienza a questo “Lineage” e spero che in futuro gli Scythia seguano una loro strada in maniera più decisa, indirizzandosi con maggior determinazione verso uno specifico genere musicale, che sia folk, power o melodic death metal.

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