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I Molllust e l'opera metal I Molllust e l'opera metal Hot

I Molllust e l'opera metal

recensioni

gruppo
titolo
“In deep waters”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST

01. Ouvertuere Nr. 2

02. Unschuld

03. Evenfall

04. Paradis Perdu

05. Voices of the Dead

06. Paradise on Earth

07. Spring

08. Lampedusa

09. Koenig Der Welt

10. Number in a Cage

11. Papa

12. Passage Nostalgique

13. Sabrina

14. Erlkoenigs Toechter

15. Traumwelt

 

 

MEMBERS:

Janika Groß - vocals, piano

Frank Schumacher - e-guitar, vocals

Sandrine Bisenius - e-violin

Luisa Bauer - 2nd violin

Lisa Hellner - cello

Clemens Frank - drums

Simon Johanning - e-bass

Carsten Hundt - doublebass

opinioni autore

 
I Molllust e l'opera metal 2015-10-10 09:24:57 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Ottobre, 2015
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Tornano i tedeschi Molllust con la loro particolarissima “opera metal” in un nuovo full-lenght intitolato “In deep waters”, terzo lavoro della loro carriera dopo il debut “Schuld” del 2012 e l’EP “Bach con fuoco” del 2013. Ancora una volta la band fa ricorso all’autoproduzione e continuo a chiedermi quanto le leggi del mercato siano illogiche ed ignoranti, visto che ci sommergono di immondizie musicali quotidianamente, mentre bands di qualità superiore alla media come questa qui vengono del tutto ignorate e costrette ad autofinanziarsi per diffondere la propria musica e la propria passione. Registrato qualche cambio di line-up, con l’ingresso di un secondo violino e di un contrabbasso, nonché con nuovi bassista e batterista, i Molllust sfornano un lavoro di ben 15 pezzi, per un totale di quasi 75 minuti, forse un po’ troppi ad essere sinceri; probabilmente, vista la particolarità ed il non semplice ascolto della loro musica, sarebbe stato meglio tenere quattro o cinque brani per un futuro EP ed alleggerire il full-lenght di una ventina di minuti, in modo da avere una maggiore fruibilità del prodotto. Di certo, parliamo di musica colta e di nicchia, un sound che è un connubio tra musica operistica ed heavy metal che può essere compreso ed assimilato solo se ci si mette con lo spirito giusto all’ascolto. Qui non ci sono violenze sonore o cavalcate metalliche al fulmicotone, solo gorgheggi lirici e melodie in quantità, ragion per cui non bisogna avvicinarsi a questa musica alla leggera, ma essere consapevoli di cosa si va ad ascoltare. Solo in questa maniera, si potrà assaporare come merita questo lavoro che, in caso contrario, potrà facilmente risultare noioso ed alquanto complicato da ascoltare. A voler essere pignoli, forse sarebbe stato utile aumentare un attimino il ritmo su diverse composizioni e limitare la parte lirica che, in alcuni casi, sembra stucchevole ed esagerata, ma si tratta di particolari legati al punto di vista personale di chi scrive e, come tali, opinabili. Rispetto al passato, bisogna notare una certa apertura ad altri idiomi, differenti dall’ostico tedesco (c’è, se non erro, qualcosa di francese e molto inglese), il che può contribuire a far conoscere la band anche fuori dai patrii confini; oltretutto il gruppo è proprio in questo periodo in tour per l’Europa con gli Orphaned Land (con due date in Italia nella seconda metà di ottobre). In conclusione, i Molllust con questo “In deep waters” segnano un’altra tacca valida nella loro carriera, forse un attimino esagerata e pomposa, ma indubbiamente di qualità più che valida.

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