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Psichedelia e space-rock in questo remake dei Monster Magnet Psichedelia e space-rock in questo remake dei Monster Magnet Hot

Psichedelia e space-rock in questo remake dei Monster Magnet

recensioni

titolo
Cobras & Fyre (The Mastermind Redux)
etichetta
Napalm Records
Anno

Tracklist:

  1. She Digs That Hole
  2. Watch Me Fade
  3. Mastermind ´69
  4. Cobras And Fire (Hallucination Bomb)
  5. Gods, And Punks And The Everlasting Twilight
  6. The Titan
  7. When The Planes Fall From The Sky (Sitar and Psych Version)
  8. Ball Of Confusion
  9. Time Machine (Instrumental)
  10. I Live Behind The Paradise Machine: Evil Joe Barresi's Magnet Mash Vol.1

Line-up:

Dave Wyndorf: voce e chitarra addizionale
Phil Caivano: chitarra
Jim Baglino: basso
Bob Pantella: batteria

opinioni autore

 
Psichedelia e space-rock in questo remake dei Monster Magnet 2015-10-03 11:29:08 Dario Onofrio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Dario Onofrio    03 Ottobre, 2015
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Da qualche tempo a questa parte i Monster Magnet hanno preso a rilasciare nuove versioni dei loro recenti album, operazione che probabilmente farebbe saltare giù dalla sedia chiunque segua un minimo la scena musicale rock/metal moderna. In effetti: che senso ha fare una cosa del genere? Inoltre, con nuove versioni, non si intendono remastered o altro, ma veri e propri riarrangiamenti in chiave space rock degli album più melodici.
Dopo Milking the Stars (remake di Last Patrol), stavolta è il turno del buon vecchio Mastermind, uscito ormai cinque anni fa e che ai tempi recensii con entusiasmo, salutandolo come una delle migliori uscite dell'anno.
Che i Monster Magnet abbiano una attitudine "space" che si può sentire solo su pochi gruppi lo sappiamo, così come chi conosce la loro discografia sa a cosa stiamo andando incontro: Cobras & Fyre riprende i temi e le melodie di Mastermind ampiandole, spogliandole della parte hard rock e regalandocele in una atmosfera post-apocalittica. Anche se il quartetto statunitense è famoso per non prendersi mai sul serio a questo giro di boa ci regala un disco davvero introspettivo e complesso, anche se un pezzo di apertura come She digs that hole potrebbe sembrare catchy e amichevole verso l'ascoltatore. Anche Watch me Fade è un pezzo quasi pop, con quella tastierina molto alla "college rock"... Eppure già in questo pezzo iniziamo a sentire quello che tra poco ci si distenderà intorno alle orecchie, un universo di echi, sovrincisioni perfettamente studiate e riffoni con pochissime note.
Se c'è una cosa che i Monster Magnet sanno fare bene è suonare in un modo originale e divertente pur non inserendo tecnicismi nei loro pezzi, come ci dimostrano le rielaborazioni di Mastermind, Hallucination Bomb e Gods & Punks. In questi tre pezzi la band statunitense sperimenta, si butta sugli Hawkwind restituendoci delle atmosfere da trip sciamanico, esagera con la seconda arrivando a nove minuti di lunghezza: non per questo annoia e anzi, con i tocchi e le distorsioni particolari usate da Garrett Sweeny ogni pezzo si accresce e acquista un valore diverso dall'originale. Atmosfere apocalittiche anche in The Titan, che dovrebbe essere una rielaborazione di The Tytan who Cried Like a Baby... Ma al contrario dell'originale è talmente asciugata da sembrare tutt'altro, compreso l'inserto finale "da colonna sonora". Si torna invece sullo space rock con le successive tre tracce: When the Planes Fall from the Sky, Ball of Confusion e la stupenda versione "karaoke" di Time Machine vi proietteranno in un universo di psichedelia totale, da cactus allucinogeno!
La finale I Live Behind the Paradise Machine: Evil Joe... Può essere una summa di questo "redux": nove minuti di pura acustica dove i Monster Magnet sperimentano fino all'esasperazione, riprendendo qua e là temi delle altre canzoni (come quello portante di Gods & Punks) e allungandoli, accorciandoli... Per poi chiudere su un arpeggio finale ripetuto all'esasperazione.

Insomma i Monster Magnet si confermano essere una delle realtà più genuine che in questo momento popolano la scena, facendo sempre il loro mestiere con quel bello stoner cupo americano. Cobras & Fyre è un album dedicato però solo a chi ne è un frequente ascoltatore, per questo, per quanto mi sia piaciuto, lo sconsiglio verso chi si vuole approcciare alla band del New Jersey. Per chi invece è un fan beh... Buon divertimento.

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