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Hell:On : dall'Ucraina con groove! Hell:On : dall'Ucraina con groove! Hot

Hell:On : dall'Ucraina con groove!

recensioni

gruppo
titolo
Re:born
etichetta
Metal Scrap Records
Anno

Formazione:

 

Alexander Baev - vocal

Anton Vorozhtsov - guitar

Alexey Pasko - guitar

Alexander Sitalo - bass

Oleg Talanov – drum

 

Track-list:

1.Fake

2.Snatch the Mask

3.Tame the Beast

4.To Become Alive

5.The Door

6.Wake Up

7.Warrior's Way

8.The Haunted House

Bonus tracks:

9.Revolution (Moria cover)

10.Endless Shape (Live)

11.Fake (Live)

12.Wake Up (Live)

13.Wake Up (Videoclip)

opinioni autore

 
Hell:On : dall'Ucraina con groove! 2012-08-14 12:51:10 Marco Tripodi
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Marco Tripodi    14 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 2012
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Chi, come me, non conoscendo questa band, si trovi a leggere la sua bio non può che rimanere impressionato dai nomi con cui questa ha collaborato o condiviso il palco finora nel corso degli anni: per averne un’idea ne cito solo alcuni come Napalm Death, Kreator, Amorphis, Arch Enemy, Sodom, Vader etc.
Insomma, davvero niente male come biglietto da visita, dunque mettiamoci comodi e lasciamo partire il nuovo lavoro degli Hell:On, band thrash-groove metal ucraina (come essi stessi si definiscono) che approda ad un nuovo capitolo della propria discografia con questo “Re:born” (ristampa con nuova copertina del lavoro omonimo uscito nel 2008): un disco che si presenta in maniera impegnativa, con ben quattro bonus track più un videoclip.
Ma passiamo adesso a ciò che ci interessa, ovvero al suo contenuto: sin dalla prima “The Fake”, il gruppo manifesta il proprio sound in maniera chiara e diretta, con ritmiche dure e tenaci che fanno venire alla mente gli anni d’oro in cui il groove venne importato nel metal da mostri sacri come Pantera e Sepultura. Allora suona come già sentito, già ascoltato? Niente affatto. Gli Hell:On, con un’ottima tecnica ed una buona inventiva, dimostrano di non saper fare semplice imitazione, ma di aver appreso la lezione dal suono del passato di Anthrax e compagni, di averla assimilata e fatta propria.
Infatti ogni traccia del disco fa risuonare un inconfondibile marchio di fabbrica, dato non solo dalle caratteristiche timbriche vocali e dalle schitarrate graffianti e aspre, ma soprattutto dai ritornelli dati talvolta dai cori, altre volte dalle semplici modulazioni della voce che abbandona per un momento i suoi toni bassi e profondi, per dedicarsi a melodie spesso quasi cantilenate, ma che hanno l’ottima qualità di rimanere impresse nell’orecchio dell’ascoltatore: gli esempi più lampanti di questa caratteristica si hanno con “Snatch The Mask”, “Tame The Beast” e “The Haunted House”, tutti brani di pregevole fattura.
Il pezzo che però mi ha coinvolto di più è “Warrior’s Way” che, presentandosi con una sfuriata ritmica alla “Chaos AD” ed un basso che incalza per tutta la durata del brano, non manca di servire all’ascoltatore, tra i riff pressanti ed un ottimo assolo, un ritornello che secondo lo stile del gruppo giunge in maniera inaspettata, eppure piacevolmente distensiva.
Impossibile muovere critiche anche agli altri brani che compongono questo “Re:born”: basti citare “Wake Up” o “The Door”, canzoni che piacerebbero a colleghi come gli Hellyeah.
Una nota positiva merita anche la bella cover di “Revolution” dei Moria, che apre la serie di bonus track che arricchiscono questo formato.
In definitiva, un ottimo disco che non presenta pecche né nell’aspetto compositivo, né nella qualità delle registrazioni. A questo punto ci si può auspicare soltanto una cosa: che gli Hell:On riescano a farsi conoscere anche in Italia, se lo meritano davvero!

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