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Unisonic: tornano assieme Kai Hansen e Michael Kiske Unisonic: tornano assieme Kai Hansen e Michael Kiske Hot

Unisonic: tornano assieme Kai Hansen e Michael Kiske

recensioni

gruppo
titolo
Unisonic
etichetta
Edel-Ear Music
Anno

 

Tracklist:

 

01. Unisonic

02. Souls alive

03 .Never too late

04. I’ve tried

05. Star rider

06. Never change me

07. Over the rainbow (exclusive additional song)

08. Renegade

09. My sanctuary

10. King for a day

11. We rise

12. No one ever sees me

 

opinioni autore

Voto medio dell'autore: 2 user(s)

voto 
 
3.3  (2)

 
Unisonic: tornano assieme Kai Hansen e Michael Kiske 2012-07-13 11:03:01 Celestial Dream
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    13 Luglio, 2012
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Bella rece del nostro mitico Capo Redatore Ninni! A me il disco è piaciuto, non mi aspettavo un album power ma qualcosa in stile "Pink bubbles go ape", che mi piace moltissimo. In realtà questo Unisonic è forse ancor più melodic hard rock, non è niente di epocale anzi, ma ha parecchie buone canzoni che acquistano ancor più valore grazie all'ugola d'oro di kiske che nonostante tutto resta al TOP.. risentirlo fa sempre bene c'è poco da fare! diciamo un disco da 7,5 se fosse un voto a scuola..

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Unisonic: tornano assieme Kai Hansen e Michael Kiske 2012-07-12 15:29:22 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    12 Luglio, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ho diverse volte accantonato questa recensione perché mi sembrava impossibile che, dopo un singolo così valido come “Ignition”, la super-band Unisonic potesse aver sfornato un album omonimo non eccelso; eppure, ad ogni ascolto, la sensazione era sempre la stessa: “Unisonic” è un dischetto accettabile, con qualche spunto interessante, ma nulla di eccezionale. Uscito per Edel/Ear Music qualche mese addietro in versioni differenti (quella che ho acquistato io, in elegante digibook, ha una bonus-track esclusiva, intitolata “Over the rainbow” che non ha nulla a che vedere con il brano storico cantato da Judy Garland nel lontano 1939), questo album era attesissimo dai fans del power metal per la presenza finalmente di nuovo assieme di due mostri sacri come Kai Hansen e Michael Kiske (10 minuti di vergogna per chi non li conosce!) ed io ero fra questi, soprattutto, come detto, dopo aver gustato il singolo “Ignition”, in cui c’era quella bomba di brano autocelebrativo intitolato “Unisonic”. E proprio con questo pezzo che si apre furbamente l’album, purtroppo però allo stesso livello saranno ben pochi i pezzi rimasti! Diciamolo chiaramente, se uno parte all’ascolto di “Unisonic” sperando di avere una nuova gemma nella storia del power metal made in Germany, ne avrà una cocente delusione! Se, al contrario, non si parte con aspettative simili, ma si apre la mente e ci si limita a giudicare le qualità dei vari musicisti e, soprattutto di quel grande cantante che ancora oggi è Michael Kiske, ecco che forse qualcosa di significativo lo si potrà trovare, un po’ come è capitato per le recenti produzioni targate Edguy. Ed il paragone, secondo me, ci può stare alla grande, dato che sono parecchi gli influssi hard-rockeggianti che gli Unisonic mettono nella loro musica; oserei dire anzi che il loro sound è molto più hard rock-oriented, che vicino ai lidi dell’happy metal che hanno fatto la fortuna di Helloween e Gamma Ray. Oltre alla già citata “Unisonic”, sono pochi gli episodi accostabili al power melodico tedesco (mi vengono in mente “Never too late”, un po’ “Never change me”, l’attacco e poco altro di “We rise”, oltre in un certo qual senso anche “Souls alive” e “My sanctuary”, già sentite sul singolo predetto); al contrario sono preponderanti i brani più blandi e meditati che, come detto, spostano la proposta sonora della band verso l’hard rock, soprattutto a livello ritmico. Detta sinceramente, da old defender quale il sottoscritto, mi aspettavo molto di più dagli Unisonic e l’amarezza è parecchia; obiettivamente, bisogna riconoscere che “Unisonic” è comunque un buon disco e, lo ripeto, se non avete particolari pretese, alla fine è anche alquanto piacevole da ascoltare. Ma ora, scusatemi, sono in astinenza da happy metal e vado a cercare qualcosa dei Freedom Call!

Voto: 3/5

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