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The Scarlet Embrace: il debutto The Scarlet Embrace: il debutto Hot

The Scarlet Embrace: il debutto

recensioni

titolo
Talio
etichetta
Metal Scrap Records
Anno



01. Talio

02. Earth's Sigh

03. Blood-tied Rose

04. The Obscure Hermetics

05. Ancient  Tales

06. King Of Wonders

07. In The Name Of Fathers

08. Three Coasts

09. Burning One

opinioni autore

 
The Scarlet Embrace: il debutto 2014-07-12 10:50:51 Ammon's Mask
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ammon's Mask    12 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 2014
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Il 14 Aprile 2014 è la data di esordio dei "The Scarlet Embrace", band Ucraina con il loro primo album "Talio", sotto contratto con la Metal Scrap Records.
Questa band fonde in maniera originale e ineccepibile diversi generi nel loro sound:
un pizzico di folk, accenni di pianoforte di musica classica e un death metal prog/sinfonico consono con il loro sound.
Difficile da definire in maniera unica e assoluta, per chi ama dare per forza un'etichetta al genere, ne rimarrà deluso dalla quasi impossibilità di precisazione.
Ma fatto sta che trovo questo album ben riuscito, solerte e suonato discretamente.
Un album che gira amabilmente e non annoia mai.


Capitanati dal cantante Roman Sukhonos, che mette in risalto tutte le sue qualità armoniose con vocalizzi puliti e altri più duri e pungenti.
Nel brano "King Of Wonders" ricorda molto Kai Hansen dei Gamma Ray, questa la dice lunga sul suo background personale e la sua capacità di mutazione.
Le chitarre di Stas Prokopenko suonano alla grande, riff ben studiati e ritmiche al fulmicotone che sparano decibel di potenza distorta e non, ottima la linea di basso di Kirill Grinevich, come ben suonata e percossa con rabbia la batteria del loro compagno di avventure Eugen Kulikovskiy.
Christian Shershun si dedica alla tastiera in maniera sublime, con degli splendidi stacchi all'interno dei brani, con chiari riferimenti alla musica classica, che trova una propria dimensione attraverso le sue mani.
Non conoscevo questa band prima dell'ascolto di questo album e, fin dalle prime note, ho avuto subito la sensazione che questo disco sarebbe stato un grande lavoro, fuori dagli schemi ordinari, fuori da una precisa definizione e fuori dalla fottuta volontà di voler sempre e per forza catalogare un genere.
L'uso di archi e di cori colpisce, così come la voce femminile nel brano "Three Coasts".
Accattivante non poco è "Talio" il folkeggiante intro di apertura a tratti decisamente oscura, che appunto, prende il nome di questo album, una breve traccia degna di una colonna sonora cinematografica di un film drammatico.


Grandi le capacità nell'insieme, come anche le individualità di ogni membro della band con il proprio strumento.
Band capace di esporre il proprio stile, in modo del tutto personale, senza barriere, e questo è solo che un ulteriore punto di vantaggio a loro favore.
Attendo con molta curiosità l'uscita del loro secondo album, che sarà, spero, la conferma del loro sound di qualità.


I brani che ritengo i migliori sono:

Blood tied Rose
Earth's Sigh
In The Name Of Fathers
Three Coasts

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10
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