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Drunkroll: heavy/thrash dalla Russia Drunkroll: heavy/thrash dalla Russia Hot

Drunkroll: heavy/thrash dalla Russia

recensioni

gruppo
titolo
"Boiling point"
etichetta
Metal Scrap Records
Anno

 

Tracklist:

1. Rage

2. My Star

3. Samurai

4. In the Power of Depth

5. Defence of Sevastopol

6. White Death

7. Tenth Ninght

8. Playing with Fire

9. Sea God

10. Saturation

 

 

Line-up:

Drunknroll - guitars, bass, keys;

Horror – vocals;

Knip - solo-guitar, sound effects;

Jester - drums

 

opinioni autore

 
Drunkroll: heavy/thrash dalla Russia 2014-06-02 10:57:49 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Giugno, 2014
Ultimo aggiornamento: 03 Giugno, 2014
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A distanza di poco meno di due anni, tornano i russi Drunkroll con il loro terzo album, intitolato “Boiling point”; li avevamo già incontrati verso fine 2012, con il loro precedente lavoro “On the knife blade” che aveva messo in mostra una band con prospettive molto interessanti e soprattutto con un sound originale, anche se non facilmente assimilabile. Con questo nuovo album, i Drunkroll continuano sulla scia del precedente lavoro, indurendo anche leggermente il proprio sound, sterzandolo sempre più verso lidi thrash che puramente heavy metal. Le similitudini con i mitici Mekong Delta, quindi, continuano ad essere presenti, anche se i Drunkroll non hanno molto accentuato quel tipo di sound così alienante, tipico della band tedesca. Purtroppo ho cercato di documentarmi ulteriormente sulla band ucraina, ma ho trovato ancora il sito in cirillico che non permette di comprendere a chi non conosce quei caratteri ulteriori notizie sul conto del gruppo; fortunatamente la label ha inoltrato tali informazioni anche in inglese ed ho potuto appurare che accanto al leader e fondatore Drunkroll ad occuparsi delle parti di chitarra, basso e synth, con il fido Horror a cantare, sia in pulito che in growling, la formazione è rimasta invariata con il batterista Jester e Knip a cui sono affidate le parti soliste di chitarra e gli effetti. Il cantato, da quello che mi sembra di capire, è in russo ed i titoli delle canzoni sono semplicemente stati copiati dai files che mi sono stati trasmessi e forse anche tradotti male dalla label (“Tenth Ninght” credo sia un errore e che il titolo corretto sia “Tenth Night”, ma l’ho lasciato volutamente così per dovere di cronaca). Ma torniamo alla musica. “Boiling point” è composto da 10 brani il cui ascolto non è così semplice, dato che il sound della band è molto complesso; su una base prettamente heavy/thrash, ci sono parecchi innesti di synth e parti elettroniche, atmosfere horror, ma anche diversi momenti prog-oriented. Una musica quindi indubbiamente originale (obiettivamente sono pochissime le bands che suonano a questa maniera), per la cui realizzazione è richiesta una tecnica notevole, ma che alla resa finale non è per niente semplice da assimilare ed apprezzare. Aggiungo che, per i miei gusti, le frequenti parti in growling non fanno altro che peggiorare le cose, dato che incattiviscono in maniera esagerata la musica; faccio un esempio per spiegarmi meglio: “White Death” ha un incedere estremamente “orrorifico” e ci starebbe alla grande uno screaming isterico, ma il growling brutale che viene utilizzato ci sta decisamente come un cavolo a merenda. Per carità, essendo nel campo dei gusti personali, molto probabilmente ci sarà chi giudicherà diversamente ed apprezzerà lo stile del vocalist dei Drunkroll, ma al sottoscritto non è per nulla piaciuto. Tirando le somme, rispetto al precedente lavoro, mi aspettavo una crescita di questi ucraini e soprattutto un’apertura verso la scena internazionale (come pensate che qualcuno possa interessarsi a voi con un sito in cirillico??), ma questo “Boiling point” sembra solo una mera continuazione di “On the knife blade”, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. Il talento non manca ai Drunkroll ed è evidente, spero possano metterlo all’opera molto meglio in futuro, evitando quelle ingenuità che inficiano il risultato finale.

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