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Un ritorno non del tutto convincente per il quintetto ellenico Un ritorno non del tutto convincente per il quintetto ellenico Hot

Un ritorno non del tutto convincente per il quintetto ellenico

recensioni

gruppo
titolo
Few against many
etichetta
Century Media
Anno


1. Wall of Sound 03:58
2. Losing My Mind 06:29
3. Few Against Many 04:44
4. The Undying Fire 05:20
5. Another Dimension 03:59
6. Glorious 03:38
7. Edge of a Dream 04:09
8. Destiny 04:09
9. Long Gone Tomorrow 04:44
10. No Heroes, No Sinners 03:59

11. Battleborn -bonus track-

12. No Heroes, No Sinners (acoustic) -bonus track-

opinioni autore

 
Un ritorno non del tutto convincente per il quintetto ellenico 2012-06-19 22:11:59 Celestial Dream
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    19 Giugno, 2012
Ultimo aggiornamento: 20 Giugno, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Negli ultimi anni la scena power metal greca è cresciuta esponenzialmente lanciata soprattutto dai Firewind, band ormai entrata a far parte dell'èlite mondiale del genere grazie a 3 ottimi dischi in studio come Allegiance, The premonition e Days of defiance. E' chiaro che dopo tre album di questo livello, le aspettative per il nuovo full lenght erano molto alte. Few against many è un album compatto e dalle sonorità meno power rispetto ai suoi predecessori (ma i Firewind non hanno mai suonato un power tradizionale e banale), anche se il sound della band ellenica è ben riconoscibile. Gus G noto chitarrista conosciuto anche per la sua militanza negli Ozzy Osbourne, si prende come sempre carico della stesura della maggior parte dei brani, peccato che, come vedremo, molte delle songs contenute in questo nuovo disco risultino poco ispirate.

Il già citato Gus macina riffs uno dietro l'altro già dall'opener “Wall of sound” dove heavy melodico e hard rock si incontrano per un buon brano d'apertura. Dopo la mediocre “Losing my mind”, troviamo la title track con il suo buon ritornello in pieno Firewind style ed un melodic solo di ottima fattura. Davvero valida è “The undying fire” dove melodia e potenza si intrecciano alla perfezione. Dopo l'aggressiva e non molto convincente “Another dimension”, il disco prova a decollare con i brani posti nel mezzo della tracklist ovvero “Glorious” con il suo splendido refrain, la ballata orchestrale “Edge of a dream” (dove troviamo gli Apocalyptica come ospiti) e la più powereggiante “Destiny” che ci ricordano tutta la classe della band greca. Sfortunatamente le successive songs non aggiungono molto a questo album lasciandoci, arrivati alla fine, un po' con l'amaro in bocca.

La tecnica ed il talento di una super band come i Firewind non sono in discussione ma nel complesso, le canzoni contenute in Few against many funzionano poco, con dei chorus e delle soluzioni poche incisive. Nonostante la produzione del disco sia semplicemente perfetta, e l'artwork di Gustavo Sazes splendido, Few against many rimane solamente poco sopra la sufficienza e forse i troppi impegni di Gus G non hanno giovato alla sua ispirazione.

Inutile dire che dai Firewind sia lecito attendersi di più.

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