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Subfire, ancora ottimo Power Metal dalla Grecia Subfire, ancora ottimo Power Metal dalla Grecia Hot

Subfire, ancora ottimo Power Metal dalla Grecia

recensioni

gruppo
titolo
"Blood omen"
etichetta
Symmetric Records
Anno

TRACKLIST:
1. Tides of alibis
2. Rage of emotions
3. Samurai =LYRIC VIDEO=
4. Path of the assassin =TRACK VIDEO=
5. Iga land
6. Rise
7. Unbreakable (ft. Ralf Scheepers) =LYRIC VIDEO=
8. Black edged meitu
9. Hunter of dreams

LINE UP:
Veandok - voce
George D Larentzakis - chitarre, voce
Rindra Rado - basso
Elias K. - batteria

opinioni autore

 
Subfire, ancora ottimo Power Metal dalla Grecia 2024-07-06 15:08:39 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    06 Luglio, 2024
Ultimo aggiornamento: 06 Luglio, 2024
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I Subfire sono un gruppo che arriva da Atene in Grecia, dove è attivo da un ventennio, pur avendo finora rilasciato solo un paio di demo, un EP ed un LP nel 2021 (purtroppo al sottoscritto del tutto sconosciuti); a maggio di quest’anno, grazie alla sempre attenta Symmetric Records (ormai sempre più una garanzia di qualità!), hanno rilasciato il loro secondo full-length, intitolato “Blood omen”. L’album ha un artwork ispirato alla storia del Giappone, così come il concept stesso del disco che si colloca nel XVI secolo del paese del Sol Levante. Lungo le nove tracce che si lasciano ascoltare sempre con piacere (durata totale di poco superiore ai 41 minuti), si possono notare richiami ai Grave Digger ed, in genere, al Power di scuola tedesca, ma anche qualcosa che fa pensare ai nostri SkeleToon o ai Trick or Treat (prendete l’ottima “Hunter of dreams”), anche se il buon Veandok non ha l’ugola acuta dei mitici Tomi Fooler ed Alessandro Conti. Non ci troviamo dunque davanti ad un sound particolarmente originale (come nella maggior parte dei dischi di Power Metal) ma, come ho sostenuto più e più volte, non ce ne frega assolutamente nulla dell’innovazione e dell’originalità quando ascoltiamo bella musica, una musica che ci suscita emozioni, che ci infonde energia e che ci fa sbattere su e giù il capoccione a martoriare le nostre usurate vertebre cervicali! E questo è quanto accade ascoltando i vari pezzi che fanno parte di questo “Blood omen”; prendete canzoni come l’opener “Tides of alibis”, o la frizzante “Path of the assassin” e capirete a cosa mi riferisco. Il top però arriva quando a cantare è l’ospite Ralph Scheepers in “Unbreakable”, brano spettacolare, reso tale soprattutto dal mitico cantante dei Primal Fear (da sempre uno dei migliori al mondo in campo Power Metal!), di fronte al quale il buon Veandok finisce per sfigurare. Ecco, a voler essere pignoli, se a livello strumentale non c’è assolutamente niente da dire sui musicisti della band che se la cavano egregiamente, non altrettanto si può sostenere per il vocalist, anche se è doveroso precisare che c’è molto di peggio in giro ed il nostro singer si fa notare comunque più che decentemente, soprattutto quando si trova sulle note più basse (come nell’inizio della validissima “Rise”), dove riesce ad essere più espressivo e più convincente. Si tratta comunque di dettagli che non inficiano il risultato finale (del resto non tutti possono essere dei Ralph Scheepers!); questo “Blood omen” è infatti un gran bel disco, molto piacevole da ascoltare e riascoltare, che mette in evidenza una band dalle ottime potenzialità come questi Subfire… Ad Maiora!

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