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Savage Wizdom, ormai una garanzia nel più classico Heavy Metal Savage Wizdom, ormai una garanzia nel più classico Heavy Metal Hot

Savage Wizdom, ormai una garanzia nel più classico Heavy Metal

recensioni

titolo
“Who’s laughing now”
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. The end of the road
2. Life on the run
3. The need to soar
4. Ruins of Tongura
5. Blayden’s conquest
6. Dark horizon
7. Dances
8. Who’s laughing now =VIDEO UFFICIALE=
9. Revenge for a King
10. The wreck of the Titan

LINE UP:
Steve Montoya Sr. - Voce
Pablo Roybal - Chitarre
Steve Montoya Jr. - Chitarre, voce
Faron Valencia - Basso
Ben Durfee - Batteria

opinioni autore

 
Savage Wizdom, ormai una garanzia nel più classico Heavy Metal 2024-06-22 15:41:00 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    22 Giugno, 2024
Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 2024
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Avevo conosciuto i Savage Wizdom una decina d’anni addietro, all’epoca del loro secondo album “A new beginning”, recensito su queste stesse pagine di allaroundmetal.com; li ritroviamo adesso con il loro terzo full-length intitolato “Who’s laughing now”. Rispetto al precedente lavoro è cambiata la sezione ritmica, con Ben Durfee e Faron Valencia che hanno preso il posto di Steve Cordova e James Stuart III, rispettivamente alla batteria ed al basso, ma il resto fortunatamente è rimasto invariato! Quel sound fortemente mutuato dai primi Iron Maiden (quelli degli anni ’80 per capirci!) è ancora ben presente e fatto come si deve, peccato solo per una produzione non proprio eccelsa (o forse volutamente “old style”) che penalizza leggermente l’ascolto. Il buon Steve Montoya padre (il figlio omonimo è il chitarrista) canta come si deve con la sua ugola acuta degna del miglior Speed Metal (non a caso, ricorda vagamente il mitico John Cyriis), le due chitarre sono affilate come rasoi e spesso si fanno apprezzare per le loro parti soliste (anche come “twin guitars”), il basso del nuovo Valencia è protagonista assieme alle due asce come sua maestà Steve Harris insegna (ascoltatelo, ad esempio, nella splendida “Ruins of Tongura”) e l’altra new entry alla batteria impone ritmi quasi sempre frizzanti (fa eccezione la pacata “Dances”). Dopo l’immancabile quanto inutile intro, partono nove pezzi di metallo rovente (durata totale di oltre 64 minuti), nove canzoni che faranno la gioia dei metalheads più attempati, quelli cresciuti a pane e Maidens; qui ce ne freghiamo abbondantemente dell’originalità e dell’innovazione, qui badiamo al sodo e siamo fedeli alla tradizione dell’Heavy Metal e dispiace che un gruppo così sia ancora una volta costretto all’autoproduzione, soprattutto quando il music business ci ammorba continuamente di immondizie musicali. Questo Heavy Metal è di quelli con le lettere maiuscole, di quelli che ti fanno sbattere il capoccione su e giù dall’inizio (saltando l’inutile intro!) alla fine, senza un attimo di calo qualitativo, nonostante un minutaggio dei pezzi alquanto elevato. Ecco, a voler fare i pignoli, qua e là qualche sforbiciata forse poteva anche starci (magari nella lunga suite finale “The wreck of the Titan” o nella già citata “Dances”) per rendere i brani più scorrevoli ed efficaci, ma si tratta, per amore d’onestà, di dettagli di minimo conto che non incidono particolarmente sul risultato finale. Sono passati dieci anni dal loro ultimo album, ma i Savage Wizdom sono tornati con questo “Who’s laughing now” che conferma la band del New Mexico come uno dei gruppi di punta nel panorama mondiale dell’Heavy Metal più tradizionale! Ora speriamo di non dover attendere un’altra decade….

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