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Dreamgate, un altro debut album col botto! Dreamgate, un altro debut album col botto! Hot

Dreamgate, un altro debut album col botto!

recensioni

gruppo
titolo
"Dreamgate"
etichetta
Underground Symphony Records
Anno

TRACKLIST:
1. Sun King =LYRIC VIDEO=
2. Dragonero
3. Life is one =VISUALIZER VIDEO=
4. No sweat no glory =LYRIC VIDEO=
5. The lost symbol
6. Dreamgate
7. The all
8. Ball and chain
9. The garden of tears
10. Cecil
11. Belmont’s fate

LINE UP:
Fabio Brunetti - Voce
Armando De Angelis - Chitarre
Alessandro Battini -: Tastiere
Micael Branno - Basso
Gianluca Capelli - Batteria

Ospiti:
Anders Skòld (Veonity) - Voce su “The lost symbol”
Jahn Carlini (Great Master) - Chitarra classica su “Ball and chain”

opinioni autore

 
Dreamgate, un altro debut album col botto! 2024-06-08 19:19:12 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Giugno, 2024
Ultimo aggiornamento: 09 Giugno, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Dreamgate sono una nuova band italiana nata nel 2022 per iniziativa del tastierista Alessandro Battini (Dark Horizon, Sangreal) e del batterista Gianluca Capelli (ex-Dark Horizon), a cui poi si sono uniti altri musicisti navigati che hanno suonato/cantato in altri gruppi dell’underground italiano. Conoscendo il mitico Battini, non potevo aspettarmi altro che un sound ancorato al Power Metal di scuola italiana (quello di gente come Labyrinth, Trick or Treat, ecc.) con le sue tastiere come protagoniste accanto alla chitarra dell’ottimo Armando De Angelis (anche nei Mindfar)… e così infatti è stato, con somma goduria dei miei padiglioni auricolari! “Dreamgate”, questo il titolo del disco, infatti, ha tutto per colpire profondamente nel cuore di un fan del Power Metal italiano, quello fatto bene, sotto tutti i punti di vista…. Persino l’inno per la squadra di calcio del Bruges “No sweat no glory”, che costituisce il pezzo meno convincente del disco, è ben fatto e si lascia ascoltare piacevolmente, nonostante una ripetitività di fondo un po’ elevata (ma si tratta pur sempre di un inno per una squadra di calcio!). Per il resto c’è tutto quello che è necessario, da una piacevole copertina con una sorta di uroboro, a melodie sempre azzeccate e tanto orecchiabili, passando per parti cantate di livello eccelso e ritmi sempre frizzanti, con una produzione cristallina che, all’ascolto in cuffia, non fa altro che esaltare. A voler essere pignolo, non mi ha molto convinto il suono della doppia cassa che trovo un po’ troppo “ovattato”, ma si tratta di gusti prettamente personali che, in quanto tali, sono sempre altamente opinabili. La verità è che questo disco rischia di creare dipendenza perché, ad ogni ascolto, la voglia di pigiare il tasto “play” ancora una volta era decisamente forte, se non irresistibile. Canzoni come il singolo “Sun King” o la successiva “Dragonero”, passando poi all’autocelebrativa “Dreamgate” (con un coretto che si ficca in testa immediatamente che mi ha ricordato i migliori Trick or Treat) o alla successiva splendida “The all”, senza dimenticare l’ottima “The garden of tears”, sono tutte hits che da sole valgono l’acquisto del CD! E quando in un album abbiamo così tante canzoni di livello qualitativo ben superiore alla media, mi chiedo cosa si voglia di più… Inutile dilungarsi oltre, il debutto omonimo dei Dreamgate è l’ennesima opera prima eccezionale uscita quest’anno; per quanto mi riguarda credo di aver trovato uno di quei dischi che finirà dritto dritto nelle posizioni più alte del mio personale elenco dei migliori album in assoluto del 2024!

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