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Exodus, un live dal 1989 Exodus, un live dal 1989

Exodus, un live dal 1989

recensioni

gruppo
titolo
“British disaster: The battle of ’89 (Live at The Astoria)”
etichetta
Nuclear Blast Records
Anno

TRACKLIST:
1. The last act of defiance
2. Fabulous disaster =VISUALIZER VIDEO=
3. 'Til death do us part
4. Corruption
5. The toxic waltz
6. A lesson in violence
7. Chemi kill
8. Piranha =VISUALIZER VIDEO=
9. Like father, like son
10. Deliver us to evil
11. Parasite
12. And then there were none
13. Verbal razors
14. Brain dead
15. Strike of the beast

LINE UP:
Steve "Zetro" Souza - Voce
Gary Holt - Chitarre
Rick Hunolt - Chitarre
Rob McKillop – Basso
Tom Hunting – Batteria

opinioni autore

 
Exodus, un live dal 1989 2024-06-03 19:57:23 Ninni Cangiano
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Giugno, 2024
Ultimo aggiornamento: 04 Giugno, 2024
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Era il giorno 8 marzo 1989 ed al The London Astoria si esibirono gli Exodus, a poche settimane dall’uscita del loro terzo album, uno dei loro maggiori successi, intitolato “Fabulous disaster”. Era il periodo d’oro del Thrash a livello mondiale, nel 1989 uscirono dischi come “The years of decay” degli Overkill, “Alice in hell” degli Annihilator, “Think this” dei Toxik, “Practice what you preach” dei Testament, “Handle with care” dei Nuclear Assault, “Beneath the remains” dei Sepultura, mentre in Europa c’erano “Extreme aggression” dei Kreator ed “Agent orange” dei Sodom, tutte pietre miliari della storia del genere. Ed in quell’anno gli Exodus registrarono questo live che è uscito 35 anni dopo, a fine maggio 2024, con il titolo di “British disaster: The battle of ’89 (Live at The Astoria)”, naturalmente rimasterizzato con tecnologie moderne per dare ai quindici pezzi che ne fanno parte un suono decisamente moderno e che nel 1989 ci saremmo potuti solo sognare. Per gli Exodus era da tre anni che era andato via il mitico e sempre compianto Paul Baloff (RIP!), sostituito comunque più che egregiamente da Steve “Zetro” Souza con il quale, oltre al già citato “Fabulous disaster”, era stato anche realizzato nel 1987 “Pleasures of the flesh”, altra tappa fondamentale della loro carriera; due dischi che comunque non raggiungeranno mai il livello qualitativo dell’esordio, l’inarrivabile “Bonded by blood”, un album che rimane tra gli indimenticabili del Thrash, alla pari di “Ride the lightning” dei Metallica, “Reign in blood” degli Slayer, “Horrorscope” degli Overkill, “The legacy” dei Testament, “Pleasure to kill” dei Kreator e pochissimi altri. Ma veniamo a questo live album. La scaletta è molto equilibrata tra i primi tre dischi, sei pezzi sono estratti dall’album che era in promozione all’epoca, cinque dal predetto “Bonded by blood” e quattro dal secondo full-length. Mi dispiace siano state escluse alcune canzoni tra quelle che preferisco della carriera della band americana, come “Cajun hell”, “Seeds of hate” e “Metal command”, ma comunque abbiamo pezzi di uguale livello qualitativo stratosferico e di violenza come pochi (all’epoca, naturalmente). Una dopo l’altra scorrono tracce fantastiche come “'Til death do us part”, “A lesson in violence”, “And then there were none”, “Parasite”, fino all’accoppiata conclusiva che stenderebbe chiunque composta da “Brain dead” e “Strike of the beast”. Ho avuto la fortuna di vivere la mia adolescenza in quel periodo e quindi riascoltare queste canzoni mi ha portato indietro nel tempo, facendo tornare a galla ricordi meravigliosi impressi a fuoco nella mente; per chi all’epoca non c’era o era troppo piccolo, ritengo che questo “British disaster: The battle of ’89 (Live at The Astoria)” sia un ottimo modo per capire cosa era il Thrash (ed il metal in genere!) nella seconda metà degli anni ’80 e soprattutto per ascoltare gli Exodus nel periodo migliore della loro carriera!

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