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Rhapsody of Fire, un disco che non delude Rhapsody of Fire, un disco che non delude Hot

Rhapsody of Fire, un disco che non delude

recensioni

titolo
"Challenge the wind"
etichetta
AFM Records
Anno

TRACKLIST:
1. Challenge the wind =VIDEO UFFICIALE=
2. Whispers of doom
3. The bloody pariah
4. Vanquished by shadows
5. Kreel’s magic staff
6. Diamond claws =VIDEO UFFICIALE=
7. Black wizard
8. A brave new hope =LYRIC VIDEO=
9. Holy downfall
10. Mastered by the dark =LYRIC VIDEO=

LINE UP:
Giacomo Voli - voce
Alex Staropoli - tastiere
Roby De Micheli - chitarre
Alessandro Sala - basso
Paolo Marchesich - batteria

opinioni autore

 
Rhapsody of Fire, un disco che non delude 2024-06-02 09:17:46 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Giugno, 2024
Ultimo aggiornamento: 02 Giugno, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nuovo capitolo della saga “The Nephilim Empire” e nuovo album dei Rhapsody of Fire di Staropoli & C. intitolato “Challenge the wind”; questa volta il concept svela il segreto che c’è dietro la saga con il protagonista Kreel che viaggia nel tempo tornando sin alla sua nascita e scopre tutta una serie di segreti e particolari che non sveliamo per non spoilerare l’ascoltatore. Questa volta la band ha sfornato un disco potente e veloce, forse tra i più veloci mai realizzati; si parte a manetta con la title-track “Challenge the wind” (finalmente un disco senza inutilissime intro!!) che ci riporta indietro ai fasti della band nella prima parte della carriera, facendo venire in mente classici intramontabili come “Land of immortals”, “Emerald sword”, “Dawn of victory”, ecc., si tratta insomma di un pezzo con il classico marchio inconfondibile dei Rhapsody, una di quelle canzoni che da sole valgono l’acquisto del cd e che dal vivo finiranno immancabilmente per far impazzire i fans. Naturalmente sono protagoniste la chitarra del mitico Roby De Micheli e le tastiere del leader Alex Staropoli, ma anche il basso di Alessandro Sala si fa sentire egregiamente (ad esempio nella lunga, troppo lunga, “Vanquished by shadows” pulsa come si deve), mentre Paolo Marchesich impone ritmi sempre frizzanti con la sua batteria, grazie anche ad un sapiente uso della doppia cassa. Ritengo, invece, di non dovermi soffermare più di tanto sulle capacità e sul talento di Giacomo Voli, il quale conferma ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, di essere un grandissimo cantante, capace di spaziare senza difficoltà tra vari stili, dando sempre un’interpretazione magistrale con una versatilità fuori dal comune. Tutti i pezzi sono estremamente gradevoli da ascoltare e riascoltare, anche grazie al ritmo brillante ed alle splendide parti strumentali; ecco, forse l’unica eccezione è la già citata lunga “Vanquished by shadows”, che ha quasi due anime al suo interno, divise al settimo minuto, e che soprattutto nella parte centrale (tra il settimo ed il decimo minuto) non entusiasma granché, nonostante un sempre grande Giacomo Voli; sarà la mia idiosincrasia per le canzoni lunghe, saranno altri fattori, ma ogni volta faticavo a finire l’ascolto di questa lunga, troppo lunga traccia. A parte ciò, mi sembra di poter affermare senza ombra di dubbio che, se siete fans dei Rhapsody of Fire, anche questo “Challenge the wind” andrà sicuramente incontro ai vostri favori perché è obiettivamente un disco decisamente ben fatto; se ancora non vi siete approcciati all’universo musicale del gruppo italiano (grave mancanza!), forse converrà iniziare dai primi album della loro carriera perché, altrettanto obiettivamente, questo full-length a livello qualitativo non è allo stesso livello.

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