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Razor Attack, ci vuole di meglio Razor Attack, ci vuole di meglio Hot

Razor Attack, ci vuole di meglio

recensioni

titolo
"Razor attack"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Razor of steel =VIDEO UFFICIALE=
2. Armageddon
3. High and mighty
4. You’re not alone
5. Endless dreams
6. Reforged in fire =VIDEO UFFICIALE=
7. The righteous fight
8. In real life
9. Never too late

LINE UP:
Tommy Hedin – voce, chitarre
Antos Savolainen – chitarre
Robert Thor – basso
Oscar Rask – batteria

opinioni autore

 
Razor Attack, ci vuole di meglio 2024-04-07 09:06:25 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    07 Aprile, 2024
Ultimo aggiornamento: 07 Aprile, 2024
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I Razor Attack sono un gruppo proveniente da Linköping, nell’Östergötland (sud della Svezia), attivo da pochi anni, con alle spalle una manciata di singoli ed un EP uscito nel 2021, prima di questo debut album omonimo, rilasciato ad inizio febbraio come autoproduzione. “Razor attack” ha un artwork alquanto minimale e deludente (un rasoio insanguinato su sfondo nero) ed è composto da nove tracce per una durata totale di poco superiore ai 40 minuti. Ma cosa suonano i Razor Attack? Il gruppo svedese è dedito ad un Power Metal alquanto old style, registrato in maniera in un certo senso “vintage”, come se si trattasse di un disco di una trentina d’anni fa…. Siamo nel 2024 e non trovo abbia più molto senso registrare un album a questa maniera, la tecnologia moderna non è così dispendiosa ed un investimento in tal senso sarebbe stato auspicabile, soprattutto se ci si autoproduce un disco con la speranza che qualcuno ci possa notare e far progredire la nostra carriera musicale. Se poi, invece, si suona giusto per il piacere di farlo, fregandocene di tutto e tutti, allora è un’altra cosa e chiudo qui questo capitolo. Il Power Metal di questo quartetto svedese, oltre a non essere originale né innovativo (altri argomenti che immagino non interessino minimamente a questi soggetti), non è particolarmente brillante e confesso che i vari ascolti dati a questo album non sono riusciti mai ad entusiasmarmi, né ad evitare il rischio della noia. E questo fondamentalmente perché c’è assenza di una o più hit che possano destare l’attenzione e valere da sole l’acquisto del full-length (uscito solo in versione digitale); tutti brani, infatti, si assestano su un livello qualitativo medio, non dispiacciono, ma nemmeno esaltano. Le due chitarre sono lo strumento principale, mentre il basso è un po’ troppo sacrificato dalla registrazione scadente; la batteria, infine, non impone sempre ritmi veloci e frizzanti e sembra si limiti a svolgere il proprio compitino senza sforzi particolari. C’è poi la voce del chitarrista Tommy Hedin che, detta sinceramente, non mi ha convinto per niente (troppo “stridula” e nasale, poco melodica ed espressiva), tanto che forse sarebbe meglio se il buon Tommy si limitasse a suonare il suo strumento e si cercasse un cantante migliore per il futuro della band. Già, il futuro… a questa maniera i Razor Attack non hanno molte speranze di farsi notare in positivo ed emergere dall’underground; c’è bisogno di molto di più di questo solo discreto “Razor attack”, a patto di non voler rimanere sempre a suonare solo per pochi amici in qualche disperso pub della campagna della propria zona...

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