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Un mix di vecchia scuola e modernità nel debut album dei Plague of the Fallen Un mix di vecchia scuola e modernità nel debut album dei Plague of the Fallen Hot

Un mix di vecchia scuola e modernità nel debut album dei Plague of the Fallen

recensioni

titolo
Amongst the Rats
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Nuova Zelanda 

GENERE: Death Metal 

FFO: Hate Eternal, Cannibal Corpse, Organectormy, Bloodbath, Decapitated 

LINE UP: 
Vin Minchington - voce, basso 
Sam McRobert - chitarre 
Matthew Bolch - chitarre 
Stuart Henley-Minchington - batteria 

TRACKLIST: 
1. Dead (Intro) [01:24] 
2. Amongst the Rats [02:55] 
3. The God of Depravity [03:46] 
4. Cycles of Anguish [03:11] 
5. Tongues of Fire [03:21] =VIDEO UFFICIALE= 
6. Relentlessly Butchered [02:25] =AUDIO UFFICIALE= 
7. Leading Us Into the Darkness [03:16] 
8. Incestuous Breeding [02:30] 
9. So You Have Chosen Death [03:11] =AUDIO UFFICIALE= 

Running time: 25:56 

opinioni autore

 
Un mix di vecchia scuola e modernità nel debut album dei Plague of the Fallen 2023-12-10 18:48:39 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    10 Dicembre, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati agli inizi degli anni '10, i Plague of the Fallen sono stati messi in naftalina per un decennio dopo l'EP d'esordio "Unleash the Vermin"; nel 2021 i Nostri tornano infatti alla carica con un nuovo EP dal titolo "Bleeding and Vehement" e dopo un demo "di riscaldamento" arrivano oggi a rilasciare autoprodotto il primo full-length: "Amongst the Rats". Un lungo periodo di pausa dovuta crediamo in parte agli impegni degli Organectomy, band con cui i Plague of the Fallen sono legati a doppio filo e che rappresentano una parte delle influenze che possiamo sentire nell'operato della band neozelandese qui in esame (e la cosa non dovrebbe stupire affatto). Questa venatura Slam/Groove - con qualche rimando anche agli ultimi Decapitated - ampliano in qualche modo il raggio d'azione del quartetto di Christchurch, che vede in Hate Eternal e Cannibal Corpse la primaria fonte d'ispirazione, come dimostrano ampiamente bordate come "The God of Depravity" e "Tongues of Fire". Soprattutto, i Plague of the Fallen dimostrano di saper mettere in campo tutta la loro esperienza: i Nostri sanno benissimo quando spingere sull'acceleratore e quando invece far scende i giri del motore con passaggi spacca collo, con una sezione ritmica di precisione chirurgica che forma un'imponente muraglia sonora attorno al corposo riffingwork della coppia d'asce McRobert/Bolch, il cui affiatamento (entrambi suonano anche in Organectomy e Secularity) è palese in ogni singola nota espressa in quest'opera. Sinceramente, ci è capitato di ascoltare gruppi con sonorità simili a quest'act neozelandese non capaci di raggiungere il loro livello di maturità e di solidità, fa dunque un po' specie che i Nostri abbiano dovuto far uscire in maniera indipendente questo primo full-length. Dopo aver però ascoltato "Amongst the Rats" siamo abbastanza sicuri che quanto prima qualche label s'accorgerà dei Plague of the Fallen, che senza dubbio potranno togliersi diverse soddisfazioni in futuro. Al netto degli impegni degli Organectomy, ovvio.

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