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Savage Blood, nella tradizione del Power teutonico Savage Blood, nella tradizione del Power teutonico Hot

Savage Blood, nella tradizione del Power teutonico

recensioni

titolo
"Wheel of time"
etichetta
MDD Records
Anno

TRACKLIST:
1. Battle cry =VIDEO UFFICIALE=
2. Warriors of the fortress =LYRIC VIDEO=
3. Oblivion
4. Believer
5. Raven crown
6. Lord of the dark
7. Lost memories
8. Wheel of time

LINE UP:
Peter Diersmann - Voce
Jörg Steinhake - Chitarre
Timios Zouridakis - Chitarre
Michael Wächter - Basso
Marc Könnecke - Batteria

opinioni autore

 
Savage Blood, nella tradizione del Power teutonico 2023-12-10 12:56:07 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Dicembre, 2023
Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Savage Blood nascono nella Bassa Sassonia in Germania nel 2016, tra ex membri degli Enola Gay (il cantante ed il batterista) con altri musicisti dell’underground tedesco; esordiscono lo stesso anno autoproducendosi l’EP omonimo e realizzano un primo album, sempre autoprodotto, nel 2020 intitolato “Downfall”, entrambi a noi sconosciuti; a novembre di quest’anno esce su MDD Records il secondo full-length intitolato “Wheel of time”. Il disco, dal non proprio entusiasmante artwork (cosa c’entra una specie di coccodrillo con la ruota del tempo del titolo?), è composto da sole otto tracce per circa 3/4 d’ora di durata totale. Le canzoni non hanno quindi breve durata, assestandosi quasi tutte sui 5 minuti, segno che il songwriting non è “snello” ed easy, ma finanche complesso. Ma cosa suonano i Savage Blood? Il loro è un Power Metal alquanto canonico, derivato dalla scuola tedesca di gente come Grave Digger e primi Rage (ma anche quelli più recenti), quindi un sound bello tosto e ricco di energia e d’impatto. Il groove sulle due chitarre, infatti, è bello carico ed i muri di riff sono davvero notevoli; ma Jörg Steinhake e Timios Zouridakis (entrato nel gruppo solo nel 2019) ci sanno fare anche con gli assoli, regalando una prestazione sicuramente rimarchevole. Un po’ troppo relegato in sottofondo il basso di Michael Wächter che avrei preferito maggiormente protagonista (sostanzialmente si sente alla grande nella sola “Lord of the dark”), mentre il buon Marc Könnecke con la sua batteria impone spesso ritmi frizzanti, anche se mai troppo veloci. C’è poi Peter Diersmann che ha un’ugola abbastanza roca ed aggressiva (come tradizione in Germania) che comunque viene usata in maniera intelligente, con espressività e versatilità; non è tra i migliori singer in circolazione (Kiske è su un altro pianeta, per capirci!), ma tutto sommato non dispiace, pur senza esaltare in maniera particolare. Le canzoni si lasciano ascoltare gradevolmente, anche se manca quella hit che spicca nel mucchio e da sola vale l’acquisto del CD; se dovessi scegliere la migliore, direi molto probabilmente l’ottima “Warriors of the fortress”, anche se non sono male nemmeno la veloce “Believer” e la solenne “Lost memories”. Nulla da dire, infine, sulla produzione che è al passo coi tempi e sostanzialmente non ha difetti. Come detto questo “Wheel of time” dei Savage Blood si lascia ascoltare in maniera piacevole, a patto di essere fans del Power Metal di scuola teutonica; per gli altri è utile sapere che c’è di meglio in giro, ma anche molto di peggio.

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