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Master Dy, un EP discreto lascia ben sperare per il futuro Master Dy, un EP discreto lascia ben sperare per il futuro Hot

Master Dy, un EP discreto lascia ben sperare per il futuro

recensioni

gruppo
titolo
"Ghost"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. #SatanicPowerMetal =LYRIC VIDEO=
2. Ghost
3. Modern apocalypse =LYRIC VIDEO=
4. Trained to die =LYRIC VIDEO=

LINE UP:
Dy Moob - Voce
Mr. Draco - Chitarre, Voce
Mr. Cepheus - Chitarre, Tastiere
Mr. Hydra - Batteria

opinioni autore

 
Master Dy, un EP discreto lascia ben sperare per il futuro 2023-11-28 16:47:50 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    28 Novembre, 2023
Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avevo conosciuto i portoghesi Master Dy circa un anno fa, all’epoca dell’uscita del loro secondo album “Legacy of Satan”; da allora ci sono stati diversi cambiamenti, dato che la formazione è rimasta con soli quattro elementi, mentre sono usciti Mr. Cygnus (chitarra ritmica), Mr. Vella (tastiere) e Mr. Perseus (basso), senza che nessuno li abbia rimpiazzati. Con questa line-up ridimensionata, si ripresentano con un EP di quattro pezzi intitolato “Ghost”, che dura poco più di 1/4 d’ora. L’ascolto non è impegnativo e l’Heavy Metal suonato dal gruppo è abbastanza orecchiabile. La voce della carismatica cantante vestita da suora è particolare, molto più adatta al Pop che al Metal, forse fin troppo “morbida” e melodica e troppo poco aggressiva e cattiva come invece farebbe immaginare il look trasgressivo e dissacratorio adottato. Le chitarre, come nel precedente disco, sono protagoniste e danno groove e pesantezza, nonché quella connotazione Heavy Metal, assieme alla batteria che pesta per bene; in caso contrario, infatti, il sound sarebbe stato un po’ troppo “easy” e poco aggressivo, per via anche di cori e coretti che rendono il tutto parecchio leggero. Quando poi le tastiere danno quel tocco Electro/Gothic (come nella conclusiva “Trained to die”) si resta un po’ spiazzati, dato che la band sembra si sia spinta un po’ troppo oltre, osando oltre il dovuto; anche qui le due chitarre danno quel groove che riporta il pezzo in ambiti più “canonici” (parola che ci sta bene, visto il look del gruppo). Tutto sommato, questo “Ghost” non dispiace particolarmente e si lascia ascoltare senza particolari problemi; resto però dell’idea che i Master Dy abbiano bisogno di indurire un po’ il loro songwriting (le mitragliate di chitarra dell’opener “#SatanicPowerMetal” potrebbero essere una buona base di partenza) e magari puntare ancora di più sulle atmosfere e su un look trasgressivo e dissacrante (un po’ come stanno facendo ultimamente le Dogma e come fanno da tempo i Deathless Legacy), al fine di potersi far apprezzare maggiormente.

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