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Five Hundred Horse Power: rombo di motori e musica varia. Five Hundred Horse Power: rombo di motori e musica varia. Hot

Five Hundred Horse Power: rombo di motori e musica varia.

recensioni

titolo
“Cluster”
etichetta
Andromeda Relix
Anno

TRACKLIST:
1. Fake as Shit =VIDEO=
2. Burn Your Soul
3. Look Me And Fuck Me
4. Burning Memories
5. Absolute Power
6. Rage ’22
7. Sweet Death

LINE UP:
Giordano - voce
Diego - chitarre
Enrico - chitarre
Damiano - basso
Eppe - batteria

opinioni autore

 
Five Hundred Horse Power: rombo di motori e musica varia. 2023-07-22 16:59:53 Corrado Franceschini
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    22 Luglio, 2023
Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gomme che mordono l’asfalto, il rombo dei Termignoni, lo stridio del Burnout ad un motoraduno. Questo evoca il nome Five Hundred Horse Power e l’iconografia adottata dalla band. In effetti, il legame dei cinque vicentini con il mondo dei Bikers è forte dato che il gruppo dopo il primo disco “Last Bullet”, uscito nel 2019, ha vinto il primo posto in un contest organizzato dai cremonesi Hunters Of Shadow. Guardando la foto dei cinque acclusa alla bio, poi, ho avuto l’impressione che almeno un paio di loro sono veri e propri motociclisti. Il secondo disco dei 500 HP, “Cluster”, contiene sette brani ed è uscito nel 2022 per Andromeda Relix. La band ci tiene a dire che nelle composizioni sono presenti i generi che hanno ispirato la cultura musicale del combo, e questo ci sta. Dove non mi ritrovo è nel riscontro oggettivo delle band che dovrebbero avere influenzato il percorso. Non ho trovato grandi tracce di Motorhead, Judas Priest, se pur nei 500 HP ci sono due chitarristi (Enzo e Diego), Twisted Sister o Anvil. Un poco più presente è lo spettro di Marilyn Manson dato l’utilizzo dei sintetizzatori, o il groove dei Pantera e dei Sepultura di “Territory”. L’unico pezzo che porta in dote il Rock sporco che ci si aspetta da un gruppo del genere è “Look Me And Fuck Me”: titolo anthemico ripetuto, abbinato ad un solo ben incastonato in un brano pieno di “morcia”. Per gli amanti delle chitarre down-tuned è consigliato l’ascolto di “Rage ‘22”, mentre gli appassionati di Thrash godranno come dei ricci con la fulminea e fulminante “Absolute Power”. Non poteva mancare un pezzo più lento e diluito: il suo titolo è “Burning Memories”. In questo caso si sentono benissimo i Metallica di “The Unforgiven” miscelati con i Lynyrd Skynyrd di “Simple Man”: niente di innovativo, ma il tutto è ben assemblato. Il consiglio che do ai Five Hundred Horse Power è quello di concentrarsi su un target più ristretto nel comporre i pezzi e di curare di più la produzione. Se un disco è grezzo non si scandalizza nessuno ma la precisione nei cambi, cosa che in alcuni frangenti di “Cluster” latita, è sempre un buon biglietto da visita. Respect!

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