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Gloryhammer, il primo disco con il nuovo cantante Gloryhammer, il primo disco con il nuovo cantante Hot

Gloryhammer, il primo disco con il nuovo cantante

recensioni

titolo
“Return to the Kingdom of Fife”
etichetta
Napalm Records
Anno

TRACKLIST:
1. Incoming transmission
2. Holy flaming hammer of unholy cosmic frost =VIDEO=
3. Imperium dundaxia
4. Wasteland warrior hoots patrol =VIDEO=
5. Brothers of Crail
6. Fife eternal
7. Sword Lord of the goblin horde
8. Vorpal laserblaster of Pittenweem
9. Keeper of the celestial flame of Abernethy =VIDEO=
10. Maleficus geminus (Colossus matrix 38B - Ultimate invocation of the binary thaumaturge)

LINE UP:
Sozos Michael – Voce
Paul Templing – Chitarre
James Cartwright – Basso
Michael Barber – Tastiere
Ben Turk - Batteria

opinioni autore

 
Gloryhammer, il primo disco con il nuovo cantante 2023-06-04 08:55:20 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    04 Giugno, 2023
Ultimo aggiornamento: 04 Giugno, 2023
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Ero curioso ed impaziente di ascoltare questo disco dei Gloryhammer, gruppo che ho apprezzato tantissimo in passato, perché era il primo senza il cantante svizzero Thomas Winkler che è stato rimpiazzato un paio d’anni fa da Sozos Michael, che avevo avuto modo di conoscere all’epoca della sua militanza negli Helion Prime, gruppo che condivide con gli scozzesi le tematiche fantasy/sci-fi. Oltretutto, il titolo di “Return to the Kingdom of Fife” mi faceva pensare ad un collegamento con il fantastico debut album “Tales from the Kingdom of Fife”, uscito esattamente dieci anni fa. Non so cosa mi aspettassi, fatto sta che questo nuovo disco, composto da dieci tracce per oltre 48 minuti totali, mi ha leggermente deluso; avevo tante aspettative e speravo che Michael (è proprio questo il cognome!) potesse essere all’altezza di Winkler, ma così non è stato. Sia chiaro, il cantante cipriota è indubbiamente validissimo, ma non mi sembra abbia il carisma e la carica che invece aveva il primo ed originale Angus McFife; per amore di precisione, mentre Winkler era Angus McFife XIII, il buon Michael interpreta Angus McFife V, ragion per cui si andrebbe a collocare in un momento storico precedente nell’ambito del concept ideato dal gruppo. Da segnalare anche che mi risulta che le tastiere sul disco siano suonate, come sempre, da Christopher Bowes, mentre la Napalm Records mi indica nella formazione Michael Barber, che invece è il tastierista nei live della band, ai posteri l’ardua sentenza… Tornando all’album, musicalmente siamo sulla stessa scia dei precedenti dischi, non mi pare ci siano particolari novità (fatta eccezione, come detto, per il vocalist) ed il Power Metal proposto dal gruppo scozzese è sempre estremamente godibile ed orecchiabile, oltre che ritmato a dovere, grazie ad un impressionante utilizzo della doppia cassa da parte di Ben Turk che a volte si lascia anche andare al blast beat. Le canzoni migliori credo siano nella prima parte, mi riferisco soprattutto all’accoppiata iniziale “Holy flaming hammer of unholy cosmic frost” (molto “Rhapsodyana”) ed “Imperium dundaxia”, che mi sembrano più brillanti e frizzanti delle altre che, comunque, si mantengono su livelli qualitativi molto buoni. Ascolto dopo ascolto, però, una sensazione di amaro in bocca mi è rimasta, forse perché questo album mi sembra alla lunga non reggere il confronto con i suoi predecessori, specie con quello a cui fa richiamo nel titolo, nonostante obiettivamente le varie composizioni seguano la scia della precedente produzione del gruppo. Tirando le somme, se avete apprezzato i precedenti dischi dei Gloryhammer, anche questo “Return to the Kingdom of Fife” sicuramente farà al caso vostro; se, invece, non avete mai amato la band scozzese, indubbiamente non sarà questo loro quarto album a farvi cambiare idea, dato che personalmente lo colloco un gradino sotto ai suoi predecessori.

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