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In pienissimo stile tedesco i Traitor confezionano un disco duro come l'acciaio In pienissimo stile tedesco i Traitor confezionano un disco duro come l'acciaio Hot

In pienissimo stile tedesco i Traitor confezionano un disco duro come l'acciaio

recensioni

gruppo
titolo
Exiled to the Surface
etichetta
Violent Creek Records
Anno

PROVENIENZA: Germania

GENERE: Thrash Metal

TRACKLIST:
1. Rura Penthe
2. Exiled to the Surface =ASCOLTA=
3. Total Thrash (ft. Tom Angelripper) =ASCOLTA=
4. 66 Exeter Street
5. Zordrak
6. Careless Whisper (George Michael cover) =ASCOLTA=
7. Teutonic Storm (2021)
8. Metroid
9. Into the Nightosphere
10. Space Seed
11. Decade of Revival (Traitor Part IV)

LINE-UP:
Andreas Mozer – Batteria, Voce
Lorenz Kandolf - Basso
Gerd Hery - Chitarre
Matthias Koch - Chitarre

opinioni autore

 
In pienissimo stile tedesco i Traitor confezionano un disco duro come l'acciaio 2023-01-12 15:34:38 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    12 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Genuino, incazzato, diretto, duro come il metallo appena forgiato: cosa si può chiedere di più ad un album Thrash Metal suonato a mestiere? Esatto, niente. Questi sono tutti gli ingredienti di cui abbiamo bisogno, senza troppi fronzoli o giochi strani: il genere lo amiamo proprio per la spiccata dose di mazzate in faccia che riesce a darci. Viene da sé, dunque, che da un lavoro come "Exiled to the Surface", quarto disco dei tedeschi Traitor, ci si aspetti ESATTAMENTE quanto detto sopra. E fortunatamente è proprio così: siamo in presenza del classico discone Thrash che nel suo essere esattamente quello che è, ossia un disco Thrash, ti sbatte in faccia una ferocia ed una violenza in pienissimo stile tedesco. Stop, fine. Tanto ci basta a decretarlo un ottimo lavoro con quel tocco ben evidente di personalità che fa comunque capolino a gente come Sodom, Kreator, Assassin, Destruction, Exumer e compagnia bella. Del resto cosa ci si poteva aspettare da quelle parti? Comunque sia i Traitor non sono certo ragazzini alle prime armi, seppur non si possa dire di essere dei veterani del genere; diciamo quindi che i Nostri si piazzano esattamente a metà, in quel filone di band di terza generazione nata nel 2009 che si rifà agli anni '80 con ben più di un semplice sguardo al futuro. La quadra di un approccio simile è esattamente questo "Exiled to the Surface", che nei suoi canoni classici del genere sa comunque offrirci una sana dose di modernità che non stona affatto: riff sicuramente diretti ma mai semplici o prevedibili, spennellate melodiche e assoloni al fulmicotone. Il tutto condito da una batteria tirata fino all'esaurimento ma sempre con cognizione di causa. Per questo motivo non si può assolutamente definire il quartetto un semplice copia/incolla dei grandi nomi sopracitati. Al contrario siamo in presenza di una band che ha compiuto il suo processo di maturazione mettendo del suo all'interno di un genere di per sé poco avvezzo a chissà quali stravolgimenti. Inoltre c'è da segnalare quella che, in fin dei conti, è l'anima principale del disco: la grinta assassina che in nessuna, e sottolineiamo NESSUNA, traccia viene meno. Tanto ci basta per spararlo al massimo volume possibile nello stereo per poi romperci l'osso del collo a furia di headbanging. Complimenti ragazzi!

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