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Rob M

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Dalle ceneri degli Accabbadora nasce LOSA!

Giovedì, 22 Marzo 2018 00:03 Pubblicato in Interviste

LOSA ha rappresentato per un me un motivo di interesse da subito, dal momento in cui la band ha messo online alcuni trailer che potessero presentare il progetto. Conoscendo i musicisti coinvolti, provenienti da gruppi sardi come Simulacro, Anamnesi, Accabbadora e Vultur (nonché Progenie Terrestre Pura tra le varie partecipazioni), non potevo far a meno di aspettare un primo brano online. Con grande sorpresa, la band ha deciso di mettere online un primo EP alcuni giorni fa integralmente. Una vera e propria perla per gli amanti del black tricolore e delle sonorità folk che hanno, in un certo qual modo, influenzato alcuni dei progetti principali in cui militavano i membri di questa nuova entità. Cosí, scambiando quattro parole con i ragazzi, proprio il cantante Federico mi diceva che il gruppo e nato dalle ceneri degli AccabbadorA..

"Losa è concepito come un progetto con una propria anima, anche se è a tutti gli effetti una naturale conseguenza dell'amicizia che si è venuta a creare fra di noi, durante tutti gli anni passati a suonare insieme. Dal momento che siamo sempre stati in sintonia ci sembrava un peccato non continuare a sviluppare le nostre idee e in questo progetto abbiamo trovato nuova linfa."

Emanuele, pensando a come gli AccabbadorA son terminati, ha anche aggiunto: ".. Avremmo potuto dire ancora qualcosa, avremmo potuto portare il tutto ad un livello superiore, quindi decidemmo di riprendere in mano, non il progetto Accabbadora in se, ma quello che per noi ha rappresentato nei suoi ultimi anni di vita e portarlo avanti in un altra forma."

Un armonia, la loro, che si fa forte di un'appartenenza culturale unica nel suo genere. La Sardegna, terra di giganti, di mare, di montagne, di miti e leggende, unica nelle sue celebrazioni a cavallo spesso tra sacro e profano, ha fortemente influenzato il lato folcloristico ed il sound di LOSA, portando il progetto in se ben oltre le contaminazioni che avevan a suo tempo caratterizzato il precedente progetto in cui militavano i suoi componenti. 

"È stata una combinazione tra la voglia di sperimentare con qualcosa che fa parte della nostra cultura e il nostro apprezzamento verso determinate atmosfere che sono in grado di creare particolari strumenti sardi. Gli strumenti sardi hanno tutti origini antiche che ben si prestano alle sonorità primitive del black metal riuscendo comunque a mantenere una melodia di fondo che colpisce."

Cosi Gabriele ci parla di alcune tra le idee che han marcato "Mastrucatum", un lavoro unico, spesso e coinvolgente che in appena tre traccie, se non contiamo una cover dei Moonspell anch'essa presentata in lingua sarda, mette in mostra venature che riportano ad un sound di vecchia scuola, influenze lontane che richiamano gli Ulver di "Bergtatt", ma anche idee nuove e fresche esplorate in parte da una band come i Vultur (nell'uso appunto della lingua locale) e in una certa vena melodica che mi ha ricordato vagamente i piú recenti Downfall Of Nur.

Parlando dell'immagine e proprio della scelta di proporre una cover in una lingua diversa, ci troviamo davvero davanti ad una marea di idee e tanto da dire sia visivamente che come concept. Cosí Emanuele mi parlava del concept che contraddistingue il progetto: 

"I video trailer che hai potuto vedere sulla nostra pagina Facebook sono una sorta di metafora riguardante la nostra nascita, e colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta Valeria e Natalia per l'aiuto nel realizzarli.  Il concept di Losa (Sepolcro) è legato al simbolo sardo del capovolto rappresentante l'atto del trapasso tra la vita terrena e l'aldilà, la funzione de “sa Losa” quindi è quella di un passaggio, un passaggio verso un nuovo inizio, il volo dell'anima verso qualcosa di più grande. I temi trattati saranno comunque molteplici. Abbiamo scelto di dedicare l'Ep alla figura del Mumutzone, ad esempio, e di inserire una cover, quella dei Moonspell, che con un minimo di rivisitazione a livello lirico potesse rappresentare un legame sacro con la propria terra, quella stessa terra che si aprirà per noi quando sarà il momento."

Come la band ha confermato, un full é già in fase di lavorazione con un ulteriore utilizzo di strumenti tipici e tematiche folcloristiche. Proprio parlando del contrasto tra certe sonorità mi é sembrato opportuno chiedere come mondi diversi abbian interpretato tale connubio. Proprio Gabriele ci diceva qualcosa a riguardo dei pareri che LOSA ha ricevuto in patria: 

"Abbiamo già ricevuto complimenti da gente che non ascolta il genere e che è rimasta impressionata dal risultato generale di alcuni pezzi, apprezzando la ricercatezza di alcuni passaggi quando abbiamo spiegato su che basi sono state costruite (per esempio abbiamo creato dei pezzi partendo dai cori ispirati a quelli tipici di Aritzo e costruito intorno tutto il resto, o altri pensando all'atmosfera che volevano rappresentare in base al testo e ai suoi contenuti). Probabilmente la storia dietro i pezzi aiuta ad assorbire maggiormente l'idea che vogliamo rappresentare e aiuta ad immedesimarsi anche se non si è abituali ascoltatori o conoscitori del genere estremo o della musica folcloristica sarda."

In conclusione, un lavoro che ha davvero un valore unico e che mette in mostra un progetto con le idee ben chiare per quanto riguarda i futuri traguardi da raggiungere. In attesa di un prossimo passo, consiglio a tutti questo buonissimo EP che vi farà conoscere una tra le band piú interessanti del momento con solo un debutto all'attivo di appena tre brani. Le aspettative per un primo full-lenght son davvero alte!

POTETE ASCOLTARE LOSA TRAMITE QUESTO LINK: Mastrucatum EP by LOSA

Terrorizer, la fine di un'era?

Giovedì, 15 Marzo 2018 23:59 Pubblicato in approfondimenti

Questa mattina, tra le varie notizie offerte dal web, mi é capitato sotto mano un articolo di un famoso sito americano che faceva il punto sulla ben conosciuta rivista di musica inglese Terrorizer. 
Il crollo della testata britannica segna la fine di un'era e rappresenta un campanello di allarme ben chiaro per tantissimi magazine la fuori. 

Ormai pochi riescono a sopravvivere. L'avvento del digital, dell'mp3, del "tutto e subito" offerto da internet, non ha marcato la caduta dell'industria discografica solo a livello di produzioni. Tutto ció che satellita la musica - metal e non solo - é stato contaminato e, a distanza di anni, ne paghiamo un po' tutti le conseguenze. 
Il costante aumento di bloggers, youtubers e gente che ha semplicemente voglia di dire la sua, ha portato ad un calo di interesse per quanto riguarda la carta stampata a livello mondiale. Tutto questo non fa novità. Noi in Italia abbiamo visto un giornale dopo l'altro finire nel dimenticatoio già dalla fine dei novanta. Le stesse fanzine ormai son una vestigia del passato e, nonostante alcuni continuino a dar vita ad un supporto purtroppo troppo underground per star al passo con i tempi, il tempo delle "mele marcie" ha raggiunto il suo tramonto. 
Che senso ha stampare un magazine che parla di musica quando chiunque puó ormai scaricare il disco o ascoltarlo online per farsi un'idea? Non ha piú senso neanche l'intervista in cui una band XYZ parlava del suo nuovo lavoro. Basta un click e si trovano cosí tutti i concerti, interviste dal vivo, scene del tour, di qualunque band piú o meno famosa. Il web offre inoltre una miriade di articoli di persone che nella maggior parte dei casi vivono, amano e crescono nell'ambiente musicale di cui parlano. Perché affidarsi ad un magazine che va avanti solo ed esclusivamente grazie agli sponsor? Veri e propri business di stampo mafioso che COMPRANO lo spazio, la recensione, l'intervista ed a cui nessun capo redatore puo dire "No!", dato che quei soldi pagan non solo la stampa di un giornale farlocco ma anche affitto e stipendio dei pochi fortunati che riescon ancora a sopravvivere di questo mestiere d'altri tempi? 
La "concorrenza", se cosí voleva chiamarsi, non esiste e non é mai esistita. 
E cosí, di punto in bianco, arriviamo alla fine della giostra, al momento in cui  gli dei muoiono, venendo schiacciati dal blog di appena 200 utenze che peró si puó permettere il lusso di avere 200 utenze fisse e che son lí presenti ad ogni articolo, ad ogni recensione, ad ogni iniziativa. 
Nasce cosí il fenomeno della premiere, dello streming in diretta, e di chi - come qualcuno ha già iniziato a fare da un paio d'anni in America - propone i gruppi underground, la compilation non piú in CD ma in vinile, il merch, e cerca in tutti i modi di riavvicinarsi a quella fetta di mercato che ormai da tempo ha detto addio alla stampa d'elite. Elite per chi poi? Per quei pochi stolti che continuano a seguire a priori tutte le uscite MetalBlade, Nuclear Blast e Century Media ed a elemosinare dando via, per soli £250 + VAT, un quarto di pagina per pubblicizzare la tua band o label.. Peró, signori cari, anche questi nomi prima o poi arriveranno alla frutta ed una volta morti i mostri sacri, chi andranno a stampare e per chi i pochi magazine sopravvissuti andranno a parlare? Cosa proporranno che non sia già stato scritto o suonato?
Che trend arriverà sul mercato dopo il boom del doom che ormai scoppietta come popcorn nella pentola reduce di un boato che é ormai un miraggio? Ormai e' il tempo del death metal e del black contaminato. Volete sapere quale sarà il nuovo trend? Seguite Profound Lore!
"Ashes to ashes, dust to dust", non rimarranno che rovine di un mondo fatto per wanna-be-rockstar e prime donne dell'ultimo momento. Tutti "junkies and sluts" in quest'ambiente da sfigatelli in cui i grandi nomi ormai fan scalpore solo per il rumore che fanno quando cadono. 
Arriviamo cosí a Terrorizer, il colosso che per un ventennio ha dato visibilità ai vari nomi che han poi "sfondato" a livello metal, ed alle etichette che han creato le scene inglesi. Eran i tempi d'oro di Earache, Peaceville, Music For Nations ed altre che ormai vivon di ricordi. 
I ricordi son sbiaditi, la marea é scesa, le mode son cambiate. Non é bastato promuovere il Damnation Festival per diversi anni. Non é bastato cercare di far pubblicità su un sito che ormai faceva premiere senza neanche spendere una parola sulle band messe online. Il tutto si é ridotto ad una compagnia che ha continuato a rubare soldi dai pochi e fedelissimi abbonati, continuando a rubare dopo mesi dall'ultima uscita che non hai mai raggiunto gli scaffali delle edicole e distributori locali. I tempi cambiano belli miei e cosí é arrivato il tempo anche per l'elite per un cambio netto e radicale. Quest'episodio mette in mostra uno spaccato di realtà da cui nessuno puó scappare nel mondo "fatato" dell'industria discografica, un "warning" per tutti coloro che non han mai pensato che continuare a rubare musica, tramite download illegale, prima o poi porterà all'estinzione della musica estrema. Mi spiace solo per chi ci lavorava con Terrorizer, dato che diversi tra i miei contatti han dato conferma sul fatto che chi mandava avanti il giornale é ormai irraggiungibile da diversi mesi. "Nessun dorma.. nessun dorma..", iniziate a supportare chi é rimasto o evitate di piangere una volta che non ci sarà piú niente da fare. Che poi, meglio piangere  per finta o rimanere apatici davanti ad uno spettacolo che ormai passa inosservato perché a nessuno frega piú niente?

Il mondo metal é stato recentemente scosso per tutta la caciara riguardante quel buffone dei Taake e tutta la storia del movimento antifa in America che ormai ha a cuore la crociata contro i gruppi NS (aka Nazionalsocialisti o wanna-be-true) che non han di meglio da fare se non metter le zampe nel calderone filo nazi e politico non molto distante da cio' che il movimento antifa sta facendo dall'altro lato. Insomma, destra, sinistra, centro, fate voi, la storia non cambia. 

In tutta sincerità, la cosa non mi sorprende. Il mondo metal ha sempre avuto bisogno di quel certo livello di gossip che solo eventi come questi possono alimentare. Se non fosse stata la politica, sarebbe stato il veganismo, e se non fosse stato il veganismo allora sarebbe stato qualcos'altro. A dirla tutta, ci piace parlare e sparlare di chi non la pensa come noi e qui non si tratta solo dei Taake ma si tratta di un atteggiamento da scenetta locale, il classico sabato sera al pub in cui si va a bere una birra ma anche a parlare in maniera quanto piu' divertente/triste possibile del tavolino affianco al nostro.

Per quanto riguarda gli eventi sopracitati, ma chi se ne frega dei Taake? Sinceramente ragazzi, i Taake son un gruppo di buffoni come ce ne son tanti altri. Ancora nel 2018 a fare le crociate contro il gruppo per quanto riguarda l'ideologia? Devo davvero ricordarvi dei vari concerti metal che son stati puntualmente rimandati causa estremisti cristiani? Non vi é mai capitato il gruppo dell'ACR fuori dal palazzetto dove suonava l'ennesimo artista americano collegato a qualche fantomatico culto satanico? Marilyn Manson é uno tra i tanti, ma queste cose son successe anche con tanti altri gruppi locali e non. Ogni citta' italiana ha il suo episodio di intolleranza perché la gente non ha di meglio da fare se non parlare o sparlare dell'ennesima cosa che non si capisce. 

Dobbiamo davvero ricordare l'inquisizione che ha seguito episodi come quello delle leggendarie bestie di Satana e bla bla bla... Insomma, non é che queste cose non sian all'ordine del giorno e non voglio spendere il mio o il vostro tempo per parlare di tantissimi episodi come questi. Ma a voi, per chiudere questa parentesi, non é mai capitato di essere adocchiati o presi in giro per i capelli lunghi, per la maglia del gruppo metal preferito, per le borchie, per il chiodo, per la cresta.. e quanto altro?

Davvero noi metallari abbiamo bisogno di far lo stesso tra di noi? Ok, allora il punto é questo "..il signor Host ha suonato dal vivo con una svastica dipinta sul petto, fa commenti poco carini contro cristiani, musulmani, buddisti e qualunque religione organizzata a livello mondiale". Insomma, non é un signorino simpatico, ha fatto della musica che personalmente non seguo più dal suo terzo lavoro ma alla fine della giornata, é comunque un artista. Ha il suo seguito, il suo perché, la sua spocchia e la sua presenza scenica con o senza svastica. A dirla tutta, non é neanche uno tra gli artisti peggiori - da questo punto di vista - che arrivino dall'ambiente black. 

Eppure, avere una svastica dipinta sul petto e far commenti poco consoni al "perbenismo metal" é a quanto pare reato. Ora, oltre a cosa possa o non possa aver fatto, qual'è il problema? Ci son state band molto piu' "sconosciute" dei Taake che han usato simbologia e quant'altro in ambito NS ben prima. Le crociate però non si facevano come ora. 

A livello locale, bastava una telefonata ai carabinieri e ti trovavi la pattuglia sotto casa o a far le intercettazioni telefoniche per vedere se realmente cercavi di organizzare un attentato ed in tanti nella vecchia scuola han sperimentato questo brivido per essere satanici, nazi o addirittura punk in un paese di mille o meno abitanti. 

La scena, nella sua totalità, ha vissuto un'evoluzione talmente acida che si é passati dall'intolleranza verso il metallaro all'intolleranza tra metallari amplificando in maniera estrema quell'odio/amore che esisteva tra "powerozzi" e "blackettoni", tra punk e metallari. Ideologie, preconcetti e chi più ne ha più ne metta, fan da cornice a questo  mondo di facciata in cui tutti voglion sentirsi parte di un qualcosa di importante, un qualcosa di unico. Che cosa può essere più accattivante di una bella crociata? Una bella caccia alle streghe per estinguere quel sentimento di malinconia che un po' tutti sentiamo nel ricordarci quanto noi metallari siamo stati trattati male da ragazzini, quando anche noi iniziavamo ad affacciarci su un mondo fatto di idee diverse, di scoperte filosofiche, politiche e religiose che non erano l'ABC di quello che ti insegnavano a scuola o al catechismo. 

Va bene, la svastica! La maledetta svastica! Fosse stata la faccia del Che Guevara allora ci saremmo dovuti aspettare l'opposto? Un bel gruppo di nazi che andava a far bordello al concerto dei Taake perché Host aveva suonato con la faccia del Che dipinta sul petto chiamandolo magari "sporco comunista" anziché "sporco nazista"? Ma scusate, quando suonano i Napalm Death, vedete per caso una schiera di macellai che cerca di bloccare l'evento perche' son tutti vegani? Pensa se erano i Botanist!!! Mamma mia!

Ma quando i gruppi nazi cantavano in norvegese o in tedesco e voi, senza capire le parole, ascoltavate solo la musica e vi piaceva.. come avreste visto o vissuto il tutto se aveste saputo che cantavano di Adolfo e delle sue avventure politiche o di quell'idea di supremazia bianca di cui ci fa tanto schifo parlare ma che viviamo puntualmente quando disprezziamo l'ennesimo extracomunitario che ci passa sotto casa? Perché non ricordare qui gli eventi che caratterizzarono il secondo disco dei Type O Negative che, con il brano "Der Untermensch" e le loro idee di "destra", si ritrovaron con gli olandesi arrabbiati e che non li fecero suonare in Olanda nel lontano 1991?

Come vedete, cambian i tempi, cambian i generi ma il discorso di fondo é sempre quello. Che ci fa la politica nella musica? Perche' ci ostiniamo a strumentalizzare una delle cose piu' belle al mondo?

Perché' non iniziare ad accettare il fatto che si parli di musica estrema? Perché non iniziare ad accettare il fatto che l'estremismo purtroppo va in tante direzioni dal punto di vista psicologico e sociologico? In un momento come questo, in cui a livello nazionale ed internazionale i movimenti di destra son alla ribalta, perché ci stupiamo se quel sentimento di potere bianco é presente anche nella musica ed é piu' forte che mai? Pero', anziché fare i leoni da tastiera, la parte della persona ottusa che non ha di meglio da fare se non chiamare i carabinieri per denunciare il ragazzo punk che vive in un paese di mille anime, perché non iniziate a usare la stessa formula per fare la vostra musica o creare la vostra scena? Il movimento NSBM non si é formato in due giorni, perché non iniziare a metter le basi per un qualcosa di diverso e che sopratutto non abbia niente a che vedere con queste idee che non son altro che un'estensione del degrado psicologico dell'essere umano? Ci rendiamo conto che i politici e la politica son il fattore massimo di strumentalizzazione che abbiamo dopo la religione e che siamo talmente ottusi che ci stiamo cascando un'altra volta? 

Oggigiorno si parla tantissimo di antifa, di nazi, di vegani, di cristiani, di pagani e di qualunque cosa possa essere identificata come un movimento ideologico che possa per un momento farci sentir parte di un qualcosa di "grande" ed "importante". Credo sia interessante, da questo punto di vista, conoscere punti di vista differenti e perché no, parlare con esseri umani - non mostri - che hanno idee differenti dalle nostre. E' motivo di confronto e di crescita personale e culturale. 

Nel momento in cui prendiamo le parti di chi giudica, nel momento in cui non abbiamo niente di meglio da fare che giudicare un disgraziato come un nazi quando in realtà il tutto fa parte di un prodotto congegnato per esser venduto ad un pubblico di adolescenti che come noi un tempo "inizia ad affacciarsi su un mondo fatto di idee diverse, di scoperte filosofiche, politiche e religiose che non sono l'ABC di quello che ti insegnano a scuola o al catechismo", allora passiamo dalla parte del torto. 

Ancora? Si, aveva una svastica disegnata sul petto e fa commenti poco sobri! Iol che paura!!!! Iniziamo a distinguere i buffoni di qualunque colore e fazione, smettiamola di fare queste crociate che non servono a nulla. La politica é la brutta faccia di qualunque genere musicale perché spinge le persone a farsi strumenti di un sentimento collettivo che non ha niente a che vedere con la musica in se. Per fare un esempio stupido ma assolutamente sobrio, se domani fosse alla ribalta il comunismo allora si parlerebbe di "red metal"? Suona male solo a pensarlo! Tuttavia, siamo qui a parlare di una cosa tanto stupida quanto attuale. 

Volete fare politica? E fatela fuori dalla musica. Se davvero volete cambiare le cose, non cercate di cambiare la musica ma lavorate per cambiare il mondo in cui vivete. Forse non si arriverebbe a dar la caccia alle streghe e forse avremmo più tempo per ascoltare qualcosa che ci piace davvero anziché propaganda ignorante e poco interessante.

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