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Giuseppe Lombardo

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FOGALORD: Il video di "Daughter of the Morning Light"

Mercoledì, 24 Maggio 2017 19:30 Pubblicato in News

I FOGALORD hanno pubblicato il video per "Daughter of the Morning Light", brano estratto dal nuovo album "Masters of War", in uscita il 2 Giugno per Limb Music.

www.fogalord.com
www.limb-music.com

FOGALORD: La copertina del nuovo "Masters of War"

Domenica, 07 Maggio 2017 14:56 Pubblicato in News

Skiltron @ Legend Club, Milano (14/09/2016)

Venerdì, 16 Settembre 2016 10:37 Pubblicato in Live Report

È il 14 settembre 2016, e il sempre attivo locale milanese Legend Club, questa sera, ospita i folk/power metallers Skiltron, direttamente dall'argentina, che proprio durante questo Legacy of Blood tour debuttano nel nostro paese (questa è la terza e ultima data italiana).

Arrivo giusto in tempo per assistere a qualche pezzo degli Atlas Pain, gruppo sicuramente più estremo degli Skiltron, ma che sa il fatto suo, e grazie alla loro buona proposta “Sinfonico-Folkloristica” scaldano gli animi della cinquantina di persone accorse questa sera.
L'affluenza appunto, non è certamente quella che gli Skiltron meriterebbero, ma essendo nel bel mezzo della settimana era difficile aspettarsi di più.

Sono le 23.15, kilt e cornamuse sono pronti e gli Skiltron entrano in scena con la trascinante Highland Blood, pezzo estratto da Legacy of Blood, quinto album per la band capitanata da Emilio Souto, in uscita a fine mese. Non sarà questo ovviamente l'unico nuovo brano che la band presenterà questa sera.
Non mancano in scaletta alcune apprezzatissime hit “storiche” come Skiltron, Lion Rampant e, la mia preferita, Bagpipes of War, tutti pezzi “da battaglia” che fanno esaltare il pubblico milanese, non numeroso, ma sicuramente molto caloroso e accogliente. Il frontman Martin McManus addirittura sottolinea più di una volta come quello davanti a loro sia il miglior pubblico trovato in questo tour (fin ora). Che stia esagerando o meno non lo posso certamente dire, resta il fatto che l'accoglienza riservata dai presenti alla band argentina sia stata molto positiva.


Il gruppo è in grande spolvero, la sezione ritmica curata da Ignacio Lopez (basso) e Matias Pena (batteria) scandisce i tempi in maniera pressochè perfetta, costruendo una solida base sulla quale la chitarra di Emilio Souto e la cornamusa di Pereg Ar Bagol possono tessere assoli e melodie vincenti. Anche Martin McManus dietro al microfono è autore di una prova assolutamente positiva, dimostrando tutto il suo grande valore canoro e rivelandosi anche un ottimo intrattenitore.
Insomma, i nostri sanno come far divertire e l'ora e un quarto a loro disposizione trascorre piacevolmente senza intoppi, regalando anche un paio di sorprese come le cover di I'm Shipping Up to Boston (Dropkick Murphys) e It's a Long Way to the Top (AC/DC), brano, tra l'altro, che chiude il set.

 

Tirando le somme, penso di poter dire che la serata sia assolutamente riuscita. Tutti i presenti possono andar via soddisfatti per aver assistito a un concerto di prim'ordine. Unica pecca, come già detto, il numero non altissimo di partecipanti. Ma d'altro canto, questo ha fatto in modo che chi fosse presente sia stato più coinvolto dallo spirito battagliero della serata apprezzando maggiormente lo show (almeno per me è stato così).

LINE UP:
Martin McManus - Vocals
Emilio Souto - Guitars, Vocals
Pereg Ar Bagol - Bagpipes
Ignacio Lopez - Bass
Matias Pena - Drums

SETLIST:
- Highland Blood
- By Sword and Shield
- On the Trail of David Ross
- Hate of My Life
- One Way Journey
- The Brave's Revenge
- Rise From Any Grave
- Storm in Largs
- Hate Dance
- I'm Shipping Up to Boston (Dropkick Murphys cover)
- The Bonfire Alliance
- Lion Rampant
- The Vision of Blind Harry
- Bagpipes of War
- The Taste of Victory
- Skiltron

Encore:
- It's a Long Way to the Top (If You Wanna Rock'n'Roll) (AC/DC cover)

E' il 22 Gennaio, sono a Praga e Luca Turilli e i suoi Rhapsody sono qui questa sera, al club Nová Chmelnice, per portare il Prometheus Cinematic Tour nell'unica data “invernale” in repubblica Ceca (la band ci tornerà questa estate per presenziare al Masters of Rock festival).

La venue è veramente piccola per gli standard a cui i Rhapsody sono abituati dalle nostre parti (se ci stanno 400 persone probabilmente è già un miracolo), e di conseguenza anche lo stage non è tra i più spaziosi. Lo stesso Luca Turilli mi confida di come questa sera lo show potrebbe non essere dei migliori a causa di un sound non all'altezza (“una ciofeca” citando il maestro triestino) e appunto a causa del non ampio spazio a disposizione sul palco, cosa di cui Turilli stesso soffre in quanto, durante lo show, necessita sufficiente spazio per muoversi, per trasmettere quella grinta, quell'energia e quella passione che (secondo me) nessun'altro è in grado di trasmettere.

 

Sono le 19.45 circa, mi trovo in primissima fila (il locale è sprovvisto di barriere tra palco e pubblico) e sul palco salgono gli Asylum Pyre, band francese dedita a un discreto melodic metal che purtroppo non può essere giudicato appieno, a causa appunto di un sound confuso (colpa del locale certo, ma la mia posizione sicuramente non aiuta). I 5 francesi (tra cui anche Pierre-Emmanuel Pélisson, ex Heavenly) ce la mettono tutta, ed escono di scena dopo 45 minuti di concerto sotto gli applausi di un pubblico non ancora gremito.

La seconda band a salire sullo stage sono gli Iron Mask di Dushan Petrossi. Qui la musica cambia, il gruppo capitanato dal virtuoso belga non è sicuramente l'ultimo arrivato e il pubblico, ora un po' più numeroso, lo dimostra accogliendo il quartetto in maniera molto positiva. Da notare come la band in questo tour di supporto ai Rhapsody presenti il nuovo cantante Artur Almeida.
Il sound, ora è leggermente migliorato, e brani come Holy War, Like a Lion in a Cage e Feel the Fire scaldano l'atmosfera al punto giusto prima dell'ingresso in scena dei Rhapsody.

 

21.40: le note dell'intro Nova Genesis risuonano nel locale ceco. E' arrivato il momento da tutti atteso, è arrivato il momento dei Rhapsody! L'ingresso in scena dei nostri, affidato al classico Knightrider of Doom, è accolto da un enorme boato del pubblico, ora molto numeroso.
I suoni (dalla mia posizione) non saranno perfetti, ma si nota comunque un notevole miglioramento rispetto a quanto sentito con i gruppi precedenti.

I 6 musicisti dimostrano subito dal primo pezzo in scaletta di essere in grandissima forma. Rubano la scena in particolare il mastermind triestino alla 6 corde e il fenomenale Alessandro Conti al microfono. In questo genere, 2 musicisti con pochissimi (se non senza) rivali.

La scaletta si rinnova rispetto all'Ascending to Infinity Tour, mantenendo sempre una certa varietà con pezzi classici dei Rhapsody, pezzi della “nuova era” e un paio di chicche dalla discografia solista di Turilli.
Tra i tanti pezzi suonati, War of the Universe penso sia stata la sopresa più gradita. E' stata un'emozione immensa poter sentire dal vivo un altro pezzo estratto da Prophet of the Last Eclipse (secondo disco solista di Turilli, nonchè mio album preferito di sempre)

Le videoproiezioni (ancora più curate rispetto al precendente tour) non sono più una sorpresa, lo sono invece la presenza della soprano Emilie Ragni e del tenore Riccardo Cecchi come coristi, i quali migliorano la resa di pezzi come Unholy Warcry, Prometheus, Demonheart, Dawn of Victory e altri ancora.
Turilli e Leurquin alle chitarre svolgono un lavoro egregio. Chi conosce i Rhapsody, sa che moltissimi assoli sono constituiti da diverse linee di chitarra (una sorta di trademark di Turilli), e riuscire ad assistere a uno show in cui questi sono riprodotti esattamente come su disco è per me sempre un gran piacere (strizzo l'occhio ai Rhapsody of Fire, i quali non otterrano mai lo stesso eccezionale risultato con il solo De Micheli, per quanto indiscutibilmente bravo sia).

Dopo quasi 1 ora e mezza di concerto, Turilli e soci chiudono il set regolare con Dawn of Victory (cantata a gran voce da tutti). Ma c'è ovviamente tempo per sentire un paio di bis: la notevole Ascending to Infinity (preceduta dall'intro Quantum X) e l'intramontabile Emerald Sword (intonata a squarciagola, neanche a dirvelo, da tutto il locale).

Tirando le somme, non esagero se definisco la serata indimenticabile. Lo show è stato davvero impressionante, tutti i musicisti sul palco hanno dato anima e cuore per la realizzazione di uno show che rischiava di non essere tra i migliori. Luca e soci si sono divertiti sul palco di Praga, e soprattutto, hanno fatto divertire.
Tra non molto i Rhapsody calcheranno anche i palchi nostrani di Bologna, Roma e Milano. Dunque, se ne avete l'opportunità, vi consiglio fortemente di non perdervi questo “Cinematic Evening”.
Lo garantisco, sarà indimenticabile anche per il pubblico italiano.

(Foto di Lucie Podaná)

LINE UP:
Alessandro Conti: Voce
Luca Turilli: Chitarra
Dominique Leurquin: Chitarra
Patrice Guers: Basso
Alex Landenburg: Batteria
Van Eymery: Tastiere
Emilie Ragni: Cori (Soprano)
Riccardo Cecchi: Cori (Tenore)

 

SETLIST:
- Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis) (intro)
- Knightrider of Doom
- Rosenkreuz (The Rose and the Cross)
- Land of Immortals
- Aenigma + War of the Universe
- Ira Divina + Unholy Warcry
- Son of Pain
- Prometheus
- Drum Solo (basato sul tema di Game of Thrones)
- Il Cigno Nero
- The Astral Convergence (Dominique Solo)
- The Pride of the Tyrant
- Tormento e Passione
- Demonheart
- Bass Solo
- Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall pt. 2 - part V: Of Psyche and Archetypes (System Overloaded)
- Dark Fate of Atlantis
- Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall - Chapter 2: Fatum Mortalis (finale)
- Dawn of Victory

Encore:
- Quantum X + Ascending to Infinity
- Emerald Sword

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