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Federico Orano

Federico Orano

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Come di consuetudine durante il Leyendas del Rock, storico festival spagnolo, vengono già annunciate in anteprima alcune band che faranno parte della line-up nell'edizione successiva.

Questa volta possiamo trovare già grandi nomi come Nightwish e Doro (per l'anniversario di Triumph and agony) oltre che Sepultura, Sonata Arctica, Freedom Call...

Le date saranno 8-9-10-11 Agosto, sempre naturalmente a Villena vicino Alicante

https://www.facebook.com/LeyendasdelRockFestival/

Novità nella line-up degli Starbinary

Martedì, 15 Agosto 2017 09:46 Pubblicato in News
Riceviamo e pubblichiamo:
 
Siamo lieti e orgogliosi di annunciare l'ingresso nella Starbynary "family" del grandissimo 
batterista Alfonso Mocerino (Balletto di Bronzo,Temperance e Nebulae) !
Cogliamo l'occasione per ringraziare Andrea Janko per l'ottimo lavoro fatto insieme.
Rimanete sintonizzate che ci saranno altre novità nelle prossime settimane.

 

www.starbynary.com

 

Durante la Festa dell'Unicorno a Vinci, in occasione del live dei Rhapsody Reunion, abbiamo avuto l'occasione di incontrare Luca Turilli per un'interessante intervista tra passato e futuro dei Rhapsody e del chitarrista triestino.

 

Ciao Luca è un piacere ritrovarti. Questa nuova avventura coi Rhapsody Reunion vi sta portando in giro per il mondo e le prime date vi hanno dato grosse soddisfazioni. Cosa ci puoi raccontare di questo inizio? Qualche particolare sui fans sudamericani da sempre molto attaccati alla band?

E' stato fantastico e quasi inaspettato per certi versi anche perchè dopo tanti anni, lo split e ora la reunion per il ventennale non ci aspettavamo tutto questo affetto.

Tra l'altro è incredibile perchè all'inizio neanche lo sapevo fosse questo l'anno del ventennale, quando mi è stato proposto di fare qualcosa ho risposto “Non so, vediamo, ora ho la mia band”... Ma poi ho detto siamo nel 2017 cosi ho parlato con Fabio e ci siamo messi d'accordo. Peccato che Alex non abbia partecipato.. ci dispiace non averlo con noi e così c'è stata questa decisione presa a tavolino di non prendere un tastierista per questo tour, come forma di rispetto. Comunque abbiamo sempre avuto il 90% delle tastiere in samples. Chiaro che per la presenza fisica ci dispiace comunque tornando al discorso di prima è stato un successone dappertutto, sold out ovunque.. il Sud America ci ha sempre considerati benissimo, ma ci siamo trovati con più gente di quanta ne avevamo prima. L'effetto reunion è stato formidabile quindi ora continuiamo finchè c'è interesse, pensiamo di andare avanti fino a Marzo del prossimo anno. Ci siamo mossi tardi tra una cosa e l'altra e così quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura comunque, nonostante l'assenza di Alex, abbiamo perso qualche festival. Però c'è l'interesse di qualche promoter così probabilmente finiremo con qualche club show europeo per terminare il tour. E così finirà tutto.

 

 

Ecco appunto, proprio qui ti volevo. Non c'è la possibilità come per successo per i Rage con Peavy di portare avanti entrambe le band: coi Rhapsody Reuniun facendo dischi in stile primi Rhapsody e coi LT Rhapsody continuare il tuo sound cinematografico?

No perchè il concetto è proprio di celebrare questo genere che ci ha dato tanto in questi anni ma adesso io faccio altre cose. Poi questo non vuol dire che non lavorerò più con Fabio anzi ritengo Fabio uno dei più grandi cantanti in circolazione e sento che c'è interesse per qualche nuovo progetto con lui, ma parliamo di cose nuove, parliamo di progetti di rock sinfonico alla Queen, voglio fare qualcosa di diverso con lui. Lo vedo più come un cantante alla Freddie Mercury che gli puoi comporre qualsiasi cosa.

Ma il genere che andiamo a celebrare stasera no, ora sto componendo altre cose, sarebbe come un ritorno al passato, come un passo indietro

Abbiamo dato quello che abbiamo dato in questo genere, il massimo che potevamo dare e adesso ci poniamo verso altri orizzonti.

I fans a volte vorrebbero la ripetizione di certe cose ma l'artista se è un vero artista parla attraverso l'arte. Sai per ogni album passano 2-3 anche 4 anni, per cui ora che comincio ad essere adulto ti rendi conto che ogni disco è un passo importante della tua vita, non come da giovane che pensi di essere immortale, quindi dosi le cose, le calcoli bene per cui ogni album che voglio fare deve soddisfare il mio cuore e la mia anima altrimenti non ha senso perdere 5 anni di vita per qualcosa in cui non credo e che faccio solo per fare un piacere a qualcuno. E' qualcosa che fai per te stesso altrimenti se facessi musica commerciale farei qualcosa alla David Guetta per intascare soldi, per far contenti tutti invece no. Poi sei contento se il tuo prodotto piace a tanta gente però l'artista deve sempre soddisfare il proprio cuore e la propria anima.

 

Si celebrano 20 anni di Rhapsody. Ti saresti mai aspettato all'inizio di ottenere così tanto successo, di influenzare un'intera generazione. Noi siamo cresciuti con “Legendary tales” e “Symphony of enchanted lands”, ci avete segnato l'adolescenza e tutta la vita.

Questo è bellissimo, sai all'inizio siamo venuti su partendo dalla realtà piccola triestina e poi passando subito trasversalmente all'estero senza passare per conoscenze o per il mercato italiano. Non avevamo nessun contatto siamo partiti da ragazzini ascoltando i dischi di Helloween, Blind Guardian etc e copiando dai loro booklet gli indirizzi delle case discografiche per spedire i nostri demo. Roadrunner Records e tutte quelle grandi case discografiche e su 20 pacchetti abbiamo ricevuto solo due risposte, tanti sono anche tornati indietro perchè probabilmente abbiamo anche sbagliato qualche indirizzo. Due manager tra l'altro ci hanno risposto, uno era Limb e un altro manager. Noi scegliemmo Limb che era relazionato ad alcune band che amavamo in quel periodo e così abbiamo cominciato. Ci è arrivato questo contratto via fax. Eravamo eccitatissimi con questo foglio che si materializzava davanti ai nostri occhi (all'epoca naturalmente non c'era internet) con qualche frase importante. Quindi siamo entrati subito in questa realtà importante di botto e cosi non ci siamo neanche goduti il fatto di questo successo. Poi all'inizio anche a livello contrattuale non godi del successo economico è più uno sfruttamento.. ci può stare un po' come nei talent show che ci sono ora. Trovano il talento, investono su di te però all'inizio sei sfruttato. Se riesci poi a mantenere la tua nomea, la tua fama nonostante il primo contratto allora puoi esplodere come abbiamo alcuni casi nazionali, vedi Mengoni e tanti altri resistiti al fattore talent. Per noi è stato così all'inizio quando ci hanno detto avete venduto 70 mila copie nelle prime 3 settimane col primo album noi dicevamo “Boh, è bene o male?”. Sapevamo di questi Helloween che vendevano milioni di copie con i Keepers.. Poi col secondo album dove abbiamo raggiunto 200mila copie in poco tempo abbiamo capito che stava succedendo qualcosa anche perchè poi i giornalisti come te cominciavano a parlare di noi dicendo che nascevano tante band influenzate dal nostro sound etc.. Vuol dire che la voce si sparge, così ad un certo punto abbiamo detto “qualcosa di buono stiamo facendo”.

 

 

Quindi già dai primi tempi, quelli dei Thudercross, la vostra idea era quella di creare questo sound sinfonico ed epico?

Epico! Perchè noi venivamo dagli Helloween per la melodia e Manowar per l'epicità.. Sai agli inizi, ai tempi dei Thundercross ero addirittura io il cantate ma avevamo già alcuni pezzi come “Land of immortals”. Onestamente inizialmente io ascoltavo Duran Duran, Pet Shop Boys. neanche ascoltavo l'heavy metal. Poi sono arrivati gli Europe. Addirittura pensa questo aneddoto, all'inizio ascoltando “The final countdown” questo pezzo splendido ed epico, quando arrivava l'assolo dicevo “Ma cos'è questa cosa che rovina il brano, peccato” E adesso lo considero uno dei più grandi assoli in quello stile. Quindi gli Europe son stati fondamentali per noi e a seguire il passaggio agli Helloween era quasi scontato viste le loro melodie. Sono passato così all'heavy metal, eravamo giovani, l'età un po' da ribelle cosi mi sono avvicinato a King Diamond, Metal Church, Crimson Glory... però mi sono innamorato subito dopo dei Manowar per la loro epicità. Perchè mi attraeva questa grandiosità, il Valhalla, la mitologia nordica già dai tempi della scuola. Così trovare una band che aveva questi testi e questa epicità era il massimo. E poi nonostante a quei tempi amassi solamente i cantanti che andavano altissimo (Kiske, Midnight..) adoravo Eric Adams. Per cui ero influenzato dai Manowar e dalle colonne sonore come Conan, anche se a quei tempi non c'erano gli effetti speciali di oggi, però rendevano. Questa combinazione ci gasava. Poi ho capito nel tempo che questa ricerca dell'epicità nella mia musica è quasi una risposta ai grandi quesiti della creazione: “Da dove vengo?” “dove andiamo?”... con la musica epica e sinfonica entri quasi in contatto coi misteri della creazione, non so come dire.. ti senti in contatto col significato della vita, dell'esistenza e l'ho capito negli anni perchè ho sempre adorato questi narratori nei film e certi elementi epici e trionfali. E poi i nostri testi son sempre stati un inno alla vita e a madre natura. Io vivo a Trieste tra il mare e la collina.. in mezzo alla natura, un posto bellissimo dove mi son sempre sentito in contatto con la natura. E questi elementi hanno sempre ispirato la discografia Rhapsody dagli esordi fino ad ora... anche se ora faccio altre cose. Siamo nati spontaneamnete in questa direzione. Non mi è mai piaciuta una band senza tastiere o qualcosa che non dia un di più rispetto al classico sound rock'n'roll formato da basso-batteria-chitarra-voce.. Ora mi piacciono i Muse che anche se sono classicheggianti hanno molte orchestrazioni, quindi capisci che mi piacciono queste sonorità alla Queen...

 

Per creare questo sound epico vi siete rivolti ai Gates Studios di Sasha Paeth o è stata una scelta imposta dalla vostra etichetta?

Il suono si era già creato nei demo. Quando ci ha contattato Limb era il 93 fino al 98 noi facevamo dei demo per lui creando il sound tipico dei Rhapsody. E devo dire che siamo stati fortunati perchè quando siamo entrati nei Gates Studios se non fosse stato per Limb che ci appoggiava non sarebbe mai uscito il nostro primo disco e addirittura i Rhapsody non sarebbero mai esistiti. Perchè quando siamo arrivati e abbiamo ascoltato il lavoro di Sasha, lui si era preso la libertà di cambiare qualcosa rispetto i demo e sapavamo che faceva cosi con altre band. Ci aveva levato tutta la doppia cassa e buona parte dell'orchestrazione dicendo “questa cosa non potrà mai funzionare” ora te lo direbbe anche lui scherzando, è un amico. All'inizio era lui il produttore poi ci siamo arrangiati noi arrivando in studio sapendo cosa volevamo al minimo dettaglio. Ma quella volta eravamo ragazzetti e ci siamo trovati il demo completamente cambiato. E noi non volevamo una cosa del genere. La nostra idea era diversa, volevamo il sound che avevamo creato, cosi è stato fondamentale proprio Limb dopo aver ascoltato il demo di Sasha ha detto “No Sasha preferisco il demo dei ragazzi” e così questa è stata la salvezza di tutto e per questo dirò sempre grazie a Limb. Così Sasha ha detto okey e col tempo si è accorto che funziona.

 

Come nascevano quei brani storici, le orchestrazioni e tutto il resto che poi sono diventate esempio per tante altre band? Come avete fatto ad incidere “Symphony” solamente un anno dopo il debutto?

Nella prima fase Rhapsody non c'erano queste orchestrazioni incredibili come quelle che posso usare ora nei miei nuovi lavori. Oggigiorno coi grandi computer ho tutta l'orchestra a casa, a quei tempi usavamo solamente la tastiera, nota per nota, non esistevano quei software che ci sono ora. E' incredibile cosa puoi fare a casa oggi, io ho uno degli studio più grandi d'Europa, tutti gli strumenti che esistono ad un qualità incredibile. Pensa che sono riuscito quasi a imbrogliare dei musicisti che suonano in una vera orchestra; mescolando varie librerie puoi ottenere il suono perfetto. Ma quella volta ci incontravamo io e Alex e suonavamo nota per nota, passavano giorni, mentre gli altri andavano a divertirsi noi lavoravamo sui brani tutto il giorno chiusi in casa. Abbiamo investito nell'arte che non è poco.

 

Symphony è uscito subito perchè avevamo già dei pezzi pronti, come “Beyond the gates of infinity”, “Dark tower of abyss”, facevano già parte di quei demo che incidevamo per Limb quindi è stato facile uscire subito con un album ad un anno di distanza. Penso questa sia stata anche la difficilta di altre band, perchè nessuno aveva voglia di star li giorno e notte con le tastiere nota dopo nota cercando di replicare il sound di Danny Elfman e di quelle colonne sonore di quel periodo, come il primo Batman di Tim Burton. E' questo che ha fatto la differenza. Malmsteen faceva musica classica suonata con strumentazione moderna, noi volevamo proprio inserire la musica classica e la musica da film e tentare di metterla in questo power metal, come è stato definito, anche se noi non eravamo molto d'accordo con le etichette che ci davano le case discografiche, come hollywood metal, filmscore metal. Comunque li è stata un po' la nascita del symphonic poi pensa che anche tante band black metal erano nostre fans e hanno inserito questa componente sinfonica nei loro dischi. Se pensi agli inizi c'erano davvero tanti fans anche tra le altre band, che ci inserivano nei credits dei loro dischi come ispirazione, addirittura Tuomas dei Nightwish o i Within Temptation... poi alcune hanno fatto strada anche più di noi altre sono scomparse, c'era troppa imitazione. Perchè la regola è che quando una band nuova ha lo stesso sound e non propone niente di più viene schiacciata dalla band madre. Ma se escono troppe band copia viene danneggiata anche la band madre, perchè quando diventa una moda poi la gente critica dicendo “è sempre lo stesso sound etc...” Quindi devi essere bravo e seguire il tuo cuore.

 

Riascoltando oggi quei dischi come li senti?

Beh li ascolti con piacere e col sorriso sapendo che non potevi in quel momento avere i suoni attuali, però ti devo dire che nonostante tutto anche i giornalisti mi dicono che nel 97 siamo stati bravi perchè un disco come “Legendary tales” era già molto professionale per l'epoca se tieni conto che a quei tempi non era facile partire subito così. Per molte band il primo disco era più un demo, vedi i Nightwish.. anche Tuomas considera l'esordio più come un demo, infatti loro partono da Oceanborn. Devo dire che ascoltando Legendary Tales dopo tanti anni mi viene da dire: “non è affatto male”.

 

 

Bene Luca Grazie del tuo tempo. Ti chiederei di chiudere parlando dei tuoi prossimi impegni allora.

Siamo arrivati alla fine di un ciclo. Come detto questo non vuol dire che non lavorerò più con Fabio. Ci siamo amati e odiati in questi 20 anni, ma in così tanto tempo è normale, come succede in ogni famiglia anzi siamo stati bravi a stare uniti e resistere facendo 10 album sulla stessa saga portandoli a compimento dall'inizio alla fine, una saga epica e incredibile. Parlavamo dello split già prima io e Alex ma abbiamo aspettato la fine della saga per poi dividerci in amicizia. Ora sono passati anni . Però artisticamente con Fabio ci siamo sempre trovati bene, lui mi considera un gran compositore io considero lui un gran cantante quindi puoi litigare quanto vuoi ma alla fine l'arte vince sempre. Per cui ora ritrovarci è stato incredibile, il nostro rapporto è ottimo ci troviamo benissimo in questa avventura e così quando le cose vanno bene dici”ma perchè non lavorare ancora insieme?”. Soprattutto dal punto di vista compostivo se un cantante ti stimola come Fabio non c'è niente che ti possa fermare.

 

Per quanto riguarda i LT's Rhapsody quindi cosa mi dici?

 

Per ora siamo in stand by abbiamo questa cosa incredibile dei Grammy Awards, sarebbe un evento storico, incredibile che cambierebbe tantissime cose, ma siccome se ne parla per il 2018 siamo in standby. Intanto mi sto dedicando a questo nuovo progetto commissionato dalla Nuclear Blast che sarà una top priority per il prossimo anno. Sarà il mio primo progettone, particolare, mai fatto fino ad oggi. E' una cosa a cui credo, come dicevamo prima, faccio solo cose a cui tengo ciecamente. Come fare qualcosa con Fabio direi subito, “si lo farei”. Quindi questo progetto è a buon punto sono arrivato alla fine del mio demo, se ne parla per il prossimo anno e poi questi Grammy che potrebbero portare a tutto o a niente. Comunque anche se il sound cambia, questo progetto piacerà al 90% dei miei vecchi fans perchè comunque non potrei fare un lavoro che non abbia la componente sinfonica, è il mio stile, è quello che mi prende l'anima. Gli ultimi anni della vita li prepari all'anima, ho sempre adorato le orchestrazioni ed il segreto è poi usare la chitarra elettrica per dare potenza al sound e maggior impatto all'orchestra sinfonica. Per cui anche se non ci sarà la doppia cassa degli esordi ci sarà sempre la verve, l'energia e l'aspetto sinfonico che mi han sempre caratterizzato.

COLONY OPEN AIR PalaBrescia (Brescia) – 22 luglio 2017

Giovedì, 27 Luglio 2017 02:49 Pubblicato in Live Report

Innanzituto credo sia doveroso riconoscere agli organizzatori del Festival  una costanza ed una perseveranza assolutamente fuori dal comune. Con tutti i problemi e le avversità incontrate (l'annullamento' del tour europeo dei Morbid Angel a una settimana dal festival, l'imposizione di "bizzarre" ordinanze e lo stravolgimento dei piani di sicurezza imposti dalle Autorità locali nonché il cambio di ubicazione avvenuti il giorno prima dell'evento) chissà quanti avrebbero gettato la spugna. Dunque complimenti e massima stima e appoggio a Roberto e a tutto lo staff del Colony! Come conseguenza di tutti questi impedimenti dell'ultima ora, praticamente tutti i gruppi saranno costretti ad accorciare  la propria set list: peccato anche se, a mio modesto avviso, l'esito globale della giornata sarà assolutamente positivo.

Superati i severi controlli al cancello di entrata, dove molti hanno dovuto abbandonare o riportare nelle proprie auto, "armi improprie letali" tra cui cinture, collane e bracciali borchiati, alle dodici e trenta tutto è pronto per cominciare. Aprono le danze i mitici SKANNERS che con oltre trent'anni di onorata carriera sono uno dei pilastri più solidi e affidabili del metal nostrano. Dal vivo sono assolutamente irresistibili e, trascinati dall'istrionico e simpaticissimo Claudio Pisoni alla voce, danno vita ad uno show fenomenale. Meglio di così non si poteva partire. Rabbiosa e aggressiva l'esibizione dei bresciani IN.SI.DIA: giocano in casa e nonostante il pubblico non sia ancora sufficientemente numeroso, danno il massimo e ottengono un consenso totale. Dieci minuti per il cambio di palco ed è la volta degli inglesi HELL, band che per varie ragioni non è mai riuscita a suo tempo (si parla degli anni 80) a incidere un disco e che solo dopo la reunion avvenuta agli inizi del nuovo millennio ha pubblicato due ottimi lavori. Lo spettacolo che propongono è sempre di grande impatto sia per l'immagine oscura e spettrale del gruppo sia per la sinistra teatralità del cantante David Bower con le immancabili lenti a contatto rosse e la corone di spine. Band tecnicamente molto preparata e show ineccepibile. Bower grande cantante e grande performer (sanguina, scende tra il pubblico, si flagella…davvero un bel tipo). C'era molta aspettativa per gli olandesi ASPHYX che non deludono. Tre quarti d'ora circa di headbanging cadenzato, atmosfere pesanti e, durante 'Vermin' e 'Candiru', primo serio moshpit della giornata. Dal Giappone una band leggendaria, i LOUDNESS capitanati dal virtuoso chitarrista Akira Takasaki e dal cantante Minoru Niihar aprono con la leggendaria 'Crazy Nights' dall'altrettanto leggendario "Thunder In The East". Bravissimo anche se a mio avviso nervoso e forse un po' emozionato il primo, più disinvolto e casinaro il cantante, appena claudicante ma con una carica e un'energia contagiosa. I DEATH ANGEL finiranno con l'avere una setlist ancor più ridotta rispetto alle altre band a causa della loro scelta di utilizzare, quindi montare, il proprio impianto. Il risultato è un buon suono, pogo e circle pite, insomma uno show tostissimo ma molto breve. Mark Oseda sempre grande frontman e trascinatore. Altra band storica di culto che vedo per la prima volta sono i DEMOLITION HAMMER, fautori di un thrash diretto, tiratissimo, senza compromessi. I newyorchesi non sono proprio degli sbarbatelli ma hanno un carica brutale davvero invidiabile. La loro discografia è piuttosto ridotta (tre album editi tra il '90 e il '94) e sono in tanti quelli che sembrano conoscerla alla perfezione. Ancora cori e pogo selvaggio.

Altra grande band che gli amanti delle sonorità ottantiane aspettavano con ansia sono i canadesi EXCITER. La formazione è quella originale con John Ricci alla chitarra, Allan Johnson al basso e Dan Beehler batteria e voce. Show perfetto sotto tutti i punti di vista. Cuore, potenza e determinazione: siamo in molti a pensare che forse avrebbero meritato un posto più alto in scaletta. Massicia la partecipazione di tutti i metalheads presenti che, corna e pugni al cielo cantano a squarciagola "Violence & Force", eavy Metal Maniac" o la conclusiva "Long Live The Loud".
Semplici, sanguigne, dirette ed estremamente efficaci le composizioni dei
SACRED REICH, ennesima banda culto riunitasi recentemente. Thrash classico, potente e senza orpelli, show davvero trascinante. A causa di qualche problema tecnico Phil Rind deve chiedere in prestito il basso al collega dei Demolition Hammer che ringrazierà calorosamente. Nonostante l'immagine paciosa e bonaria di Rind (che farà un breve discorso contro il presidente Trump tacciandolo di ignoranza, stupidità e chi più ne ha più ne metta) lo show che dirige è pesantissimo e scatena un pogo esagerato. Apprezzata da tutti anche la cover di 'War Pigs' dei Black Sabbath.
I
WHINTERSUN mi piacciono parecchio anche se non mi sembrano particolarmente in linea con il cartellone della giornata e, purtroppo, lo dimostra il diradarsi del pubblico. In ogni caso ho trovato i finlandesi in grande forma e in grande forma anche il magnetico Jari Maenpaa con la sua voce tagliente. Dopo due false partenze dovute a problemi tecnici, iniziano con la lunghissima 'Awaken From The Dark Slumber (Spring)', purtroppo penalizzata da suoni terribili. Suoni che fortunatamente migliorano durante lo svogersi dell'esibizione e che consentono al gruppo di farsi apprezzare e recuperare il pubblico che in principio latitava. Ottimo lavoro svolto da entrambi i chitarristi sia a livello musicale che scenico. E' giunta l'ora dei KREATOR, vera istituzione del thrash metal made in Europe. Ogni concerto dei tedeschi è una battaglia, sopra e sotto le assi, in sala, dove numerosi metalheads si vedono volare e surfare sopra le teste dando da lavorare allo staff della security. Setlist piuttosto lunga, probabilmente l'unica band cui è stato concesso di suonare l'intera scaletta prevista. Partono a bomba con 'Hordes Of Chaos', 'Phobia', e 'Satán Is Real' dall'ultimo album "Gods Of Violence"del quale suoneranno parecchi pezzi. La discografia è decisamente lunga e cercano di pescare un po' da ogni lavoro: quindi vai con 'Phantom Antichrist', 'Total Death’, 'Pleasure To Kill'. Ottimo show e solito muro sonoro a cui ci hanno abituato. Mille Petrozza, sempre molto concentrato, ha uno sguardo tranquillo e allo stesso tempo minaccioso...decisamente poco rassicurante. Set list molto buono e suoni decenti, come immaginavo non hanno deluso.

 

In conclusione, cartellone di grandissimo interesse e gran bel festival. Tante bellissime bancarelle di vinili, cd e letteratura musicale. Ottima le birre, stolta l'ordinanza che vietava di bere all'interno della sala ma me ne sono fatto una ragione.

Qualche problema c'è stato ma mi dissocio completamente dalle polemiche e dai post lamentosi letti a fine giornata: chi voleva divertirsi poteva farlo e io mi sono divertito un casino.

 

Testo e foto: Cesare Macchi

 

 

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