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Dirkschneider + Anvil @ Circolo Colony (09/04/2016)

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Quella che ho avuto modo di vedere sabato scorso al Circolo Colony non è stata una serata qualunque per diversi motivi.
Il primo è che vedere il buon vecchio Udo Dirkschneider dare il benservito ai pezzi degli Accept con un mega tributo di 2 ore e passa a quegli anni era un'occasione imperdibile, il secondo il fatto che di spalla c'erano i mitici Anvil di Steve Lips e Robb Reiner, il terzo il fatto che ho potuto interistare il carismatico leader della band di supporto.

Un locale che, a detta del buon Roby (il gestore) ha superato ampiamente il record di presenze, arrivando a sfiorare quasi il sold-out. In effetti la sensazione di sublimazione metallica, quando arrivo, si acuisce appena attaccano a suonare i Burning Rome, gruppo di apertura 100% italiano che propone una sorta di nu metal con reminescenze prog. Diciamo che una proposta musicale simile non era proprio la più adatta per una serata praticamente al 100% heavy metal anni 80', ma i nostri affrontano la cosa con energia e vigore portandosi comunque a casa un po' di applausi e regalandoci un buon aperitivo in attesa del primo piatto della serata.

Il livello di sauna, a questo punto, si alza esponenzialmente non appena vengono scoperti gli stemmi e la strumentazione degli Anvil: Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd fa da intro alla successiva March of the Crabs, opener strumentale direttamente dal mitico Metal on Metal. Ma Lips dove diavolo è? Ed ecco che appena me lo chiedo lo vedo apparire dietro di me, in mezzo al pubblico, a urlare nei pick-up della sua Oktober "We are Anvil, and we play heavy metal!". Niente da dire sulla prestazione della band: il nuovo acquisto Chris Robertson è un diavolo da palcoscenico e con Lips e Robb se la canta e se la balla come se non stesse suonando, mentre i due pilastri della band ci investono letteralmente con un muro di suono tra riff di chitarra e quel modo di suonare la batteria che solo Reiner possiede. La scaletta varia da pezzi più di culto, come ovviamente 666 e Ooh Baby, fino ad abbracciare anche la nuova produzione della band con una graditissima Badass Rock'n'Roll o l'opener del nuovo Anvil is Anvil: Daggers and Rum. Momento di particolare commozione quando Lips, prima di suonare Free as the Wind, dedica il pezzo a R.J. Dio e a Lemmy dicendo che al mondo non ci sarà mai nessuno come loro (cosa che, come leggerete, mi ha anche ripetuto nella nostra intervista), mentre ci esaltiamo a mostro quando parte Mothra con il famoso "assolo di vibratore"! La chiusura finale è ovviamente affidata al classico dei classici Metal on Metal, cantata da tutto il Colony a squarciagola come un vero inno di chi ha vissuto i mitici anni 80', ma anche delle generazioni successive.

Setlist:

1. March Of The Crabs
2. 666
3. Oooh Baby
4. Badass Rock’n’Roll
5. Winged Assassins
6. Free As The Wind
7. Daggers And Rum
8. Mothra
9. Swing Thing
10. Die For A Lie
11. Metal On Metal



Dopo una mezz'oretta di pausa, allestito il palcoscenico, l'atmosfera inizia a farsi veramente tesa. A dire la verità non avevo mai visto lo stage del Colony allestito in questo modo: due barriere color militare con dei passanti fanno da separazione al retropalco, mentre la batteria è nelle retrovie, coperta, fino all'inizio dello show, da un telo appositamente sistemato per ovvie ragioni scenografiche. Ai lati delle percussioni, 12 grossi led saranno la cosa che ci stordirà di più durante lo show... Insomma, una situazione che sin dall'inizio sembrava studiata appositamente per farci saltare e gridare come forsennati.
Ed è sulle note di Just a Gigolo che viene introdotto il concerto: due cannoni di fumo alzano una colonna che oscura la vista e il riff inconfondibile di Starlight irrompe sul Circolo Colony come una furia. Udo Dirkschneider è in ottima forma e ci spara addosso uno dopo l'altro tutti i pezzi più classici degli Accept, passando tranquillamente da I'm a Rebel fino a Winter Nights, accompagnato dai suoi U.D.O. che replicano e interpretano quello che altrimenti avrebbe fatto la classica formazione della band teutonica. Parlare di questo concerto è veramente troppo difficile: troppi i pezzi immortali portati in palcoscenico dalla band, troppe le emozioni. Potrei parlarvi dei cori su Princess of the Dawn, potrei parlarvi della gente che saltava su Screaming for a Love Bite, potrei ancora citarvi anche le reazioni entusiaste su Monsterman, il pezzo più recente proposto.

Eppure, nell'emozione del momento, non mi è sfuggito un Dirkschneider che "faceva il suo mestiere". In fondo ormai il buon singer ha preso tutt'altra direzione, forse per questo mi è sembrato che alla fine fosse si preso dal live, ma in fondo sapesse che questa, rispetto alla sua direzione artistica, era solo una specie di "marchetta". Ciononostante i quattro pezzi finali sono in grado di spazzare via qualsiasi mio dubbio: la scena si riapre sulla doppietta Losers and Winners e Metal Heart, anthem che cantiamo tutti alzando le corna con una mano mentre l'altra la teniamo sul cuore, mentre a seguire veniamo invitati a cantare il coro iniziale di Fast as a Shark. Può poi mancare la mitica Balls to the wall? Ovviamente no! E a sorpresa, ormai esausti, l'ultima traccia suonata è Burning, anthem sul quale tutto il Colony comincia a ballare anziché pogare, al ritmo del buon vecchio rock'n roll senza il quale la nostra amata musica non sarebbe mai esistita.

Insomma, una serata davvero pazzesca, un locale ben gremito e una atmosfera allegra e "nostalgica" come si deve. Con una line-up simile era impossibile restare fermi, così molti di noi si sono scatenati fino all'inverosimile divertendosi e facendoci rendere conto che, comunque, l'heavy metal è ancora qualcosa che alberga nei cuori delle persone molto profondamente.

Setlist:

1. Starlight
2. Living For Tonite
3. Flash Rockin’ Man
4. London Leatherboys
5. Midnight Mover
6. Breaker
7. Head Over Heels
8. Neon Nights
9. Princess Of The Dawn
10. Winterdreams
11. Restless And Wild
12. Son Of A Bitch
13. Up To The Limit
14. Wrong Is Right
15. Midnight Highway
16. Screaming For A Love-Bite
17. Monsterman
18. V. War

Encores:

19. Losers And Winners
20. Metal Heart
21. I’m A Rebel
22. Fast As A Shark
23. Balls To The Wall
24. Burning

Ultima modifica il Martedì, 12 Aprile 2016 00:03
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