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22 Ago

Agglutination 2018 - Il Live Report !

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Sono circa dieci anni che per me ogni agosto è fisso l’appuntamento con l’Agglutination Metal Fest, a Chiaromonte, in provincia di Potenza. Molti sono stati i grandi nomi che si sono susseguiti sul palco del più grande festival metal del sud Italia, tra cui vale la pena citare Cannibal Corpse, Carcass, Therion Marduk e molti altri. Questa volta, è stata una edizione, la ventiquattresima, che parlava quasi totalmente italiano, infatti ad eccezione degli olandesi Pestilence, tutti i restanti gruppi provenivano dal nostro Paese (alla faccia di chi considera l’Italia totalmente estranea al mondo metal !)Purtroppo, un po’ per paura della minaccia della pioggia (il meteo prevedeva nuvole nere su Chiaromonte per il diciannove agosto), un po’ per stupidi ed infondati pregiudizi sulle band italiane, che ancora aleggiano nell’ambiente, i presenti non erano tantissimi, almeno fino alle 20, dopo di che, il campo ha iniziato a riempirsi. La prima band ad esibirsi, quella con l’ingrato compito di sciogliere il ghiaccio, sono stati i “Rome in Monochrome”, che purtroppo sono stati penalizzati dal poco pubblico presente. Tuttavia, hanno saputo riscaldare bene l’ambiente con una massiccia dose di atmosfere e metal oscuro e malinconico. Subito dopo è toccato ai salernitani “Circle of Witches”, che hanno dato ai presenti la giusta scarica di Heavy Metal che cercava. Infatti molti hanno apprezzato la performance, a giudicare dalle corna alzate in direzione del palco, tutt’altro genere rispetto alla band precedente e molto probabilmente più adatta ad un clima di festa.Quello che è un vero peccato invece, è che il black metal viene sempre molto penalizzato, quando è ancora giorno. Infatti gli “Ad Noctem Funeriis”, si sono esibiti quando il sole era ancora lontano dal tramontare e, nonostante i sempre accattivanti faccioni dipinti di bianco e nero e i vari spuntoni su braccia e gambe, l’atmosfera che la band pugliese ha creato, è stata purtroppo dimezzata nell’efficacia. Quello che non è cambiato di un decimo invece, è la carica oscura e malsana che traspariva dal black metal dei nostri, che hanno anche presentato alcuni pezzi dall’ultimo lavoro in studio, cioè lo split album con Infernal Angels e Catechon.Dopo questa scarica di aggressività nera, è tempo di smorzare i toni e riprendere il clima di festa e, cosa succede se agli Steel Panther, aggiungi gli Skorpions e i Kiss? Ecco che saltano fuori i “Witchunter”, band dell’abruzzo che ha veramente riscaldato l’atmosfera con una scarica di Trash-speed, ma soprattutto una bella dose di Heavy Metal e Rock’n Roll, con tanto di cover dei Kiss !Ed ora, si inizia a fare sul serio, i primi dei grandi nomi a salire sul palco, sono i “Necrodeath”, la storica band Ligure che non ah di certo bisogno di presentazioni, è stata quella che è riuscita a catturare l’attenzione dei presenti e, purtroppo, anche Flegias e co. Sono stati penalizzati dal fatto di essersi dovuti esibire prima del tramonto. Dopo di loro, sono i “Folkstone”, una belle band più attese dal pubblico presente che si raggruppa velocemente sotto al palco, a deliziarci con la loro performance che, a mio avviso, è quella più alta tecnicamente, non solo per l’uso di strumenti non convenzionali nel metal, come cornamuse e flauti, ma anche per la capacità dei vari membri di scambiarsi di posto e cambiare strumento tra una fase e l’altra di una stessa canzone! Veramente ammirevole, sublime. Ed ecco il turno dell’unica band estera del bill dell’Agglutination, ovvero i Pestilence. Una cascata di Death-Thrash che non conosce un secondo di pace. Il palco si infiamma e gli olandesi non lasciano passare neanche un secondo tra un brano e l’altro, tanto che è quasi impossibile distinguere lo stacco. Non un attimo di pace, nessun prigioniero per i Pestilence che con le distorsioni granitiche e la batteria in up, hanno distrutto letteralmente il palco e tutti i presenti! Una vera macchina da guerra. Ma, calate le luci, ecco che è il grande momento, quello che tutti aspettavano, i mitici Death SS stanno per salire sul palco e già l’atmosfera inizia a farsi terrificante.Due druidi incappucciati, entrano in scena portando una bara e immagini esoteriche e spaventose, iniziano ad essere proiettate sul tabellone alle loro spalle. Appena i riflettori si accendono, una malsana e blasfema cantilena viene recitata dai due loschi figuri ed il Fantasma, il lupo mannaro, la mummia e lo zombie salgono prendono posto con i loro strumenti pronti a scatenare l’horror metal ed è allora, dopo i giri iniziali con tanto di fiamme e croci in bella mostra sul palco, che Steve Sylvester salta fuori dalla bara e saluta il pubblico in delirio. Scenografie spettacolari come sempre, lo show dei toscani fa impallidire alcuni dei presenti, proprio accanto a me vedo le facce di due signore sbiancare, spaventate dalle immagini horror ed esoteriche proiettate sullo sfondo, che immediatamente dopo il primo pezzo, lasciano il pubblico contrariate (!!!) Molti sono i pezzi classici della band, accompagnata da tanto di performer non lasciano nulla all’immaginazione, Horrible Eyes, Lilith, Lady of Babylon, Scarlet Woman, Vampire con tanto di stupro della suora sullo stage e soprattutto i brani tratti dal nuovo album, tra cui il singolo “Rock’n Roll Armaggeddon”, che quando ho sentito la prima volta, mi sapeva così tanto di anni ’70, che mi si sono automaticamente arruffati i capelli alla “Disco ‘Stu” e le mie scarpe si sono trasformate in zeppe da sole senza cambiarle e mi fece storcere un po’ il naso, se devo essere sincero. Invece devo dire che live fa tutto un altro effetto, anzi, diventa un pezzo con una grandissima carica, che accende il pubblico e risulta divertentissimo! Inutile dire che a parte i pezzi storici, la vera forza della band è la sua spettacolarità live, come una croce infiammata e quando Steve Sylvester lancia sul pubblico del sangue (finto), da un calice e le ballerine consegnano delle ostie alle prime file, il tutto contornato dalle splendide immagini di film horror e vari foto e video della band, degli anni scorsi. Inutile dire che la i Death SS si riconfermano una delle band di punta dello shock rock italiano e che sono tornati alla grande con il nuovo album.A discapito di chi lo ha snobbato e, grazie alla clemenza delle nuvole che non hanno scatenato la pioggia sull’evento, la ventiquattresima edizione dell’Agglutination Metal Festa, è stata una della più belle, con nessuno dei gruppi sottotono, ma che anzi, è stato un crescendo di adrenalina e spettacolarità che ha deliziato i presenti, che sicuramente ora aspetteranno la prossima edizione con tanta trepidazione!

 

Anthony

Ultima modifica il Venerdì, 24 Agosto 2018 18:46
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