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Battlefield Metal Festival - 1 Luglio 2017- Ippodromo di Milano In evidenza

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Un appuntamento estivo imperdibile per ogni power metaller che si rispetti questo BATTLEFIELD FESTIVAL organizzato dagli amici di Spaziorock insieme a Truck Me Hard agency. Così una normale Domenica estiva si è trasformata in una serata memorabile in compagnia di alcuni amici tra cui Andrea Bicego (singer dei 4th Dimension) che oltre che compagno di viaggio, si è trasformato in collega aiutandomi in questo report.

Ad aprire le danze i Firewind, quando scoccano le 15, sotto il sole milanese che non perdona. Ma la band ė carica e forte del recente Immortals ci regala 40 minuti di gran power metal. Una prestazione davvero ricca di tecnica e pathos con Gus G a dare spettacolo alle 6 corde ed un Henning Basse più che convincente al microfono (prima volta che lo vedevo dal vivo). Pezzi come "Hands of time" funzionano alla grande dal vivo così come le hits del passato, vedi "Mercenary man". Promossi a pieni voti!

Decenni di esperienza serviranno pure a qualcosa e per i Grave Digger vogliono dire molto anzi moltissimo. La band tedesca ha messo in piedi uno dei loro classici show, senza strafare ma appunto mettendoci tanta esperienza e portando a casa il massimo risultato (col minimo sforzo). L'orario non li ha aiutati, ma brani come "Rebellion" ed "Excalibur" esaltano la platea e anche i nuovi pezzi si sono rivelati interessanti per chi come me li ascoltava dal vivo per la primissima volta.

 

(Andrea) È un pubblico ormai già caldo ad accogliere i Turisas. I folk metaller finnici giungono al Battlefield con grande ritardo, dopo alcune sfortunate vicissitudini (i loro strumenti e costumi di scena risultano dispersi), e riescono ad approntare la propria setlist solo grazie all’aiuto dei connazionali Ensiferum, che prestano loro l’attrezzatura. Ciononostante la band capitanata dal frontman Mathias Nygård dà prova di grande professionalità offrendo una prestazione esemplare e carica di passione, fonte di intense suggestioni. È il decennale di “The Varangian Way”, e proprio questo album viene riproposto per intero, dalla trascinante opener “To Holmgard and Beyond” alla conclusiva maestosa “Miklagard Overture”. C’è tempo anche per un enchore, la bella titletrack del terzo album “Stand Up and Fight” e, dopo il cambio palco, giunge l’ora dei già citati Ensiferum.

 

(Andrea) Difficile dire cosa non abbia funzionato del tutto nella performance della band di Markus Toivonen, ma è evidente la differenza fra il trasporto dei Turisas e la professionalità un tantino fredda degli Ensiferum. L’energia c’è, ma la prova, seppur nel complesso buona, nondimeno risulta non sempre coinvolgente. La setlist va a pescare praticamente in tutta la discografia, con l’ultimo lavoro “One Man Army” in evidenza, da cui vengono proposte ben quattro tracce, su tutte la meravigliosa “Heathen Horde” e la moderna e assai controversa “Two of Spades”. Trovano spazio classici d’annata e più recenti, come “Token of Time”, “One More Magic Potion” e “From Afar” ma è solo con l’epicissima “In My Sword I trust” che il coinvolgimento del pubblico tocca l’apice. Finale affidato , come da recente tradizione, a “Lai Lai Hei”. Quelli che, come il sottoscritto, speravano di ascoltare “Treacherous Gods” o “Twilight Tavern” dovranno attendere magari la prossima discesa in suolo Italico di Markus, Petri e soci.

Che show quello dei bard! Una band professionale ma che ha suonato col cuore mettendoci tanta carica per due ore di pura magia musicale. Avevamo alcuni dubbi su Hansi che invece si è dimostrato in formissima e capace di graffiare come un tempo. La performance dei guardiani di Krefeld rimarrà impressa nella mente di tutti i presenti. Sicuramente per la scaletta che ha riproposto l'intero "imagination from the other side" ma anche per un'esecuzione esemplare. Songs come "Nightfall" e "Welcome to dying" hanno scaldato il pubblico prima di dare il via alle note di "Imagination...". La title track ė mostruosa, trasmette una carica enorme. Andre alla chitarra non sbaglia una singola nota. Il coro di "Script of My requiem" ha rimbombato su tutta Milano e penso l'abbiano cantato anche le vecchiette dagli appartamenti in zona San Siro. E poi "Mordred song", "Bright eyes", "The story ends" ... ma perché deve finire ci siamo chiesti? Perché non può durare per sempre? Per fortuna i Blind ci regalano un bis anzi un doppio bis: "Valhala" viene cantata all'infinito finché Hansi riesce a farci smettere, e poi "The bard's song" e "Mirror mirror"... ė un'apoteosi! Parte il coro del pubblico che vuole "Majesty" e Hansi alla fine con un "Siamo a Milano, per forza che suoniamo Majesty" dà il via a quest'ultimo pezzo che fa partire i titoli di coda ad uno spettacolo immenso.

 

I Blind Guardian hanno fatto vedere a tutti l'abisso che c'è tra loro e il resto dei comuni mortali, anche se le altre bands nel complesso sono state molto brave. Una buona organizzazione con dei suoni ,più che convincenti ed una positiva presenza di pubblico, sono il contorno ideale perchè questo appuntamento estivo diventi fisso. Lo speriamo tanto, ce n'è davvero bisogno; per il momento restano i ricordi di una serata magica, che solo chiudendno gli occhi possiamo rivivere!

Ultima modifica il Venerdì, 07 Luglio 2017 12:01
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