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11 Giu

Dany All dei Fogalord ci svela il concept di "Masters of War" In evidenza

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Dany All (al secolo Daniele Bisi) dei Fogalord ci racconta del concept che c’è dietro il loro nuovo disco “Masters of war” e si intrattiene con noi in una piacevole chiacchierata. Eccovi il resoconto.

 

AAM: Ciao Dany e grazie di essere qui con noi di Allaroundmetal.com, partiamo subito parlando di “Masters of war” e dei suoi testi; di cosa parlano? C’è forse un concept a legarli tra loro?

FOG: Ciao Ninni e grazie di averci invitato a parlare del nostro nuovo cd! Sì, Masters of War è un concept, e ti dirò di più, la storia dietro al cd è la colonna portante di tutto il lavoro, al punto che ogni canzone è direttamente collegata tematicamente e musicalmente al concept, ed è quasi impossibile scollegare e isolare le canzoni tra loro. E’ tutto come un percorso, e non dico che vada ascoltato con la storia e i testi sotto, ma di sicuro Masters of War si apre all’ascolto seguendo questo percorso dall’inizio alla fine; dall’introduzione della tempesta, alla presentazione dell’inverno (“Rising through the Mist of Time”) e della primavera (“Daughter of the Morning Light”) via via sempre più dentro nella storia, che parla della natura e delle forze che contrapposte prima e poi unite danno origine a tutto.

 

 

AAM: Trovo la copertina semplicemente splendida, chi l’ha realizzata?

FOG: Grazie! La copertina è di Felipe Machado Franco, ormai strafamoso per aver lavorato con Blind Guardian, Rhapsody e mille altre band. La scelta è ricaduta su di lui perché aveva già realizzato la copertina di Legend, e dato che i due cd sono collegati (Masters of War è quello che succede prima di ALTBI, quando il Foglord non esiste ancora) ci piaceva ricreare un collegamento anche nell’aspetto visivo. Infatti, la copertina di MoW riprende il retro di Legend, con i Gates (of the Silent Storm) sullo sfondo.

 

 

AAM: Ci presenti i due nuovi innesti nella band, rispetto alla formazione che registrò “A legend to believe in” e da cosa sono dipesi questi cambiamenti?

FOG: I due ‘nuovi’ componenti della band sono Giuseppe Lombardo al basso (Myriad Light) e Nicolò Bernini alla batteria (Blaze of Sorrow); ormai sono nei Fogalord da tre e più anni, dato che Nico ha suonato dal vivo con i Fogalord da sempre, mentre Giuseppe si è unito poco dopo.

Al di là del perché siano arrivati, mi interessa di più spiegare cosa hanno portato nei Fogalord, oltre un grande entusiasmo, perché Nicolò (che proviene dall’ambiente Black Metal) ci ha dato una spinta verso l’estremo nella sezione ritmica, mentre Giuseppe (che era già un fan dei Fogalord prima di entrare nella band!) ha portato una gran potenza nel suono!

 

 

AAM: Sono passati 5 anni dal vostro debut album, cosa hanno fatto nel frattempo i Fogalord? Dovremo aspettare un altro quinquennio per il vostro terzo disco?

FOG: Hai anche una domanda di riserva?! No, scherzi a parte, le tempistiche sono molto lunghe e me ne rendo conto, ma questo disco è importantissimo per me, e volevo che fosse tutto come doveva essere; poi può non piacere o ci si possono trovare mille difetti, ma è come avrei voluto che fosse, e il tempo necessario è stato questo… Per il prossimo nessun programma ancora, magari saranno solo 4… :-D

 

 

AAM: Ho trovato questo disco più epico rispetto al precedente e con più atmosfere, quasi più teatrale; sei d’accordo con me ed, in caso positivo, come spieghi questo cambiamento?

FOG: Sono assolutamente d’accordo su epicità e atmosfere, e se per “teatrale” intendi Wagneriano direi che hai proprio centrato il punto! Sì, la differenza tra MoW e Legend è abbastanza grande, anche perché raccontano due storie comunque diverse: Legend è più battagliero mentre appunto MoW è più incentrato sull’atmosfera e l’epicità intesa come intensità e potenza delle forze della natura, e questo si riflette anche ovviamente nella musica e nei testi. In MoW ci sono le canzoni più tirate che io abbia mai scritto, come “Rising” e “When the Blizzard Awakes”, ma anche le più soffuse come “Daughter of the Morning Light” e “The Gift of the White Lady”: direi che sia un disco molto estremo, benché unito da un percorso comune.

 

 

AAM: Come nasce un brano dei Fogalord? E’ un lavoro di squadra oppure fa tutto uno di voi?

FOG: Bè i Fogalord erano nati tanti anni fa come mio progetto solista, proprio perché volevo raccontare una storia in musica, e il percorso compositivo ha continuato ad essere portato avanti solo da me anche per Masters of War, sebbene adesso, rispetto al periodo di Legend, i Fogalord siano una vera band.

 

 

AAM: Riallacciandoci alla prima domanda dell’intervista, chi si occupa della stesura dei testi dei brani? Nascono prima le musiche o i testi?

FOG: Per i testi vale la stessa cosa, dato che per me hanno quasi la stessa importanza della musica; per me la concezione dei cd dei Fogalord è quella di un tutt’uno tra storia e musica che la racconta: quindi la storia viene prima, ed è seguita dalla musica, mentre i testi li scrivo per ultimi, cercando di chiudere il cerchio iniziato con il concept.

 

 

AAM: Nel precedente disco c’erano diversi artisti ospiti, questa volta?

FOG: Questa volta invece non c’è nessun ospite ‘famoso’: i tanti ospiti di Legend venivano dal fatto che era appunto un progetto solista, e avevo chiamato vari musicisti che conoscevo a registrare il cd, mentre per Masters of War avevamo già tutto quello che ci serviva per la parte metal…

Ci sono invece un coro classico di più 40 elementi e due ospiti che suonano strumenti a fiato particolari: la Piva emiliana, strumento tradizionale della nostra terra oggi quasi scomparso completamente, e il corno inglese, un legno dal suono pastorale che è stato anche utilizzato nell’ottocento…indovinate da chi? ;-)

 

 

AAM: Secondo album per la Limb Music, come vi trovate con questa label tedesca? Avete ancora altri album sotto contratto con loro?

FOG: Per il momento abbiamo ancora il contratto con loro, e ci troviamo bene: Limb dopo aver scoperto Helloween e Rhapsody non ha certo bisogno di presentazioni!

 

 

AAM: Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro dei Fogalord? Avete già qualche data live programmata?

FOG: No, al momento non abbiamo nessuna data prevista, ma aggiorneremo immediatamente le nostre pagine web appena ci saranno novità, quindi rimanete sintonizzati…

 

 

AAM: Cosa fanno i Fogalord nella vita di tutti i giorni? Immagino non si riesca a vivere di musica...

FOG: Vivere di musica al giorno d’oggi è molto difficile, specialmente con il metal, e abbiamo tutti altre attività; io ne ho due, lavoro in un negozio di elettronica al mattino e al pomeriggio insegno musica in Conservatorio…

 

 

AAM: Che ci racconti sui Synthphonia Suprema? Esistono ancora?

FOG: Altra domanda di riserva? Ormai le scrivo io le domande! :-D

 

 

AAM: Una domanda che mi piace sempre porre alla prima intervista per allaroundmetal; quali sono stati i musicisti che ti hanno convinto ad imparare a suonare e sono stati le maggiori influenze per la tua musica?

FOG: A suonare il pianoforte quando ero un ragazzino sicuramente Mozart, mentre con il tempo e per quel che riguarda la composizione ovviamente il ‘solito’ Wagner… I Rhapsody di Legendary Tales invece mi hanno convinto a suonare metal, seguiti a ruota dai Blind Guardian di Nightfall e dai Manowar... tutti! Poi i miei gusti sono anche cambiati nel tempo, ma se parliamo dei miei inizi i nomi sono sicuramente quelli (e che dischi che uscivano nel 97/98!).

 

 

AAM: Chiudo qui la nostra intervista, ringraziandoti ancora e lasciando come consuetudine uno spazio a tua disposizione per aggiungere un tuo messaggio ai lettori di allaroundmetal.com.

FOG: E io rignrazio ancora te Ninni per lo spazio che ci hai dato e per tutte le parole che hai speso per “Masters of War”: ai lettori di allaroundmetal.com che vorranno ascoltare il nostro nuovo cd consiglio di farlo pensandolo proprio come una storia, perché così la musica prende veramente una piega diversa, e naturalmente il mio ultimo consiglio è sempre… Follow the fog! Ciao!

 

Ultima modifica il Domenica, 11 Giugno 2017 10:23
Ninni Cangiano

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