A+ A A-

Opinione scritta da Raffaele Acampa

76 risultati - visualizzati 61 - 70 1 2 3 4 5 6 7 8
 
releases
 
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    10 Febbraio, 2013
Top 50 Opinionisti  -  


L’underground offre sempre piacevoli sorprese, molto più dell’ormai inflazionato e intorpidito grande panorama metal. Gli Schysma sono una giovane band italiana con uno stile complesso da definire: provengono da quella nuova generazione di musicisti che amalgama tutto ciò che è identificativo del metal moderno. Imperfect Dichotomy si ascolta senza troppe pretese, ma lascia piacevolmente sorpresi per le scelte melodiche adottate. L’idea del concept, forse non giova proprio al risultato: ormai il tema dell’animo umano è stato rivisitato una infinità di volte, quindi non aggiunge alcun valore al lavoro. Di sicuro una migliore produzione avrebbe arricchito questo EP che purtroppo soffre di una piattezza nei suoni. Un maggiore sforzo in fase compositiva e sugli arrangiamenti avrebbero reso il prodotto più professionale, ma la strada intrapresa dalla band è quella giusta.
Interessanti i synth di Martina che ha osato nella scelta dei suoni e la voce di Riccardo che esce dai soliti canoni, preferendo uno stile più interpretativo a quello di impatto, regalandoci di tanto in tanto qualche scream e qualche acuto molto graffiato. Promossi, ma mi aspetto molto di più dal prossimo lavoro: le capacità ci sono, sarebbe un peccato non sfruttarle!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    02 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio, 2013
Top 50 Opinionisti  -  

Nella più classica tradizione teutonica del prog metal, mi arriva sotto mano November Red dei progsters DANTE. Terzo lavoro per la band teutonica, i canoni del genere ci sono tutti: atmosfere rarefatte, cambi di tempo messi al posto giusto, tastiere dal sapore elettronico, voce e chitarre tirate quanto basta. November Red è davvero un bel cd, nulla di innovativo sia chiaro, ma la band riesce a trovare la giusta alchimia tra teatralità interpretativa e impatto sonoro. Nessun eccesso quindi, ma in evidenza synth e voce che la fanno da padrone, sia sotto il profilo melodico, che quello tecnico. Non vi aspettate acuti ultrasonici o lunghissimi e iperveloci solos, ma tanto lavoro negli arrangiamenti e nelle soluzioni compositive. Richiami al rock progressivo, di stampo Marillion/Shadow Gallery, fanno capolino in alcuni passaggi, segno questo, che i DANTE hanno appreso appieno la lezione dei maestri e l’hanno rielaborata secondo il proprio sound. Fortemente evocativa e per nulla scontata la ballad Beautifully broken, il resto del cd si mantiene su una linea stilistica ben definita. Consigliato fortemente agli amanti del metal progressive senza contaminazioni “moderne”.

Trovi utile questa opinione? 
21
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    13 Gennaio, 2013
Top 50 Opinionisti  -  


Parthian Shot. C’è poco da dire su questa band, piuttosto tanto da ascoltare. Superbi. Un prog metal di fattura sopraffina in cui la parola d’ordine è “equilibrio”. Nulla è fuori posto, tutto è perfettamente dosato. Le etichette discografiche farebbero meglio a guardare di più verso queste nuove realtà, piuttosto che proporci la solita minestra riscaldata. Se questo EP 2012 è l’antipasto per il full-lenght, allora c’è davvero da farsi venire l’acquolina in bocca. Promossi!!!

Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    13 Gennaio, 2013
Top 50 Opinionisti  -  


Gli Achernar Dream sono un combo italiano che definisce la propria musica “prog artistico”. Più che prog, ho ascoltato una band che affonda le sue radici in quello che è il filone avant-garde, il prog metal è decisamente altro. Hypocrisera, loro primo EP, ha sicuramente qualcosa di interessante, merito degli intrecci melodici e delle atmosfere create, ma tecnicamente ci troviamo di fronte ad un cd molto lineare, senza virtuosismi o soluzioni compositive particolari. La prestazione vocale non è eccelsa e bisognerebbe correggere un po’ il tiro. Purtroppo anche la produzione non è al top, soprattutto per quanto riguarda il mixing e la scelta dei suoni, e si sente la mancanza di un ambiente che dia calore al lavoro. Sicuramente ci troviamo di fronte ad una buona demo e le basi per realizzare un buon prodotto di avant-garde metal ci sono, ma bisogna lavorarci ancora su per uscire dall’underground. Rimandiamo gli Achernar Dream alla prossima sessione.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    01 Gennaio, 2013
Top 50 Opinionisti  -  


Ecco uno di quei cd che, pur non rientrando tra i generi che preferisco, è riuscito a incuriosire i miei sensori uditivi e mi ha gasato perché “made in Italy”. Dal booklet leggo che il quartetto non ha una pagina web ufficiale, segno che hanno dato maggiore importanza a ciò che è suonato. L’artwork però dimostra di avere carattere, uscendo fuori dai soliti schemi, e ciò gioca a loro vantaggio. Sono prodotti da una certa War Nerve Records (label a me nuova e senza una pagina web ufficiale). Comunque passiamo alle cose serie: la musica. I Runover si presentano come una groove metal band (e basta con queste pseudo-nuove-correnti metal), ma il loro genere è classificabile in un nu-metal con forti tendenze verso il grunge, sulla scia di P.O.D., Alice In Chains e, scusate la piccola blasfemia, in alcuni passaggi vocali il cantante mi ricorda molto il Mike Patton dei Faith No More più incazzati. Ed è notevole l’estensione e la qualità della sua voce pur utilizzando una tecnica completamente sporca.
Il resto della band picchia davvero duro, ed è proprio questo che ci piace. I momenti più soft, come ‘Memory’s gone’ e ‘Under the stone’, sono comunque pregni di aggressività.
‘Nowhere’ è la song che svetta su tutte le altre, con le sue ritmiche serrate e la voce che letteralmente vomita acuti senza sosta, anche se è difficile scegliere visto che ognuna delle tracce ha qualcosa che tiene vigile l’attenzione dell’ascoltatore. I Runover si beccano un bel voto alto, pur essendo al primo lavoro ufficiale e dovendo ancora crescere, perché questi ragazzi hanno davvero tutte le carte in regola per il grande salto. Tenete d’occhio questo nome perché è una bella realtà del panorama metal italico. E’ ora che le major aprano bene gli occhi: l’Italia è piena di band davvero cazzute. Scusate, ma vado a riascoltarmi Feel The Anger!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    01 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 2013
Top 50 Opinionisti  -  

"Hunter" è un bel disco di prog metal che si spinge pesantemente in territori power. Primo lavoro degli italiani Absolute Priority, band con un forte bagaglio musicale alle spalle, non pecca sotto alcun aspetto. Ottima la produzione e ben curati gli arrangiamenti, la band si muove agile tra diverse sonorità senza mai eccedere di superbia o cadere in facili soluzioni. L’equilibrio tra tecnica e melodia viene mantenuto costante grazie a passaggi mai scontati, ma di immediato impatto. Richiami a Queensryche, Labyrinth e Kamelot rendono ancora più ricco il piatto, con una strizzatina d’occhio a tutto il meglio del power/prog prodotto in questi ultimi anni in Europa. Un cd che mi è davvero piaciuto, con tanta personalità e ben strutturato. Volete farvi un regalo per il 2013? "Hunter" è quello che fa per voi!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    23 Dicembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre, 2012
Top 50 Opinionisti  -  

Questa volta è impresa non facile recensire questo disco. Non facile perché gli Azure Agony mettono in India, loro secondo album sotto l’italiana SG Records, tutto, ma proprio tutto, quanto si può mettere in un lavoro di prog metal di stampo classico. Si passa da momenti che ci ricordano i Marillion, ai primi Dream Theater, dall’ispirato prog italiano di inizio millennio, a quello più spinto dei paesi nord europei. Una certa personalità traspare tra tutte queste citazioni, ma risulta difficile cogliere le sfumature che identificano il marchio di fabbrica della band. Di sicuro il cd scorre piacevolmente, non ci sono passaggi esageratamente intricati, ma piuttosto cambi di umore e di sonorità che mantengono sveglia l’attenzione dell’ascoltatore più esigente, ma possono stancare chi è abituato ad un prog meno cervellotico e più di impatto. Quello che mi ha colpito notevolmente è il lavoro delle tastiere, non tanto per la tecnica, ma per il gusto compositivo ed i suoni.
Di sicuro ci troviamo di fronte ad una buona realtà italiana, che però rimane confinata tra quella schiera di bands che suonano un metal “di classe”. Consigliato ai prog-dipendenti, ma mi aspetto di più dal prossimo lavoro, visto che le potenzialità ci sono tutte.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    18 Novembre, 2012
Top 50 Opinionisti  -  


A volte essere musicisti non basta, si vuole andare oltre, si vuole essere artisti completi, dando vita alla propria arte attraverso una combinazione di fattori . I Members Of God non si accontentano di sfornare un ottimo cd di musica metal, ma vogliono arrivare a creare una vera e propria opera, in cui ciò che si sente, si vede e si percepisce, diventa tutt’uno. Ten Talking Words si muove in territori progressive metal, o meglio, progressive christian metal. Eh, si, avete letto bene: i sei musicisti hanno un sound che risente fortemente delle influenze dei padri Shadow Gallery (loro principale punto di riferimento) in cui si fondono sonorità etniche e tematiche cristiane. L’utilizzo di strumenti del folklore ebraico, inseriti in un contesto di melodie accattivanti e passaggi strumentali fortemente tecnici, crea un mix esplosivo che delinea lo stile della band.
E’ questo il loro modo di raccontare il messaggio del Messia, un messaggio anticonformista che, attraverso la musica metal, ne disegna una immagine nuova e lontana dal buonismo religioso.
Basta ascoltare tracce come The Sense, per capire che loro credono veramente in quello che fanno, e questo traspare dalle atmosfere, dai suoni, dai testi, da ogni dettaglio musicale e stilistico. Non vi aspettate intricate maglie da cui il vostro orecchio troverà difficoltà ad uscire, ma melodie evocative, accarezzate dal demone tentatore del progressive metal.
Come non lasciarsi emozionare da It’s Saturday, una struggente ballad dalle forti tinte poetiche, in cui spicca un certo gusto musicale e compositivo proprio dello stile dei già citati Shadow Gallery.
A rendere ancora più ricco un lavoro già completo, la lunga suite di dieci minuti Don’t Murder, nella quale i Members Of God racchiudono tutta la loro caratura artistica, e due video ufficiali che potrete trovare sulle loro pagine web. Un cd che mi ha effettivamente affascinato e che consiglio a tutti. Se proprio volessi trovare “il pelo nell’uovo”, direi che un’opera prima di diciassette tracce è effettivamente impegnativa per una band all’esordio. Ciò può portare a perdere il filo conduttore e generare una certa stanchezza che inevitabilmente finisce con l’interrompere l’ascolto prima del termine del cd. Forse qualche traccia in meno avrebbe giovato all’impatto e alla scorrevolezza del lavoro e dato qualche punto in più sotto l’aspetto della professionalità. Ma stiamo parlando sempre di una band all’esordio, e quindi più che un difetto lo considererei come una valutazione fatta col cuore piuttosto che col senno del mercato discografico. Ottimo lavoro!

Trovi utile questa opinione? 
291
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Raffaele Acampa    21 Ottobre, 2012
Top 50 Opinionisti  -  


La genesi. Il nome Strana Officina, figlia dell’idea di due fratelli livornesi, nasce a seguito di un evento che potremmo definire “illuminante”. Durante un controllo da parte dei Carabinieri nella officina metalmeccanica del padre, a seguito della denuncia degli abitanti del vicinato che si lamentavano del rumore proveniente dalla sala prove che i fratelli Cappanera vi avevano ricavato, uno dei militari esclamò: “certo che questa officina è davvero strana!” Così nascevano nel 1977 gli Strana Officina, una delle pietre miliari del panorama heavy metal italiano. Oggi, a distanza di più di trent’anni, si vuole ricordare questa grande band che ha dato una svolta alla musica metal, portando in Italia un filone fino ad allora quasi sconosciuto. La paternità di questo progetto vede la firma di Claudio Pino (conduttore del programma radiofonico Loud n’ Proud) in collaborazione con l’associazione Etrurian Legion. Quattordici band fanno rivivere i grandi successi della Strana Officina, e tra queste spicca il nome degli Eldritch che rivisitano Unknow Soldiers in modo superbo. Si ripercorre quindi la storia del heavy metal italiano scegliendo la strada underground. Ed è proprio questo lo spirito della compilation: la produzione non rispecchia gli standard attuali, ma proprio questa caratteristica dà al lavoro qualcosa di genuino, quel gusto “anni ‘80” che riporta alla luce un percorso musicale che ha fatto diventare l’Italia una fucina di nuovi talenti. Un lavoro che sarà per la “vecchia guardia” una piacevole sorpresa e, per le nuove generazioni, un modo per ripercorrere le radici della musica metal in Italia. Che dire: complimenti a chi, sicuramente con sacrificio ed impegno, ha dato alla luce un simile progetto.

Trovi utile questa opinione? 
42
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    23 Settembre, 2012
Top 50 Opinionisti  -  


Nel 2012 è davvero difficile produrre un buon disco di power metal dopo l’enorme numero di capolavori che si sono susseguiti nell’ultimo decennio, e di certo i francesi Dark Tribe, con il loro Mysticeti Victoria, non riescono in questo intento. Tutto troppo acerbo, senza mordente, già sentito e senza alcuna verve innovativa. Che senso ha prendere il meglio di Labyrinth, Rhapsody, Helloween, Hammerfall, Gamma Ray et similia, suonarlo con poca personalità, farcire il tutto di cori epici e fraseggi fin troppo scontati, quando tutto questo è già stato fatto, ma soprattutto fatto meglio? Nulla. Non basta rendere più pesante e serrato il sound per dare una marcia in più al disco. L’unica cosa che ha stuzzicato il mio udito sono state le fughe di chitarra, pulite e precise, di Loic Manuello che, seppur abusate in tutte le salse dai mostri sacri del neoclassicismo metal, fanno sempre un certo effetto. Un cd che si perde nella enorme produzione discografica del genere, ma dal marchio Massacre Records. E così si continua a ingolfare il mercato con prodotti forse non proprio al top, tagliando spazi e possibilità a chi forse ha qualcosa in più. Voglio continuare a credere che quanto prima si ritornerà a ragionare in modo diverso…e se così non dovesse essere, questo forse sarà l’input per far nascere qualcosa di nuovo. Auguri ai ragazzi dei Dark Tribe che, con questo loro primo full-lenght, hanno scritto un piccolo pezzo di storia nel panorama, quello grosso, della musica metal.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
76 risultati - visualizzati 61 - 70 1 2 3 4 5 6 7 8
Powered by JReviews

releases

Wake the Nations: melodic hard rock moderno con poca personalità
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Self Disgrace: una buona attitudine, ma qualcosa ancora da limare per il futuro
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Classic hard rock capace di graffiare quello proposto dai Come Taste The Band
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Hard rock sinfonico ed epico dall'Italia con i Vision Quest
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lost In Grey - symphonic metal con voce femminile e tanti elementi diversi
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

C'è qualcosa da migliorare nel disco dei Fenrir
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Thørn, blackened sludge in stile danese dal nord Italia!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Per i francesi Geostygma un debut EP di tutto rispetto
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Big Bad Wolf e l'amore per i Motörhead
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Forlorn Seas esordiscono con un buon disco tra post prog e inserti atmosferici
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Punk Rock fin troppo scontato per i Daggerplay
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla