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Opinione scritta da Federico Orano

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Opinione inserita da Federico Orano    10 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Interessante release per i tedeschi God's Army, band che vede tra le proprie fila anche Mark Cross, batterista di molte band come Helloween, Firewind etc.

Un sound potente e melodico che spazia dall'hard rock al melodic metal e parte forte, dopo la breve intro, con i ritmi sostenuti di “Free Your Mind”, pezzo dall'impatto immediato. Un tocco più ottantiano viene fuori con la più rockeggiante “Enemy Macker”, che dimostra come il singer John ABC Smith sappia ben districarsi attraverso le varie sfacettature del sound targato God's Army. Sinfonica e potente, “Final Destination” si dimostra gran bel pezzo, alla Firewind, con un solo di chitarra davvero ben fatto ed un coretto iper catchy. I God's Army si spingono oltre con “The Replicant”, song che supera i tredici minuti di durata, forse un pò esagerati, mentre è davvero difficile comprendere la presenza della breve outro “Heroes & Demons”, prima della cover di “My Way”.

Un disco che fila via con piacere. “Demoncracy” è un buon lavoro per i God's Army, anche se alcune scelte fatichiamo un po' a capirle (su dieci brani ben due intro, una cover ed una suite fin troppo prolissa...).

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Opinione inserita da Federico Orano    08 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 08 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Gli americani Green Death dimostrano come si può suonare il thrash metal al giorno d'oggi, senza per forza essere derivativi a tutti i costi verso le tante bands storiche che hanno scritto le basi del genere.

Non che la band dell'Iowa sia per forza di cose geniale, ma il proprio sound trova il giusto equilibrio tra potenza e melodia. C'è tanto heavy metal in questo “Hallowmass” e a tratti viene mostrato anche il lato più aggressivo e thrash della musica dei GD. In questi 14 brani (fin troppi!) troviamo anche un tocco alternative metal e sonorità moderne e persino la voce di Sol Bales si muove spesso verso lidi più alternativi. Niente voce rauca e aggressiva, più un cantato pulito e melodico. Pezzi come “Sacrament”, “Curse the Heavens” e “Bullet of Silver” mettono in mostra proprio quanto detto; i riff potenti ci sono (ma si poteva forse fare qualcosa di più in fase di produzione), ma sono avvolti in un sound più moderno e attuale. “I Am Eternal” è senza dubbio il pezzo più potente del disco, mentre probabilmente è il mid tempo roccioso “The Harvest” ad aggiudicarsi il premio di 'best song of the album'!

Un lavoro interessante, che forse si dilunga troppo. Avremmo preferito dieci brani ed una tracklist più compatta. In ogni caso, l'ascolto è consigliato!

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3.5
Opinione inserita da Federico Orano    08 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Dal debutto omonimo del 1980 ad oggi, gli olandesi Picture non si sono mai tirati indietro e hanno riempito la loro discografia di decine di pubblicazioni tra ep, compilation e full-lenght. “Warhouse” è il nono disco pubblicato dalla band e venne stampato nel 2012. Ora la Pure Steel Records ha deciso di rispolverarlo per dargli nuova vita in versione LP con l'aggiunta di alcune bonus tracks.

Sessanta minuti di classic heavy metal che tanto deve a Saxon e Accept su tutti con diversi brani che fanno subito centro grazie alla dedizione messa in campo dal quintetto olandese con la potente “Battle Plan” che apre le danze, il mid tempo “Edge Of Hell” e la classica “The King Is Losing His Crown”, di chiara scuola NWOBHM. Al microfono troviamo Pete Lovell con la sua voce piena e ruvida al posto di Ronald van Prooijen che è tornato al microfono di recente.

I Picture sono esemplari nel loro heavy metal classico ma non lo scopriamo certo ora. Questa uscita è dedicata ai veri fans della band che vogliono avere il vinile a tutti i costi. Insomma “Warhorse” è un disco coi controcazzi ma se siete già in possesso della versione in cd potete tranquillamente passare il turno visto che il materiale bonus (la versione live di “Choosing Your Sign”) non vale certo l'acquisto.

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2.5
Opinione inserita da Federico Orano    08 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Dalla Finlandia arrivano i Daggerply per proporci un disco dedito a sonorità punk rock che vede la luce anche in versione vinile, formato che sta tornando fortemente in voga negli ultimi tempi.

Quattordici brani di breve durata, dalla forte componente melodica in un mix tra NOFX e Bad Religion, ma i Daggerplay puntano su ritmi più controllati e melodie molto rock/pop. “Afterlife” si fa riconoscere con un bel refrain e c'è sicuramente qualcos'altro di buono in questo disco che però si dilunga fin troppo con una tracklist lunga che annoia dopo qualche brano.

I Daggerplay non sono da cestinar per forzae ma il loro sound è fin troppo zuccheroso e banale per i nostri gusti. “Subterranean Reality “ è sicuramente indirizzato agli amanti del genere.

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4.0
Opinione inserita da Federico Orano    07 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Gli americani Sunflower Dead ci propongono un hard rock moderno che si spinge fino al groove ed al modern metal con questo loro secondo lavoro “Coma” (il debutto “It’s Time To Get Weird” è targato 2015).

Nove brani compatti, potenti e dal sound accattivante come dimostra la potente opener ”Let Me In” o la più melodica e alternativa “Victim”, che potrebbe far felici i fans di AlterBridge ma anche dei Korn più commerciali soprattutto per gli arrangiamenti elettronici. Il singer Michael Del Pizzo, di chiare origini italiane, cambia registro tra un cantato pulito e inserti growl, ma sempre tenendo alta la componente melodica. Certo le sorprese sono poche durante l'ascolto di questo lavoro, ma è lampante che la band abbia ottime carte da giocarsi e ci sappia fare sul serio anche grazie ad una produzione pulita e potente che esalta il sound targato Sunflower Dead. Riffoni pesanti accompagnano le sonorità moderne di “Savior”, con una voce filtrata di chiara ispirazione Korn. Convince appieno la malinconica “Torn In Two”, con un tocco alla Evergrey, mentre la più radiofonica “ Turn Away” chiude il disco con un elevato tasso melodico.

“Coma” fa pieno centro; se siete fans di queste sonorità moderne, alternative ma comunque molto melodiche, dovreste rimediare al più presto se i Sunflower Dead non fanno ancora parte della vostra discografia!

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3.5
Opinione inserita da Federico Orano    07 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Otto brani, 47 minuti di durata per questo “1104”, debutto per i tedeschi Level Fields che ci presentano un heavy metal dalle tinte oscure e moderne davvero interessante.

Nella formazione del quartetto tedesco troviamo nomi conosciuti come Alan Tecchio alla voce (Seven Witches, Watchtower, Hades etc), il chitarrista Marco Ahrens ed il batterista Andreas "Theo" Tegeler, entrambi dai Poverty's No Crime, e al basso Clint Arent dagli Autumn Hour.
Brani ricercati che sanno trasmettere potenza e ricordare qualcosa di Nevermore e Angel Dust ma anche Judas Priest, come dimostra l'opener “Disowned”. Insomma la band ci da dentro con pezzi ruvidi come “Truth Bringer” dal tocco americano o con le atmosfere malinconiche di “Enough”. Un tocco progressivo e moderno alla Eldritch (quelli di “El Nino”) viene fuori con “Get Over It” e “Growing Old” ben interpretate dall'ugola graffiante di Alan. Ci pensa il thrash metal martellante di “Extra 1104” a chiudere il disco nella maniera più accattivante.

“1104” è un lavoro da ascoltare diverse volte, non facile, tecnico ma altrettanto capace di colpire fin da subuto. Non un disco per il grande pubblico, ma un lavoro di qualità, questo è certo!

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2.0
Opinione inserita da Federico Orano    07 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 07 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Arrivano da Londra e propongono un heavy thrash metal alternativo dalle tinte moderne. Sono gli Enterfire e "Slave of Time" è il loro debutto.

Musicalmente la band ci sa fare come dimostra il tocco thrash/prog di “Slave of time”.
Sembra però che nel sound targato Enterfire sia un po' slegato il cantato melodico con la voce alternativa del singer Niko B rispetto al muro sonoro costruito con chitarre alla Megadeth. “Freaking out” ci porta su territori ancora più moderni con un tocco alla Linkin Park e anche qualche inserto growl mentre la successiva “Edge of a knife” ritorna a spingere forte sulla cattiveria sonora ma con un cantato melodico che sovrasta gli strumenti e che rovina tutto. E così fino alla fine della tracklist dove c'è veramente poco che si salva.

Un thrash metal con coretti iper melodici diventa proprio stucchevole e proprio non ci va giù. Le potenzialità sono evidenti durante l'ascolto di questo lavoro, ma qui non ci siamo!

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4.0
Opinione inserita da Federico Orano    07 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Il chitarrista Robert Papst e il cantante Jörg Sieber sono le due figure chiave che stanno dietro ai Dominoe, band che negli anni 80 riuscì a sfondare con il proprio hard rock melodico grazie anche al brano “Here I Am” che ottenne subito grande successo.

Ora la band è pronta a tornare in pista con “The Lost Radio Show“, sesto disco per la band tedesca. Nessun brano nuovo però; le songs qui contenute provengono da vecchie registrazioni fatte nel 2008 per una live session di una radio britannica che inizialmente erano state perdute e solo di recente ritrovate negli archivi di Robert. Ben 15 pezzi che vanno dal rock più classico di “Raining”, passando per l'aor di scuola Survivor di “Satellite” per finire con la ballatona “Irresistible”. Durante l'ascolto di questo disco si va a ripercorrere il meglio della carriera della band che va a pescare dai cinque dischi precedenti e ne esce quindi un lavoro pieno zeppo di hits che confermno la bontà di questo act tedesco.

Se siete in cerca di un ottimo hard rock dal fortissimo impatto melodico allora con “The Lost Radio Show“ andate sul sicuro.

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4.0
Opinione inserita da Federico Orano    06 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Tempo di live anche per gli storici Alcatrazz, cult band con alle spalle tre dischi in studio pubblicati negli anni 80 (e che si è sciolta successivamente nel 1987). Il gruppo si è riunito per alcune date con buona parte della formazione originale composta da Graham Bonnet (voce), Jimmy Waldo (tastiere) e Gary Shea (basso), tutti assieme sul palco dopo 33 anni. La loro performance dello scorso Marzo in quel di Tokyo è stata così registrata ed ora la si può rivivere con questo cd/dvd.

Hammond, coretti e ritmi sostenuti rendono l'hard rock degli Alcatrazz davvero speciale. Un sound elegante e di classe con brani come “Too Young To Die...Too Drunk To Live“, “Island Of The Sun” e “God Blessed Video” che appassionano ogni volta che li si ascolta. La band è in palla, il pubblico apprezza eccome e lo show fila via alla grande con un Graham capace di coinvolgere la platea.
Da segnalare il bonus disc che contiene diverse bonus tracks mai pubblicate in precedenza.

Insomma questo “Parole Denied - Tokyo 2017 ” è una chicca sia per i fans storici degi Alcatrazz che potranno ritrovare i loro amati brani in versione live ma anche alcune chicche dal passato, sia per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo hard rock ben fatto tra Rainbow, Stryper e Saracen.

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Opinione inserita da Federico Orano    05 Gennaio, 2019
#1 recensione  -  

Thrash metal elegante ed esplosivo per gli Hatchet band americana sia di provenienza che per quanto riguarda il sound. Riff poterosi e dinamici, ad opera della coppia Julz Ramos and Clayton Cagle, che costuiscono le basi del sound di questo “Dying To Exist”, quarto lavoro per il quartetto statunitense.

Insomma i fans della scena Bay Area si potranno sfregare le mani con i ritmi sostenuti che incontriamo nei pezzi che compongono questo lavoro come “Silent Genocide” con il cantato aggressivo di Julz e le ritmiche forsennate alla batteria ad opera di Ben Smith. Ma il punto forte del disco è il lavoro delle chitarre sia nei bei solos che nei riff tritaossa che sostengono pezzi come “Desire for Oppression”. La tracklist è una vera bomba nucleare che farebbe agitare la testa anche al metaller più timido grazie a songs come “Warsaw” e “Hail to the Lies” che richiamano sicuramente qualcosa di Anthrax, Slayer e Forbidden, ma lo fanno con tanta carica e ispirazione.

Gli amanti di questa sonorità dovranno per forza fare i conti con gli Hatchet, una band che ha decisamente qualcosa da dire!

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