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Primo full-length dei Talvienkeli, caratterizzato da un interessante metal sinfonico dalle forti venature progressive. Primo full-length dei Talvienkeli, caratterizzato da un interessante metal sinfonico dalle forti venature progressive. Hot

Primo full-length dei Talvienkeli, caratterizzato da un interessante metal sinfonico dalle forti venature progressive.

recensioni

titolo
Hybris
etichetta
Wormholedeath Records
Anno

Line up:

Camille Borrelly - vocals

Pierre Cordier - keyboards

Pierre Besançon - rhythm guitars

Laëtitia Bertrand - bass

Paul Sordet - drums

 

Tracklist:

1. Hybris Part II : Dégénérescence

2. Burning Flesh

3. Immortal

4. The Explorer

5. Quill Of Dust

6. Atlas

7. Raining Moon

8. Deadly Nightshade

9. Scream-Her

10. Hybris Part I : Bienveillance

opinioni autore

 
Primo full-length dei Talvienkeli, caratterizzato da un interessante metal sinfonico dalle forti venature progressive. 2017-03-02 17:37:32 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    02 Marzo, 2017
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Con un nome che potrebbe far pensare ad una tipica band folk finlandese, i Talvienkeli spiazzano un po’ quando si scopre che si tratta invece di un gruppo francese che suona metal sinfonico. Formatasi nel 2012, la band transalpina aveva pubblicato un ep nel 2014 e, dopo una serie di cambi di line-up, la formazione si è stabilizzata con cinque membri, che hanno lavorato alla realizzazione di questo primo full-length, intitolato “Hybris”. Accomunati dalla passione per Nightwish ed Epica, in realtà i cinque componenti dei Talvienkeli presentano per il resto influenze alquanto differenti: basti pensare che il batterista si dichiara amante del death o che la bassista si dice influenzata dal metal prog e dal jazz. Un aspetto, questo, che risulta piuttosto evidente ascoltando l’album: superate, infatti, le prime impressioni date dalla voce lirica della cantante Camille Borrelly e dalle orchestrazioni, ci si può rendere conto di quanto la musica dei Talvienkeli sia invece alquanto complessa, con tracce dalla struttura molto articolata e di stampo progressivo. L’intuizione della band transalpina è stata in effetti quella di far convivere insieme diversi elementi, dando vita ad uno stile alquanto originale. C’è però il rovescio della medaglia: la sensazione, infatti, in alcuni casi, è che ognuno vada un po’ per conto suo, suoni alla sua maniera, con le sue influenze, mentre non risulta del tutto ottimale l’amalgama dei musicisti sia tra di loro che in relazione alla voce, davvero molto bella, ma che talvolta sembra far un po’ fatica a calarsi in un contesto metal, specialmente quando ci sono passaggi con una ritmica più complessa. In tal senso, forse, in qualche misura, la band avrebbe potuto essere meglio aiutata anche in fase di produzione. Un’altra considerazione è legata al fatto che, come dicevamo, la musica è molto più complessa rispetto a quella di tante metal band con voce femminile, ma allo stesso tempo non facilmente accostabile al tipico metal prog, per cui richiede un po’ di pazienza per poter apprezzare in pieno le tracce in tutte le loro sfumature. D’altronde, i Talvienkeli dimostrano che quando vogliono realizzare brani più diretti e che colpiscano sin dai primi ascolti sono pure bravi, dandone prova con una canzone come “Atlas”, davvero squisita con le sue accattivanti melodie, ma risulta davvero deliziosa la voce melodiosa della Borrelly pure nell’incantevole e suggestiva “Raining Moon”. Per contro, tra i brani più complessi, non ci ha invece particolarmente convinto la lunghissima title-track, suddivisa in due parti (di cui curiosamente la seconda è stata inserita come prima traccia nella tracklist), caratterizzata da troppi passaggi lenti con conseguenti accelerazioni, in una sorta di continuo altalenare tra parti delicate e dure, finendo così per dare l’impressione di risultare poco scorrevoli e troppo slegate tra loro, pur in presenza di diversi momenti davvero pregevoli. In conclusione, “Hybris” si rivela però un disco interessante e per certi versi pure sorprendente: magari nel complesso c’è ancora qualcosa da assestare, ma le premesse sono davvero incoraggianti e ci presentano una band dalle buone potenzialità, da seguire con attenzione.

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