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Secondo disco per i Tales Of Deliria Secondo disco per i Tales Of Deliria Hot

Secondo disco per i Tales Of Deliria

recensioni

titolo
Beyond The Line
etichetta
To React Records
Anno

1. Under This Shroud
2. Beyond the Line
3. Towards North
4. In My Dry Reliquary
5. The Anguish Fixer
6. One Thousand Ways to Die
7. Snatched Love
8. Attack
9. Ethereal Warrior
10. Ethereal Warrior II

opinioni autore

 
Secondo disco per i Tales Of Deliria 2012-05-30 08:18:34 Roberto Orano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Roberto Orano    30 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 30 Mag, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo album sulla lunga distanza per i Tales Of Deliria, dopo ben cinque anni dal predecessore "Calling From The Abyss". La band, attiva dal 2003, esce oggi sul mercato con questo nuovo "Beyond The Line" che, a dir la verità, lascia subito un pò di amaro in bocca, facendo anche pensare che quasi cinque anni siano un tantino troppi per dare alle stampe un disco non molto elaborato, e quasi dieci di carriera per due soli full-lenght...Ma veniamo a noi. "B.T.L." è un disco che prende qua e là da varie influenze svedesi tipicamente melodic death metal e thrash/death. Del primo genere in questione sembra che la band abbia appreso più dai tanti gruppi fotocopia che dai mostri sacri che si contraddistinguono (o forse sarebbe meglio usare il verbo al passato) per un riffing sempre accattivante e ispiratissimo. Per altro qui il melo-death è sicuramente di stampo vecchia scuola, lasciando poco spazio alla modernità degli ultimi tempi. Del secondo, vista la miriade di bands uguali, tante finite nel dimenticatoio, ci si distingue per una brutalità, marcia interiore che pochi altri hanno, mi vengono alla mente gli Hatesphere ad esempio, e purtroppo i nostri TOD, se non fosse appunto per l'influenza melodeath, rischierebbero di finire nel calderone del thrash/death anonimo in cui al massimo puoi tirar fuori un buon disco e poi sparire. Voglio dire, anche quando i ritmi s'impennano, non viene nemmeno da muovere il capo, e questo è sicuramente un difetto enorme per questo genere, proprio perchè manca un qualcosa nell'intero impianto di riff. Oltre a quanto elencato, comunque, va dato atto al gruppo nostrano di avere ottime capacità tecniche e di infarcire il genere con passaggi, appunto, tecnici. Ma tutto questo non basta. Il vero problema, proprio per i fattori elencati precedentemente, è che alla fine nessuna canzone lascia il segno, nessun passaggio ti fa venir voglia di alzarti dalla sedia e muoverti senza sosta o gridare a squarciagola, si finisce quindi per assopirsi nella sedia apprezzando qualche melodia, qualche passaggio, ma senza ricordare nulla dopo svariati ascolti, sicuramente sarà anche una certa sensazione di "vecchio e già sentito". Peccato!

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