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Debut interessante per gli Heavenshine Debut interessante per gli Heavenshine Hot

Debut interessante per gli Heavenshine

recensioni

titolo
"Black aurora"
etichetta
Fuel Records
Anno

 

TRACK LIST

1.      Atlantis reloaded

2.      Bean Sidhe

3.      Black aurora

4.      Dreamscape

5.      Phantom of the opera

6.      Sutekh Hetep

7.      When the father lion mirrors the stars

8.      Fear me

9.      Embrace of the sun

10.  Sang real

11.  Lucania

 

 

LINE UP

Miriam Cicotti (Voce)

Marco Signore (Tastiere e voce)

Ly Holestone (Basso)

Lino Mazzola (Batteria)

Joe Dardano (Chitarra solista)

Joey Pandolfi (Chitarra ritmica)

opinioni autore

 
Debut interessante per gli Heavenshine 2013-07-08 17:22:56 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Luglio, 2013
Ultimo aggiornamento: 08 Luglio, 2013
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Gli Heavenshine sono una nuova band italiana, credo proveniente dalla Campania, arrivata con questo “Black aurora” al debut album, dedita ad un piacevole gothic/power sinfonico, alquanto simile nel sound ai Nightwish dell’era-Tarja. Come non pensare, infatti, alla grande soprano finlandese, ascoltando ad esempio in “Dreamscape” la voce della bravissima Miriam Cicotti? Udendo la sua prestazione vocale, mi sono anche chiesto come sarebbero stati i dischi dei Nightwish se, dopo la rottura con la loro grande ex, avessero reclutato proprio una come Miriam, invece della Olzon... ma queste sono quelle domande a cui ognuno di noi darebbe proprie risposte, di fatto la storia è andata diversamente. Oltretutto il songwriting del gruppo è chiaramente studiato per esaltare al meglio le doti della loro soprano, vera e propria punta di diamante della band. Il rischio però di sacrificare gli altri strumenti e di avere un songwriting non pienamente convincente è dietro l’angolo e si palese nella dolce “Embrace of the sun” che mi è sembrata un po’ troppo finalizzata ad esaltare le capacità della singer, con forse minore attenzione al contributo che avrebbero potuto dare gli strumenti per rendere straordinario un pezzo che così è solamente ordinario. Questa è almeno la sensazione che ho avuto nei vari ascolti di questo album, prendetela per quella che è, giusta o sbagliata che sia. Gli altri brani sono tutti notevoli, dalla splendida “When the father lion mirrors the stars”, brano decisamente movimentato che, per i miei gusti, è il migliore del lotto, passando per la già citata “Dreamscape”, l’opener “Atlantis reloaded”, “Fear me” (in cui si sente anche un bell’assolo di basso!) o anche per la cover di “Phantom of the opera” che mi è sembrata più vicina alla versione proposta proprio dai Nightwish, piuttosto che, per quello che ricordo, all’originale dell’omonimo musical di Andrew Lloyd Webber. Gli altri musicisti fanno la loro parte egregiamente e, del resto, si nota che sono tutti artisti di notevole esperienza; devo spendere due parole anche sulla seconda voce maschile, del tastierista Marco Signore, che non si lascia tentare dai cliché del genere, non concedendosi mai al growling o a parti esageratamente aggressive, ma mantenendosi sempre su toni puliti, credo baritonali (portate pazienza, non sono un maestro di canto), convincendo pienamente, pur se recitando obiettivamente da comprimario. Per essere un debut album, questo “Black aurora” degli Heavenshine, anche se forse non proprio originalissimo, è comunque un ottimo esempio di power/gothic sinfonico che non potrà non far breccia nei cuori di tutti i fans del genere e di bands come Nightwish, Edenbridge, Amberian Dawn et similia. La band suonerà anche alla prossima edizione dell’Agglutination Festival, segno evidente che c’è anche qualcun altro che si è accorto del talento e delle potenzialità degli Heavenshine.

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