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Un altro ritorno a lungo atteso con gli olandesi Arsebreed Un altro ritorno a lungo atteso con gli olandesi Arsebreed

Un altro ritorno a lungo atteso con gli olandesi Arsebreed

recensioni

gruppo
titolo
Butoh
etichetta
Brutal Mind
Anno

PROVENIENZA: Olanda 

GENERE: Brutal Death Metal 

FFO: Disavowed, Severe Torture, Deeds of Flesh, Suffocation, Gorgasm 

LINE UP: 
Robbe K - vocals
Joel Sta - vocals
Marco Pranger – guitars
Daniel van der Broek – guitars, bass
Romain Goulon - drums 

TRACKLIST: 
1. Obliteration [01:10] 
2. Manifest [01:58] =ASCOLTA= 
3. Disintegration [01:50] 
4. Tether [04:00] 
5. Equilibrate [03:48] 
6. Recomposed [02:58] =ASCOLTA= 
7. Malevolence [02:20] 
8. Emergence [03:04] 
9. Sanity [04:39] 
10. Insanity [04:10] 

Running time: 29:57 

opinioni autore

 
Un altro ritorno a lungo atteso con gli olandesi Arsebreed 2020-10-18 17:33:51 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Ottobre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sul piano prettamente musicale, il 2020 può essere indicato tra le altre cose come quello dei ritorno dopo lungo tempo; alle bands già incontrate durante quest'annata e quelle che incontreremo nei restanti due mesi si aggiungo anche gli Arsebreed, nome che susciterà qualche ricordo ai fans del Brutal Death di inizio anni 2000, quando la scena olandese composta dai suddetti, dai Disavowed, dai Severe Torture, dai Prostitute Disfigurement, dai Pyaemia, contendeva il trono del genere con gli States. Dopo un ottimo debut album nel 2005, "Munching the Rotten", gli Arsebreed hanno avuto un lunghissimo periodo di stasi prima di tornare sotto lo stendardo di Brutal Mind con "Butoh". Ci sono voluti dunque quindici anni per rivedere la band legata a doppio filo ad un'altra band recentemente tornata in auge, i Disavowed - di cui fan parte il cantante Robbe K ed il bassista/chitarrista Daniel van der Broek e di cui han fatto parte l'altro vocalist Joel Sta (ex-Nocturnal Silence anche) ed i drummer Romain Goulon (che ha offerto i suoi servigi anche a Necrophagist, Benighted ed Agressor). La continuità della line up ha dato anche una continuità per quanto riguarda il sound degli Arsebreed, un Brutal Death che ha diversi punti in comune con i Disavowed stessi - e non potrebbe essere altrimenti - oltre che con i giganti della scena Brutal statunitense come Suffocation e Deeds of Flesh; il risultato è un disco che da un lato sembra arrivare "con ritardo", portando subito alla mente lo stile e la produzione degli inizi del secolo, ma dall'altro risulta essere anche compatto e, soprattutto, feroce e brutale quanto ci si aspetterebbe. Mezz'ora di puro e semplice Brutal Death Metal senza alcuna concessione a qualsivoglia modernità: niente passaggi Slam, niente produzione potente ma talvolta plasticosa... quello degli Arsebreed è semplicemente quello che è, fedele alla storia della band. La speranza è che adesso trovino un minimo di stabilità, in modo che magari non passino di nuovo tre lustri per una nuova release. I fans del Brutal Death più schietto ringrazierebbero sinceramente.

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