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Ai Memoremains serve una chitarra più protagonista

recensioni

titolo
“The cost of greatness”
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Drown memories
2. Eternal fame
3. Bring it on
4. Riot in the crowd
5. Where is the gold
6. Lift me up
7. Pounding heart
8. Mindreader
9. Theme park
10. The cost of greatness

LINE-UP:
Johanna Ahonen – Vocals
Mikko Kujanpää – Keyboards
Aleksi Mäkelä – Guitars
Aapo Timonen – Bass
Eemeli Timonen – Drums

opinioni autore

 
Ai Memoremains serve una chitarra più protagonista 2020-10-18 09:54:23 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Ottobre, 2020
Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Devo ammetterlo, quando ci è stato proposto questo “The cost of greatness” dei Memoremains, sconosciuta band finlandese (non c’è nemmeno su metal-archives!), sono stato attirato stupidamente dalla definizione del loro sound data dal promoter che ci ha contattati: “pop metal”. Un’evidente contraddizione, “pop” e “metal” sono due parole che non si conciliano tra loro, sono una l’antitesi dell’altra e quindi mi sono chiesto “cosa suoneranno mai questi ragazzi finlandesi?”. Quando ho iniziato ad ascoltare le prime note della piacevole opener “Drown memories” il primo paragone che mi è venuto in mente è stato con gli Amaranthe depurati da tutte le harsh vocals (che personalmente detesto da sempre!) e con una massiccia dose di tastiere in più…. Quindi un symphonic metal molto melodico ed orecchiabile. Poi, ascolto dopo ascolto, mi sono venuti in mente gli indimenticabili Synthphonia Suprema proprio per la preponderanza dei synth. Ecco, per essere pignoli, forse i Memoremains ne fanno abuso, più che un uso oculato e qualche schitarrata in più, qualche riff duro in più sarebbe stato più che opportuno, almeno per i miei gusti da vecchio metallaro. Non è un caso, infatti, che mia figlia di 13 anni si sia innamorata immediatamente di questo disco; la quasi totale assenza delle chitarre, a favore di troppe tastiere ed effetti elettronici, infatti, può sicuramente andare incontro ai gusti dei più giovani, mentre difficilmente potrà far breccia nei cuori dei “true defenders” da sempre dipendenti da quei mitici suoni duri. Ciò nonostante, per essere obiettivi bisogna dire che la musica dei Memoremains è sicuramente orecchiabile, ben fatta e registrata, suonata molto bene e cantata altrettanto in maniera egregia. Come detto, personalmente avrei preferito molte meno tastiere e molte più schitarrate, ma si tratta di gusti personali che, in quanto tali, sono ampiamente opinabili. “The cost of greatness” è uscito come autoproduzione, ma sono sicuro che i Memoremains troveranno presto una label interessata al loro talento!

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