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Kalevala HMS: tra genio e follia Kalevala HMS: tra genio e follia Hot

Kalevala HMS: tra genio e follia

recensioni

titolo
“If We Only Had a Brain”
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line up:
Simone Casula: Voce
Daniele Zoncheddu: Chitarra
Dario Caradente: Flauti
Enrico Cossu: Viola e Violino
Tommy Celletti: Batteria
Francesco Vignali: Basso

Tracklist: 
1. Song to Sing in Case of Armageddon
2. Victory is for Suckers
3. Dumbo Alla Parata Nera
4. Mickey Finn
5. Cyberkampf
6. If We Only Had a Brain
7. Die Moorsoldaten
8. Root Radioed
9. Medusa
10. No Cheese=Blue Cheese
11. For the Old World
12. Elettrochoc
13. Les Peintres
14. Principessa
15. Tribù

 

opinioni autore

 
Kalevala HMS: tra genio e follia 2020-08-27 16:42:03 Corrado Franceschini
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    27 Agosto, 2020
Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 2020
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Il mio incontro musicale con i Kalevala, oggi Kalevala HMS, risale al 19 marzo 2011. Quella sera il gruppo parmense, di supporto ai Folkstone, mi colpì per la sua miscela di Hard Rock e Folk che, merito anche del flauto, ricordava molto da vicino i Jethro Tull. E’ passata molta acqua sotto i ponti dal 1998, anno di nascita del combo e oggi, a distanza di otto anni dall’ultimo studio album “There and Back Again”, i Kalevala HMS si presentano con “If We Only Had a Brain”. Ve lo dico subito: siamo di fronte ad un album geniale, ma difficile da capire e, a tratti, difficile da ascoltare. I 15 pezzi contenuti in “If We Only Had a Brain” non hanno perso la peculiarità di affondare le loro radici nel Folk, nel Progressive e nel Rock, ma in più miscelano altre atmosfere che vanno a pescare in un retaggio più moderno e di questo, sono sicuro, il merito è della registrazione di Francesco Chiari (Noise Studio) e della masterizzazione a cura di Giovanni Versari (Diodato, Le Vibrazioni etc). Se l’iniziale “Song to Sing in Case of Armageddon” è di presa e di facile ascolto, non si può dire altrettanto della seguente “Victory Is for Suckers” che, assieme a un ritornello sbarazzino e gioioso (strano per un titolo del genere n.d.a.), ci fa piombare in ritmiche Progressive stoppate, Hard Boogie saltellante e chitarre dal suono moderno: se non è genio questo. “Dumbo alla Parata Nera”, ripresa dal film omonimo della Disney, non è così leggera come si potrebbe credere visto il testo in italiano modificato inserito sulla marcia cadenzata. “Mickey Finn” passa dal Folk Rock saltellante al Progressive, alla filastrocca. “Ciberkampf”: presentata nella presskit come guida al disastro cibernetico, mi è sembrata più suadente di quanto previsto ma, d’altra parte, i Kalevala HMS si divertono a mischiare le carte in tavola, riuscendoci benissimo. “If We Only Had a Brain”, tratta dal film “Il Mago di Oz”, la vedrei bene anche in una di quelle commedie dove c’è Fred Astaire che balla o in alcune pieces americane leggere con Rock Hudson: insomma, roba d’altri tempi. ”Die Moorsoldaten”, scritta da prigionieri in un campo di concentramento nazista e propagata all’esterno di esso, si avvale del pomposo ausilio del “Coro Dei Malfattori”. Se credete che i Kalevala abbiano sparato tutte le cartucce a loro disposizione vi sbagliate di grosso. “Root Radioed” ha così tante influenze musicali al suo interno - Funky, Rock alternativo moderno, Folk, Heavy Metal - che è impossibile descriverla a parole. “Medusa” ricorda la musica di una famosa pubblicità, ma potrebbe anche essere un moderno inno alla pirateria sul tipo di “Quindici uomini…”. Le sorprese non sono finite visto che “No Cheese=Blue Cheese” va a toccare i lidi della musica elettronica anni ’80; oserei chiamarla Electro-Wave. Con “For the Old World” torniamo su lidi più consoni ai nostri. “Elettrochoc” è una cover del brano dei Matia Bazar. Non aspettatevi un pezzo calmo, ma una sorta di Swing che, quando entra in campo il ritornello, si trasforma in una versione scatenata. “Les Peintres” è uno dei pezzi più incredibili del lotto grazie al suo ondeggiare fra le ritmiche alla Fabrizio De Andrè e il Folk. Spiazzante e bellissimo il cambio al minuto 3’20”. “Principessa” amalgama il suono dei Finntroll con le arie di Puccini e le cavalcate Western. “Tribù” è dedicata ai flussi migratori e mischia di nuovo le varie ritmiche contaminandole con un che di orientale. Visto il tema era inevitabile. Siamo arrivati alla fine del CD e l’unica cosa che mi sento di rimproverare amichevolmente ai Kalevala HMS, è quella di aver voluto riempire troppo alcuni passaggi rendendo il suono alquanto “saturo”. Io, in sostituzione, avrei tolto qualcosa e avrei dato più spazio al nuovo arrivato Enrico Cossu (viola e violino). Non so se esiste un pubblico tipo adatto a un disco come “If We Only Had a Brain”, ma una cosa posso dirla con certezza: siamo di fronte a un gruppo che sa come si suona e come si compone della musica originale.

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