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Buono il debut album degli Oxidize Buono il debut album degli Oxidize Hot

Buono il debut album degli Oxidize

recensioni

gruppo
titolo
"Dark confessions"
etichetta
WormHoleDeath
Anno

TRACKLIST:
1.Heading for tomorrow
2.Bleeding heart
3.Coma
4.Not an angel
5.Tell me why
6.Revolution
7.Anti hero
8.Hey angel
9.Dark confessions
10.Titanic
11.Devil in disguise
12.Crucify me

LINE-UP:
Per Stålfors - Guitars
Niclas Karlsson – Lead guitars
Anton Darusso - Vocals
Mika Vainio - Drums

opinioni autore

 
Buono il debut album degli Oxidize 2020-06-06 09:07:55 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    06 Giugno, 2020
Ultimo aggiornamento: 06 Giugno, 2020
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Gli Oxidize nascono in Svezia nel 2017 per iniziativa del chitarrista Per Stålfors che, sciolti gli Arctic Void (con cui aveva registrato un album nel 2016), decide di contattare Anton Darusso, singer dei centro-americani Wings of Destiny, nonché il chitarrista solista Niclas Karlosson, ex di Crystal Eyes e Zonata (fra le tante). Solo in un secondo momento è arrivato il batterista Mika Vainio (ex-Hardcore Superstar, tra gli altri) ed a maggio 2020 è venuto fuori questo “Dark confessions”, edito dalla nostrana WormHoleDeath e composto da 12 tracce. Il genere suonato dagli svedesi è un heavy metal dal sound moderno, con qualche tocco di alternative che lo diversifica dal più classico heavy di scuola inglese. L’assimilazione non è così immediata, dato che non abbiamo davanti musica easy-listening e sono quindi stati necessari diversi ascolti per poter comprendere la musica degli Oxidize. Devo subito mettere in evidenza i punti di forza della band, in primis le parti soliste dell’ottimo Niclas Karlsson; si sente la sua estrazione power metal ed il buon gusto che ci mette (oltre alla tecnica) è decisamente notevole. C’è poi la voce di Anton Darusso che avevo già avuto modo di apprezzare con i Wings of Destiny; il cantante del Costa Rica ha la rara capacità di modulare la voce in maniera notevole, risultando sempre espressivo, ma anche caldo o aggressivo, a seconda delle necessità del momento o del singolo pezzo. Un ottimo esempio in tal senso è la lenta “Tell me why” (un po’ in stile Poisonblack et similia), in cui Darusso passa senza problemi da parti basse e calde, a screaming abrasivi e furiosi. Per essere sinceri, lo preferisco di gran lunga quando canta in maniera pulita, piuttosto che nei momenti più aggressivi, ma si tratta esclusivamente di gusti personali. Chi che non mi ha convinto è il batterista Mika Vainio, da cui mi sarei aspettato più protagonismo e più ritmo, un po’ come fa in “Revolution”; in molti altri brani, invece, pare vada con il freno tirato e si limiti alquanto; in alcuni casi, un po’ più di brillantezza e di ritmo non avrebbero assolutamente guastato. Non sono in grado di parlarvi del bassista, dato che nessuna informazione è stata data al riguardo, ignoro quindi chi si sia occupato dello strumento, utilizzato comunque prevalentemente da accompagnamento in sottofondo. La proposta musicale degli Oxidize è sicuramente indirizzata verso i più giovani appassionati dell’heavy metal, mentre potrebbe non far breccia nei cuori dei defenders più attempati (tipo il sottoscritto). “Dark confessions” è comunque un buon debutto per gli Oxidize, band dalle buone qualità complessive della quale sono sicuro sentiremo ancora parlare in futuro più che positivamente.

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