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Un undicesimo album che non convince del tutto per gli svedesi Centinex Un undicesimo album che non convince del tutto per gli svedesi Centinex Hot

Un undicesimo album che non convince del tutto per gli svedesi Centinex

recensioni

gruppo
titolo
Death in Pieces
etichetta
Agonia Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Demonical, Grave, Dismember, Hypocrisy, Desultory 

LINE UP: 
Henka Andersson - vocals
Jörgen Kristensen - guitars
Martin Schulman - bass
Florian Rehn - drums 

TRACKLIST: 
1. Only Death Remains [02:52] =ASCOLTA= 
2. Derelict Souls [04:06] 
3. God Ends Here [03:01] 
4. Tomb of the Dead [03:59] 
5. Human Torch [03:04] 
6. Pieces [02:12] 
7. Cauterized [03:14] 
8. Beyond the Dark [03:35] =ASCOLTA= 
9. Sacrifice [03:45] 
10. Skin Turning Grey [03:49] 

Running time: 33:37 

opinioni autore

 
Un undicesimo album che non convince del tutto per gli svedesi Centinex 2020-06-03 18:02:14 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    03 Giugno, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Formatisi nel 1990, i Centinex sono da considerarsi tra i capostipiti di quello che è oggi conosciuto come old school Swedish Death Metal, insieme a gruppi come Dismember, Grave, Unleashed, Entombed... ma con fortune diverse rispetto alle succitate leggende, tanto che nel 2006 la band si ferma, salvo tornare nel 2014 per mano del batterista Kennet Englund e del bassista Martin Schulman, unico presente sin dalla primissima line up del 1990 e, ad oggi, solo vecchio membro rimasto. Quello dei cambi in formazione è un problema affrontato spesso dai Centinex, tant'è che anche in questo "Death in Pieces" - undicesimo album per i Nostri, edito da Agonia Records - si presentano ai nastri di partenza con 3/4 di band nuova di zecca con il cantante Henrik Andersson (ex-Incarnated), il chitarrista Jörgen Kristensen (ex-God Macabre) ed il drummer Florian Rehn, quest'ultimo entrato in formazione solo nel 2020, giusto in tempo per registrare l'album. I tanti fans del genere sapranno apprezzare questa nuova fatica dell'act svedese, ma è anche vero che "Death in Pieces" sembra, con lo scorrere della tracklist, un lavoro scritto con il pilota automatico inserito, privo di veri e propri sussulti e, per certi versi, fin troppo lineare. Qualche episodio qua e là emerge leggermente più dalla massa ("Pieces", "Beyond the Dark"), ma si tratta di momenti che riescono giusto a rendere per lo meno non troppo piatto questo lavoro. Una buonissima produzione purtroppo non risolleva più i tanto le sorti di un lavoro che, crediamo, non è destinato a lasciare il segno nella storia del genere; nel sottobosco europeo ci sono molti giovani gruppi che appaiono decisamente più affamati e feroci di quel che sembrano essere i Centinex in "Death in Pieces", album che raggiunge sì la sufficienza, ma è un voto probabilmente risicato dato il nome coinvolto. Speriamo in meglio per il futuro.

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