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I Reism ed un sound eterogeneo I Reism ed un sound eterogeneo Hot

I Reism ed un sound eterogeneo

recensioni

gruppo
titolo
"Dysthymia"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. The reality
2. Break my bones
3. God given
4. Keep me out of this
5. The folly of man
6. Pick up the pieces
7. Take it from me
8. Let it all go
9. Lost yourself
10. You think you know me
11. Let it all go (JTC remix)
12. You think you know me (Slaughter slits remix)

LINE UP:
Tom Poole - Kerr: guitar
Kim Lund: bass
Wolfgang Ognøy: drums
Kirsten Jørgensen: vocals

opinioni autore

 
I Reism ed un sound eterogeneo 2020-06-02 16:45:33 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Giugno, 2020
Ultimo aggiornamento: 02 Giugno, 2020
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I Reism sono una band originaria della Norvegia, ma formatasi a Liverpool in Inghilterra nel 2004; hanno alle spalle due full-lengths (“Lifestyle product” del 2005 e “Something darker” del 2011) ed a novembre 2019 hanno realizzato questo “Dysthymia”. Il gruppo capitanato dalla capace singer Kirsten Jørgensen miscela diversi generi musicali in una proposta estremamente eterogenea; su una base prettamente alternative metal si vanno ad innestare parecchi stilemi industrial, qualche atmosfera tipica del gothic ed un po’ di heavy, con un risultato decisamente particolare. I Reism si cimentano in conclusione del disco anche in mix electro ma, per essere onesti, con poca fortuna, dato che i due pezzi finali sono decisamente avulsi dal contesto e non convincono per nulla. Forse sono la persona meno indicata per questa recensione, dato che mi piace definirmi un “true defender” ed ho ormai tutti i capelli bianchi; questi generi sinceramente non li ho mai apprezzati e penso che mai sarò capace di farlo, mentre sono sicuramente diffusi tra le giovani leve. Ma il dovere del recensore mi impone di essere imparziale e di cercare di comprendere al meglio tutto e devo dire che il disco parte anche molto bene. I primi quattro brani hanno appeal, energia, una robusta dose di groove e si fanno apprezzare, pur suonando decisamente moderni (particolare che, per uno come me, non sempre corrisponde a qualità). E’ con l’arrivo della quinta traccia, la lenta “The folly of man” che il disco cambia registro e si vira verso lidi più oscuri e più marcatamente industrial, fino ad arrivare alle ultime due tracce di cui abbiamo già parlato e che qualsiasi metalhead può tranquillamente skippare, per evitare di perdere tempo. Il principale problema che ho riscontrato in questo disco è la mancanza di ritmo e di frizzantezza, il batterista Wolfgang Ognøy potrebbe fare molto di più, anzi dovrebbe farlo, dovrebbe essere più protagonista e non limitarsi al solo compitino di accompagnamento. Non mi è poi piaciuto come la band (che si è autoprodotta il disco, registrato nei propri Green Engine Studio) ha sistemato il rullante, che risulta troppo “secco” in alcuni frangenti e decisamente poco “corposo” come suono. Positiva la prestazione della singer Kirsten Jørgensen che dimostra una certa poliedricità (anche se non mi fa impazzire lo screaming effettato in “Take it from me”), così come la chitarra di Tom Poole – Kerr; un vecchietto come me avrebbe preferito qualche parte solista dal musicista, ma tocca farsene una ragione. Il bassista Kim Lund mi è sembrato un po’ troppo poco protagonista anch’egli ed avrei gradito maggiore risalto dal suo strumento; sembra un po’ il classico caso dello studente dalle buone potenzialità, ma che si limita a quanto strettamente necessario. Sono stato tratto in inganno dalla presentazione di questa band, indicata come “melodic metal” (ma non c’è niente di questo genere in questo disco!), e sono sicuro che qualche giovane virgulto potrebbe apprezzare maggiormente di me questo “Dysthymia”, vista la sua modernità; purtroppo, per quanto mi riguarda, ho bisogno di più ritmo, di più melodie, di più “tiro” e molta meno elettronica, meno effetti e meno eterogeneità, di conseguenza non sono riuscito a concedere la sufficienza. Sono però sicuro che i Reism hanno ottime potenzialità per far meglio in futuro, così come sono sicuro che altri sapranno apprezzare il loro sound molto più di quanto non sia riuscito a fare io.

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