A+ A A-
 

I Ravenscry cercano una strada personale I Ravenscry cercano una strada personale

I Ravenscry cercano una strada personale

recensioni

gruppo
titolo
"100"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Maybe
2. Binary
3. The gamer
4. The door inside
5. The entertainer
6. Destination: nowhere
7. Light you up
8. Leader
9. Paper boat
10. All my faces
11. The gatekeeper

LINE-UP:
Giulia Stefani – Vocals
Mauro Paganelli – Guitars
Federico Schiavoni – Guitars
Andrea “Fagio” Fagiuoli – Bass
Simone “Simon” Carminati – Drums

opinioni autore

 
I Ravenscry cercano una strada personale 2020-05-30 08:13:49 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    30 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avevo conosciuto i Ravenscry all’epoca del loro secondo album, intitolato “The attraction of the opposites”, ottimo disco uscito nel 2014 per Revalve Records; avevo poi perso le tracce della band lombarda fino a quando pochi giorni fa, grazie ad un’agenzia tedesca con cui collaboriamo proficuamente, ho scoperto l’esistenza di questo loro quarto disco, intitolato “100”, autoprodotto dal gruppo capitanato dalla brava ed affascinante Giulia Stefani. In mezzo ai due dischi, nel 2017 è uscito “The invisible”, full-lenght a me purtroppo sconosciuto. Nel frattempo è anche entrato nella band il chitarrista Federico Schiavoni che ha preso il posto di Paolo Raimondi, subito dopo l’uscita del precedente disco. Ma veniamo a “100”, dotato come sempre per i Ravenscry di piacevole artwork, composto da 11 tracce per poco più di 41 minuti, segno che a livello di songwriting non ci troviamo davanti a componimenti lunghi e prolissi. Devo dire anzi che è stata prestata attenzione all’efficacia dei singoli brani, evitando di perdersi in inutili orpelli che finirebbero per appesantire l’ascolto e renderlo meno fluido. Lo strumento principale sono le due chitarre, che sono poste anche in ottima evidenza e che hanno sempre buon gusto quando si tratta di disegnare linee melodiche (pur avendo spesso un approccio più “carico” e robusto). Rispetto al passato, mi sembra che la band abbia perso in maniera abbondante le atmosfere gothic che contraddistinguevano ottimamente il disco del 2014, a favore di un approccio più multidirezionale. Mi spiego meglio (o almeno ci provo): se in passato la componente gothic era prevalente, ma i Ravenscry facevano vedere di gradire contaminazioni differenti, in questo disco invece di gothic non è rimasto molto (non a caso la mia preferita è “The entertainer”, che è proprio la canzone con più atmosfere del genere), a favore di altri generi musicali più “moderni” (se mi passate il termine); ecco quindi che c’è parecchio alternative, qualcosa di melodic metal, un pizzico di heavy classico, qualcosa che sa lontanamente di groove, elettronica ed industrial. Insomma un potpourri che può anche spiazzare e disorientare, ma che ha quale principale problema il rischio di scontentare praticamente tutti; mi sembra, infatti, che chi cerca le atmosfere romantico-decadenti tipiche del gothic rimarrà un po’ a bocca asciutta, chi ama il female fronted melodic metal avrà bisogno di più ritmo e frizzantezza (Simone Carminati alla batteria è sicuramente in grado di assicurarlo e mi è sembrato un po’ limitato in questo disco) e così via. E’ indubbio che i Ravenscry non seguano sentieri già abusati da altri, ma cerchino qualcosa di più personale in questo “100”; sicuramente ci sarà chi apprezzerà, personalmente preferivo quanto fatto in passato e non riesco a concedere più di una sufficienza di stima, dato che riconosco alla band milanese un notevole talento che spero non vada sprecato in futuro alla ricerca di troppe contaminazioni e modernismi.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Un bel disco spensierato e ben suonato per Jessica Wolff
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Imperivm ci parlano dell'antica Roma
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tuple: lavoro solista ispirato dall'Aor scandinavo ottantiano
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Sins Of Shadows: il cammino è ancora lungo per questo giovane act francese
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Etorkizun Beltza sorprendono in positivo
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Backwater un grande esempio di rock'n'roll classico pieno zeppo di adrenalina!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Virtual Symmetry, un ritorno di classe!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Discreto il debut album dei lussemburghesi Theophagist
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Fraser Edwards ed il suo italiano scorretto
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla