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Un ritorno arrabbiato per i Mesmerize Un ritorno arrabbiato per i Mesmerize Hot

Un ritorno arrabbiato per i Mesmerize

recensioni

gruppo
titolo
"Paintropy"
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

 

TRACK LIST

1) It happened tomorrow

2) 2.0.3.6.

3) A desperate way out

4) Monkey in sunday best

5) Midnight oil

6) Within without

7) One door away

8) Paintropy

9) Shadows at the edge of perception

10) Mrs. Judas

11) You know I know

12) Masterplan

13) Promises

 

LINE UP

Folco Orlandini - Voce

Piero Paravidino - Chitarre

Luca Belbruno - Chitarre

Andrea Tito – Basso

Andrea Garavaglia - Batteria

opinioni autore

 
Un ritorno arrabbiato per i Mesmerize 2013-04-12 15:50:54 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    12 Aprile, 2013
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Ci sono voluti 8 anni, dopo l’ottimo “Stainless”, affinché i lombardi Mesmerize tornassero sulle scene con un nuovo album; 8 lunghi anni, in cui la band è rimasta intatta invecchiando solo all’anagrafe (tutti gli elementi sono nati, come me, nel 1972!) e finalmente, grazie alla Punishment 18 Records, questo “Paintropy” ha visto la luce. L’heavy-power della band è cambiato, nel senso che si è abbastanza “estremizzato”, avendo aumentato a dismisura la propria violenza sonora, sfociando spesso in momenti vicini al thrash. Evidentemente gli anni trascorsi in attesa che qualcuno si ricordasse dei Mesmerize, 8 anni passati lavorando “per portare la pagnotta a casa” hanno fatto lievitare alquanto il livello d’incazzatura della band. Valgano a titolo d’esempio le prime due canzoni del disco, “It happened tomorrow” e “2.0.3.6.”, decisamente furiose ed arrabbiatissime, con il grande Folco Orlandini che spesso usa effetti sul microfono per modificare la propria voce ed incattivirla a dovere. Ci vuole un volume bello alto per apprezzare a dovere tutte le sfumature del sound, dato che qua c’è davvero tanta roba sotto, a partire dal lavoro eccezionale di Andrea Tito col basso che ricama parti che manderebbero in sollucchero un fan di Steve Harris (idolo anche dello stesso Tito), passando per la batteria veloce, precisa e potente di un ispirato Andrea Garavaglia e finendo sulle chitarre di Luca Belbruno e Piero Paravidino che, oltre a tirar fuori muri di riff granitici, sanno anche regalare parti melodiche ed assoli di gran gusto. Su tutto poi si staglia la voce di Folco Orlandini, da sempre uno dei migliori cantanti in campo metal che abbiamo in Italia, che mette in mostra tutte le sue capacità, grinta e versatilità, confermando come anche a 40 anni, se si rispettano le proprie corde vocali, si possa cantare in maniera eccelsa. “Paintropy” (titolo che unisce i concetti di pena, “pain”, con entropia, “entropy”) è composto da 13 pezzi uno più convincente dell’altro, dalla predetta rovente coppia d’apertura, alla splendida cover finale di “Promises”, pezzo degli irlandesi The Cranberries che si presta alla grandissima ad essere irrobustito e metallizzato a dovere, passando per la parte centrale in cui troviamo brani più legati alla tradizione power dei Mesmerize, come la melodica “Within without”, la robusta “One door away” (con una prestazione super di Orlandini!) e le velocissime “Paintropy” e “Shadows at the edge of perception”. Orecchiabilissime poi “Mrs. Judas” ed “A desperate way out”, così come è oscura ed inquietante “You know I know”, in cui il basso di Tito recita da protagonista. E’ comunque tutto l’album a convincere e coinvolgere, mettendo in mostra una band in forma smagliante e per nulla arrugginita dalla lunga inattività. I Mesmerize sono tornati alla grandissima ed ora non resta che attenderli on stage, dimensione in cui da sempre questa band dà spettacolo! Disco imperdibile per tutti i fans del miglior heavy metal.

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