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La rivelazione metafisica dei Sutrah La rivelazione metafisica dei Sutrah Hot

La rivelazione metafisica dei Sutrah

recensioni

gruppo
titolo
Aletheia
etichetta
The Artisan Era
Anno

Tracklist:
1. Umwelt
2. Lethe
3. Dwell
4. Genèse

Line-up:
Laurent Bellemare (voce)
Claude Leduc (chitarra, voce)
Alex Bao (basso)
Kévin Paradis (batteria - session)

opinioni autore

 
La rivelazione metafisica dei Sutrah 2020-03-28 16:44:40 Sonia Giomarelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Sonia Giomarelli    28 Marzo, 2020
Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 2020
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Ah, il Death Metal, una creatura tanto semplice quanto complessa da comprendere a volte. Un genere che ai suoi inizi era nato come una semplice estremizzazione del Thrash Metal e che, nel corso degli anni, si è evoluto, è maturato mantenendo sempre quell'approccio di brutalità che lo ha reso unico nel panorama dei sottogeneri del Metal. Lasciando stare tutta la parte del Death tradizionale che nasce e cresce in Nord Europa e negli States, ci sono parti del mondo occidentale che in questi ultimi 30-35 anni si sono rilevate delle vere e proprie fucine di suoni estremi e progressivi. Il Canada, ad esempio, non ha mai nascosto un approccio sperimentale (a differenza dei cugini yankees che per natura sono sempre stati molto classicisti) sia sul fronte Rock (Rush, Saga), sia su quello Metal (Annihilator, Voivod). In Canada esiste una floridissima scena Death a livello tecnico, basti vedere gli operati di Gorguts, Cryptopsy e Beyond Creation, per citare band validissime più o meno note agli appassionati del genere.
Dalla terra della foglia di acero arrivano i Sutrah, i quali appartengono alla stessa razza ma, a livello iconografico e di testi, sono spostati verso il misticismo orientale e non solo, cosa che li rende abbastanza particolari e decisamente affascinanti. Nativi di Montreal, sono una band giovane fondata nel 2011 e che, nel corso dell'ultimo decennio, ha pubblicato solo un disco ufficiale, "Dunes" (Autoprodotto) nel 2017, il quale proponeva un immaginario vicino alla cultura orientale e metafisica.

Il biglietto da visita è quello di un sound si prettamente sperimentale, ma anche molto atmosferico ed è ciò che caratterizza questo nuovo Ep "Aletheia" (parola presa dal greco, che in italiano sta ad indicare una rivelazione o verità, la quale si può scorgere anche in ciò che viene rappresentato nell'artwork, se si guarda attentamente!) uscito lo scorso 13 marzo tramite The Artisan Era. La copertina, impregnata di un dinamismo efferato, accompagna le note delle quattro variazioni che compongono questa piccola mini opera. L'angoscia monumentale di "Umwelt" (Ambiente) segue alla brutalità di "Lethe" (fiume, originale Lete nella mitologia ellenica) pezzo di un'intensità emotiva da far accapponare la pelle. Favolosa la prima parte che mischia la tradizione del Death Tecnico locale con quello classico svedese. "Dwell" (Casa) e "Genèse" (Genesi) portano avanti lo stesso discorso e se la prima si caratterizza, grazie ad a suoni malinconici che strizzano gli occhi agli Opeth più oscuri, la seconda si fa ancora Prog con variazioni a livello musicale tramite parti estreme ed altre ben più calme.

Un Ep che chiaramente farà da preludio ad un prossimo disco che speriamo esca presto. I Sutrah dimostrano di avere talento, fantasia e cultura abbracciando temi delicati e proponendo un qualcosa che nuovo non è, ma che i nostri rendono abbastanza personale. "Aletheia" è un lavoro che va ascoltato con una certa attenzione, non è per tutti, ma saprà farsi piacere da chi avrà la pazienza e la passione per scoprirlo.

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