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I Blame Zeus suonano un heavy/alternative metal con riff decisi e carichi di groove I Blame Zeus suonano un heavy/alternative metal con riff decisi e carichi di groove

I Blame Zeus suonano un heavy/alternative metal con riff decisi e carichi di groove

recensioni

titolo
Seethe
etichetta
Rockshots Records
Anno

Tracklist:
1. How To Successfully Implode
2. Déjà Vu
3. Down To Our Bones
4. White
5. Bloodstained Hands
6. The Obsession Lullaby
7. Into The Womb
8. No
9. The Warden
10. The Crown and The Gun

Line-Up:
Sandra Oliveira - vocals
Ricardo Silveira - drums
Paulo Silva, Tiago Lascasas - guitars
Celso Oliveira - bass

opinioni autore

 
I Blame Zeus suonano un heavy/alternative metal con riff decisi e carichi di groove 2020-03-24 18:40:06 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    24 Marzo, 2020
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I Blame Zeus sono un gruppo portoghese che con "Seethe" giunge al terzo full-length, dopo il debutto "Identity" del 2014 e il follower "Theory of Perception" del 2017. Il loro stile oscilla tra heavy e alternative metal, con chitarre ribassate e assai cariche di groove, sulle quali svetta la voce alta e potente della cantante Sandra Oliveira. Il loro è un sound molto fresco ed incentrato appunto sui riff, che in questo lavoro tende ad essere leggermente più dark rispetto al passato e ad accogliere di tanto in tanto qualche elemento prog, ad esempio con tempi complessi o qualche cambio tematico come avviene nel caso di "White" o "The Crown and the Gun". Ci sono anche influenze dei Tool, uno dei principali punti di riferimento della band, evidenti, ad esempio, nel caso della già citata "The Crown and the Gun". Non si riscontra a dire il vero nei brani un particolare gusto melodico, salvo magari qualche traccia come "How to Successfully Implode" o "No", nè in generale, ci sono tracce che magari spiccano rispetto ad altre. Ne consegue che lo stile funziona e l'album è suonato anche indubbiamente bene, per cui lo si ascolta con piacere, però di per sè non sono molti i brani che catturano realmente l'attenzione nè si ravvisano significativi picchi qualitativi e questo può rappresentare un po' un limite. In definitiva un disco onesto e con diversi buoni spunti, per quanto non certamente imprescindibile.

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