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Ci son voluti scioglimento e reunion per aver un buon album dai Neaera Ci son voluti scioglimento e reunion per aver un buon album dai Neaera

Ci son voluti scioglimento e reunion per aver un buon album dai Neaera

recensioni

gruppo
titolo
Neaera
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Melodic Death Metal/Metalcore 

FFO: Heaven Shall Burn, Caliban, Darkest Hour, Soilwork, HateSphere 

LINE UP: 
Benjamin Hilleke - vocals 
Tobias Buck - guitars 
Stefan Keller - guitars 
Benjamin Donath - bass 
Sebastian Heldt - drums 

TRACKLIST: 
1. (Un)drowned [01:12] 
2. Catalyst [04:23] =VIDEO= 
3. False Shepherds [04:21] 
4. Resurrection of Wrath [04:11] 
5. Carriers [05:24] 
6. Rid the Earth of the Human Virus [03:20] 
7. Sunset of Mankind [04:45] 
8. Lifeless [03:40] 
9. Eruption in Reverse [04:17] 
10. Torchbearer [04:02] =VIDEO= 
11. Deathless [04:23] 

Running time: 43:58 

opinioni autore

 
Ci son voluti scioglimento e reunion per aver un buon album dai Neaera 2020-02-28 14:14:33 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    28 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati cinque anni dall'annunciato scioglimento dei Neaera, band tedesca che torna oggi con il proprio eponimo settimo album tramite Metal Blade. Dopo una partenza in quarta, la proposta della band teutonica si è fatta via via sempre più piatta, fino ad arrivare all'assolutamente pessimo "Ours Is the Storm", tanto che, detto sinceramente, del tour d'addio e del conseguente scioglimento è importato ben poco ai più. Riunitisi nel 2018 per qualche live la band è rimasta attiva e, per l'appunto, torna oggi con un nuovo album, il settimo, come detto, della loro carriera. Musicalmente è cambiato ben poco, con i Neaera alle prese con un mix tra Melodic Death dei primi anni 2000 ed un certo modo d'intendere il Metalcore, con palesi influenz che vanno ricercate soprattutto in Heaven Shall Burn, Caliban e Soilwork. A quanto pare, però, lo stop ha giovato non poco ai Nostri, uno dei pochi gruppi che vanta la stessa formazione dalla fondazione sino ad oggi; "Neaera" è infatti con ogni probabilità la miglior uscita del quintetto tedesco, un album aggressivo e, soprattutto, con interessantissime scelte melodiche. Hilleke e soci, finalmente, tirano fuori un lavoro in cui non c'è il benché minimo calo di sorta, ma dove anzi la tensione è tenuta sempre al massimo grazie ad un songwriting che appare da subito ispirato, già dalle prime note dell'opener "Catalyst" (non contiamo ovviamente l'intro "(Un)drowned"). Forse le sonorità dei Neaera risultano ancora essere fin troppo simili a quelle di Heaven Shall Burn e Soilwork, ma nonostante questo è innegabile come questa loro settima fatica abbia spunti più che interessanti, grazie anche a passaggi atmosfericamente più cupi come in "Resurrction of Wrath" e "Carriers", brano più rappresentativo dell'album, ancor più dei due comunque buoni singoli "Catalyst" e "Torchbearer".
Considerando quello che ci han propinato i Neaera prima dello scioglimento, possiamo dire senza dubbio alcuno che questo loro ritorno è una più che piacevole sorpresa. All'annuncio di questa uscita, sarò sincero, le aspettative erano piuttosto basse, ed è anche per questo che si è piacevolmente colpiti da un album che non cala di ferocia nemmeno nel finale, ma che anzi si chiude con una fucilata come "Deathless".

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