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Imagika: Dopo nove anni i power-thrashers americani tornano con quasi tutta la line up storica Imagika: Dopo nove anni i power-thrashers americani tornano con quasi tutta la line up storica

Imagika: Dopo nove anni i power-thrashers americani tornano con quasi tutta la line up storica

recensioni

gruppo
titolo
Only Dark Rites Survive
etichetta
Dissonance Productions
Anno

Tracklist: 
01. Where Our Demons Dwell
02. Cast Into Damnation
03. Prisoners of Fate
04. Suffocate On Hate
05. The Spiteful One
06. The Faceless Rise
07. Firefight
08. Only Dark Hearts Survive

Line-up:
Norman Skinner – voce
Steven D. Rice – chitarra
Jim Pegram – basso
Matt Thompson – batteria

opinioni autore

 
Imagika: Dopo nove anni i power-thrashers americani tornano con quasi tutta la line up storica 2020-02-17 11:48:21 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    17 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Californiani Imagika sono in giro dagli inizi degli anni ’90, anche se hanno avuto nel corso del tempo molte fermate ai pit stop, non hanno mai raggiunto l’agognata serie A della musica, ed hanno avuto anche diverse defezioni nella line up. “Only Dark Hearts Survive” è l’ottavo album in carriera, che segue l’ultimo lavoro della band “Potrait Of A Hanged Man”, a ben nove anni di distanza, ma vede il ritorno di quasi tutti i musicisti che hanno fatto parte del primo periodo della band, tra cui l’ottimo vocalist Norman Skinner.

Sempre a metà strada tra un power roccioso di chiara estrazione americana, ed un thrash abbastanza melodico, gli Imagika tirano fuori dal cilindro il loro più classico songwriting, che guarda al proprio passato e a band come i Metal Church ad esempio, ma anche molto al thrash più moderno, pieno di groove e cori da stadio come l’ottima “The Faceless Rise”. Accanto a lei, la power song “Prisoners Of Fate”, l’oscura opener, e la tellurica “Cast Into Damnation” son tutti brani da ascoltarsi con vero piacere. L’altra faccia della medaglia purtroppo c’è e si sente, alcuni brani sono un po’ monocorde, in cui l'unico a spiccare è sempre il talentuoso Norman Skinner, ma gli altri strumentisti, ostentano un po’ di stanchezza e ripetitività sia nei riff che nella sezione ritmica, la quale nei momenti più rallentati diventa fin troppo scolastica e noiosetta.
Gli Imagika ci lasciano quindi un ennesimo album sufficientemente efficace, perché di buoni brani ce ne sono, ma niente di più purtroppo.

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